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Lunedì, 23 Maggio 2022
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"Nymphomaniac" a Berlino: von Trier e LaBoeuf provocano anche in sala stampa

Il regista con la maglietta contro Cannes e la scritta "Persona non grata" e l'attore che abbandona la conferenza stampa, attacca i giornalisti e poi sfila sul red carpet con un sacchetto di carta in testa

Come se non bastasse già l’argomento del film a fare scandalo e a creare imbarazzi (l’ultimo proprio sulla nostra tv di Stato, incappata in un poco simpatico incidente), all’anteprima alla Berlinale di “Nymphomaniac” il regista Lars von Trier e l’attore Shia LaBeouf ci hanno messo del loro.

Von Trier si è presentato al photocall prima della conferenza stampa indossando una maglietta con il logo del Festival di Cannes e sotto la scritta: “Persona non grata”.

Che cosa significa? Due anni fa il regista su espulso dalla Croisette e dichiarato appunto “persona non grata” per aver parlato in termini positivi di Hitler e del nazismo. Un’apparizione e niente più, perché von Trier si è poi rifiutato di partecipare all’incontro con i giornalisti.

Poi è toccato al protagonista Shia LaBeouf . L’attore è arrivato in sala stampa, ha ascoltato infastidito alcune domande dei giornalisti e poi ha lasciato sala, dopo aver lanciato alla platea la frase di Eric Cantona: “Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verrano gettate in mare le sardine”.

LaBeouf si è presentato poi sul red carpet della Berlinale indossando uno smocking e sacchetto di carta in testa con la scritta: “I am not famous anymore”.

Anche qui serve una piccola spiegazione per capire l'atteggiamento di LaBeouf: da gennaio l’attore twitta ogni giorno questa frase e il riferimento è allo scandalo per plagio che lo ha coinvolto, quando è stato accusato di copiato dal fumettista Daniel Clowes per il suo cortometraggio “Howard canour.com”, presentato a Cannes nel 2012. L’attore si era scusato via Twitter ma poi ha continuato ad alimentare polemiche e battute, arrivando persino a minacciare il ritiro dalla vita pubblica dopo gli attacchi alla sua “integrità d’artista”. 

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