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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Pif diventa regista: "Ho potuto girare senza pagare il pizzo alla mafia"

Dal 28 novembre al cinema la commedia dell'ex Iena ambientata a Palermo: "Devo tutto a Peppino Impastato"

"La mafia uccide solo d'estate" è una commedia ambientata a Palermo tra gli anni '70 e '90, diretta dalla ex Iena Pif, per la prima volta alla regia e uscirà nelle sale il 28 novembre.

Protagonista del film è un ragazzino che pensa che Andreotti sia una brava persona perché "è amico degli amici", che vede intorno a sé solo omertà e assiste alla lunga serie di omicidi di giornalisti, giudici, magistrati, poliziotti che insanguinò Palermo per tutti gli anni Ottanta, fino all'uccisione di Falcone e Borsellino. Filmati di repertorio come quello dei funerali di Dalla Chiesa, ricostruzioni buffe di dialoghi tra Riina e i suoi uomini, o drammatiche come quelle degli omicidi di Pio La Torre e Chinnici, nel film fanno da sfondo alla storia del lungo corteggiamento e innamoramento del protagonista per una sua compagna di scuola (Cristiana Capotondi).

Pif, che aveva già collaborato con Marco Tullio Giordana per "I cento passi", è alla sua prima esperienza come regista: "Se oggi ci possiamo permettere di fare una commedia a Palermo sulla mafia senza rischiare la vita - ha detto la ex Iena alla presentazione del film - è perché ci sono state persone come Peppino Impastato che l'hanno combattuta".

La vita del ragazzino che assiste alla presa di Palermo da parte della mafia fino alla reazione da parte dei suoi concittadini, è ispirata proprio a quella di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ex Iena e autore de "Il testimone" su MTV. "Da quando sono andato a vivere Milano molte persone mi hanno fatto domande sulla mafia: molti avevano l'immagine di Riina come un contadino, ma io spiegavo che la mafia era anche nella Palermo bene - ha detto il regista palermitano - Se guardi le dichiarazioni di alcuni politici di quegli anni, tipo Andreotti, ti dici: 'ma era tutto evidente, perché la gente non si ribellava?'. Semplicemente si rinnegava la pericolosità della mafia: vivevamo in una bolla da cui ci siamo svegliati solo nel '92. Però quello era l'atteggiamento che ha isolato gente come Chinnici e Dalla Chiesa".

"Oggi la mafia è meno potente di quella degli anni Settanta - ha poi sottolineato Pif - ma lo stato deve continuare ad esserci. L'emergenza c'è al sud ma anche al nord: bisogna continuare a combatterla anche quando apparentemente non si vede. Io, comunque, sono ottimista, visto che a Palermo oggi ci sono associazioni come 'Addio pizzo' e visto che io ho potuto girare un film in città senza dover pagare il pizzo alla mafia".

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