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Domenica, 28 Novembre 2021
Musica

Lo sfogo di Ultimo: "Ci chiedono di cantare in tv ma il Governo ci ignora"

Il cantante rimanda il tour a data da destinarsi: "Ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti"

Non è passato inosservato il silenzio di Ultimo in tempi di emergenza coronavirus. Tanti i cantanti che si sono esposti sulla questione, chi chiedendo per primo indicazioni chiare dal Governo sulla sospensione dei concerti, come Tiziano Ferro, e chi, come gli artisti dello show Musica Che Unisce, unendosi in un coro per tenere compagnia agli italiani chiusi in casa e raccogliere fondi a sostegno della Protezione Civile. Ma Ultimo, al secolo Niccolò Morriconi, no. Non ha partecipato ad alcuna iniziativa pubblica e, da qualche settimana, preferisce esporsi solamente attraverso i suoi canali social, dove intrattiene i follower con qualche esibizine improvvisata. Il motivo lo spiega nell'ultimo post pubblicato proprio su Instagram, parlando direttamente ai fan e riappropriandosi di quella maniera schietta e scevra di ipocrisia che da sempre gli appartiene. Di seguito il testo del messaggio.

"Oggi avremmo dovuto iniziare le prove per i 15 stadi. Questa situazione ha spazzato via ogni nostra ambizione. Sono stato un anno a prepararmi fisicamente, mentalmente e vocalmente. Ora? Ora si parla di distanziamento sociale e numeri contingentati. Argomenti così crudi. Ricevo molti messaggi sul fatto che io non mi esponga sulla faccenda, in effetti avete ragione.

Io non so fare quello che vi supplica di indossare la mascherina o di stare attenti ai contatti fisici. Per quello ci sono già troppi a farlo in tv. Ed io non ho le carte in regola per poter risultare credibile dicendolo.

Il tour sarà rinviato, probabilmente al 2021. Ma il motivo di un ritardo della comunicazione non dipende né da me, né dalla mia agenzia dei concerti. Dipende dal governo che forse non dà il giusto peso ed importanza alla musica e all’arte in generale. Poi però ci chiedono di cantare su Instagram o in qualche trasmissione per alleviare il dolore alla gente, ma noi siamo la gente, almeno io mi colloco tra voi, tra noi. 

Non canterò in qualche diretta o in qualche trasmissione per dimostrare quanto sia bella la musica che unisce le anime nostre. No. E una scelta menefreghista? No. il contrario. Non ho bisogno di ricordarvi che esisto con video e foto postate. Io sono a casa mia e scrivo perché è quello che so fare. E scriverò finché le parole si faranno pescare dentro di me. 

L'unica cosa che mi sento di dirvi, da ragazzo di 23 anni, è di fare ciò che ritenete giusto. Non so quando supereremo qusta fase, ma so che questo è il momento per chiudersi un po' dentro di noi e chiederci quelle cose che forse fanno male, ma che ci faranno crescere. Qualsiasi età abbiamo. 
A 15 anni ho scritto in Giusy che dal dolore si può ricominciare e allora mi affido a llui e penso: ricominceremo. 

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