Lunedì, 12 Aprile 2021

"Da Sfera Ebbasta solo una lettera": lo sfogo del fratello di una vittima della tragedia di Corinaldo

In sei persero la vita, lo scorso 8 dicembre, nella discoteca dove era prevista un'esibizione del trapper idolo dei giovanissimi

Sfera Ebbasta

"Sfera Ebbasta non si è fatto mai sentire, ci ha fatto avere una lettera fatta tanto per farla". E' durissimo lo sfogo all'Adnkronos di Francesco Vitali, fratello di Benedetta, la 15enne di Fano tra le sei vittime che persero la vita l'8 dicembre alla discoteca 'Lanterna Azzurra' dove era prevista un'esibizione del trapper che ieri sera ha esordito nella giuria di X Factor.

Il tatuaggio in testa con sei stelle, in ricordo delle vittime, non basta ai familiari: "Penso che se gli chiedessi i nomi delle sei vittime di Corinaldo non se ne ricorderebbe neanche mezzo" continua Francesco, che attacca anche il talent in onda su Sky: "Penso che la scelta di mettere nella giuria Sfera Ebbasta sia stata fatta solo per fare pubblicità: visto che dopo l'8 dicembre se ne è parlato tanto, magari pensano che più se ne parla più si fa pubblicità. Del resto non mi interessa più di tanto: non sono mai stato un fanatico di X Factor e ora che hanno messo lui come giudice me ne interesso ancora meno di prima. Prima magari se mi capitava mi soffermavo qualche secondo sul programma, adesso non lo guarderò". 

Sfera Ebbasta non ha alcuna responsabilità rispetto alla sicurezza e a quanto avvenuto quella notte, ma è stato più volte criticato da parte dei famigliari delle vittime per alcuni atteggiamenti e post.

"Noi Sfera Ebbasta non lo abbiamo mai sentito - sottolinea Francesco Vitali - L'11 dicembre, tre giorni dopo la tragedia, ci ha scritto una lettera in stampatello, fotocopiata, che ci è arrivata tramite il sindaco. Quando l'abbiamo letta siamo rimasti stupiti: c'era scritto: 'Mi farebbe piacere incontrarci e abbracciarvi personalmente'. Ha scritto che gli avrebbe fatto piacere incontrarci, ma non si è fatto mai sentire". Una lettera fatta "tanto per farla e quindi sarebbe stato meglio non farla per niente".

Stesso discorso per il tatuaggio con sei stelle, in memoria delle sei vittime di Corinaldo: "Noi siamo assolutamente contrari a quel tatuaggio. Penso che se a Sfera Ebbasta chiedessi i nomi delle vittime di Corinaldo non se ne ricorderebbe neanche mezzo. Quando vivi in prima persona tragedie simili capisci che a volte è meglio stare in silenzio che dire e fare cose tanto per farle, tanto più da chi ha visibilità come lui". La lettera e il tatuaggio sono stati, secondo il fratello di Benedetta, gesti davvero "irrispettosi nei nostri confronti". "Sfera Ebbasta non deve avere la coscienza sporca, perché secondo me non c'entra con l'accaduto, ma si è dimostrato immaturo e questo non va bene", precisa Francesco Vitali.

Tragedia di Corinaldo, i familiari delle vittime contro Sfera Ebbasta

Lo stesso legale della famiglia Vitali, l'avvocato Irene Ciani, sottolinea che le "famiglie delle vittime si sarebbero aspettate da Sfera Ebbasta una sensibilità, una presenza diversa rispetto a fatti così gravi. Non ci sono stati contatti né segnali di vicinanza né gesti concreti. Per i genitori delle vittime questa è una tragedia permanente. Da Sfera Ebbasta, anche nei mesi successivi, c'è stato un silenzio totale e da parte sua non c'è stata nessuna vicinanza".

Intanto sul fronte delle indagini per fare luce sulla tragedia, la famiglia di Benedetta, come gli altri parenti delle vittime, attende che si arrivi a mettere dei punti fermi. "I tempi ci fanno mangiare le mani perché vorremmo vedere che chi ha sbagliato paghi - conclude il fratello della giovanissima vittima - Però siamo fiduciosi del lavoro che stanno facendo procura, carabinieri e polizia e dobbiamo continuare ad esserlo sperando che si concluda tutto al più presto e che chi ha sbagliato, dal primo all'ultimo, paghi".

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