Domenica, 17 Ottobre 2021
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Sorrentino cittadino onorario di Roma: "Che ci faccio qui?"

Il regista premio Oscar ha ricevuto dal sindaco Marino la lupa in bronzo e la pergamena. Prima di lui Manzoni, Verdi, Marconi e Pertini

Un altro grande riconoscimento per Paolo Sorrentino. Stavolta non è un premio cinematografico, ma l'elogio di una città intera, quella di Roma, fotografata in tutta la sua magnificenza nel film premio Oscar "La Grande Bellezza".

Il regista ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma dal sindaco Ignazio Marino. Sorrentino ha aperto con una battuta il suo discorso di ringraziamento durante la cerimonia in Campidoglio, dove gli sono state consegnate la lupa in bronzo e la pergamena: "Ho commesso l'errore di farmi mandare la lista di chi ha avuto la cittadinanza onoraria prima di me: Manzoni, Verdi, Marconi, Pertini, Napolitano e mi è venuto in mente il titolo di un libro che non ho letto e mi sono chiesto 'Che ci faccio io qui?".

Paolo Sorrentino, che ha celebrato la decadenza ma anche la bellezza di Roma nel film "La grande bellezza", ha proseguito sul filo dell'ironia: "Mi ritrovo qui felice ma come sempre intontito a ringraziare prima di tutto i consiglieri comunali che hanno dissentito dinanzi alla prospettiva di conferirmi la cittadinanza onoraria: io al loro posto avrei fatto esattamente la stessa scelta".

Il regista ha poi ringraziato il sindaco per il riconoscimento e i consiglieri che hanno promosso l'onorificenza: "Hanno sbagliato e io li ringrazio per questo - ha ironizzato - perché come diceva Carmelo Bene: sbagliando si insegna". Il regista ha poi sottolineato: "Siamo un'interminabile reiterata sequenza di sbagli e di imprecisioni, errori e imperfezioni, questo vuole dire il mio film", specificando poi che secondo lui il ruolo dell'arte è quello di "stanare il meraviglioso in questo inesauribile, lunghissimo disagio di essere vivi e contemporanei".

Sempre sul filo dell'ironia, Sorrentino ha elencato alcune scene e "grandi bellezze" viste a Roma e non inserite nel suo film: "Dalla turista coperta di tatuaggi addormentata sulla scala del Campidoglio, all'alta carica di stato che litigava al telefono con il tecnico che non riusciva a installare il decoder, alla soubrette 70enne vestita da punk". II premio Oscar ha concluso il suo discorso di ringraziamento affermando: "L'importante è continuare, come fa il mio Jep Gambardella, a non rinunciare mai a questi attimi di felicità, commovente, stupefacente, che Roma sa regalare controluce e che per me sembrano chiamarsi concordia e bellezza".

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