Domenica, 7 Marzo 2021

Dpcm, la protesta dei lavoratori dello spettacolo: "La cultura è un bene primario come la salute"

Sigle ed artisti del settore hanno scritto una lettera aperta al ministro Dario Franceschini ed al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la decisione di chiudere cinema e teatri fino a fine novembre

(Foto d'archivio)

Dopo la decisione di chiudere cinema e teatri per tutto il mese prossimo, fino al 24 novembre, sigle ed artisti del settore hanno scritto una lettera aperta al ministro Dario Franceschini ed al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dicendosi sospesi e critici per la decisione di chiudere i luoghi dello spettacolo e rivendicando il ruolo di bene primario della cultura. Tra i firmatari 100 Autori, Afic, Anac, Casa del Cinema di Roma, Fice, Sngci, Sncci, Gianni Amelio, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Francesco Bruni, Massimiliano Bruno, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo, Paolo Taviani, Enrico Vanzina, Paolo Virzì.

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"Anche cultura bene primario"

Nella lettera si sottolinea che la decisione di "procedere fino a tutto il mese di novembre alla chiusura di cinema, teatri e sale da concerto ci lascia attoniti, sorpresi e fortemente critici pur conoscendo il suo impegno a favore della cultura e dei lavoratori dello spettacolo. Nell'attuale situazione sanitaria, di cui siamo ben consapevoli come cittadini e operatori del nostro settore, capiamo che la salute è un bene primario da tutelare ad ogni costo. Sappiamo però altrettanto bene che la cultura è un bene altrettanto primario e che azzerarne oggi una parte fondamentale come quella dello spettacolo è un'azione a nostro avviso priva di logica e utilità".

"È comprovato infatti che tra le attività di socializzazione, grazie proprio ai severi protocolli sanitari che dallo scorso maggio regolano le proiezioni e gli spettacoli, Cinema e Teatri sono i luoghi più sicuri, dove non si sono registrati casi di contagio. Lo testimoniano i dati forniti ancora di recente dall'Agis, le centinaia di proiezioni svoltesi in sicurezza alla Mostra del cinema di Venezia e ancora, proprio in questi giorni, che hanno coinciso con una preoccupante crescita di nuovi contagi, alla Festa del Cinema di Roma dove non sono stati registrati focolai. Addirittura la chiusura sarà a nostro parere controproducente perché l'eliminazione degli unici presidi di socialità sicuri, alternativi alla movida di strada e alla convivialità dei locali di ristorazione, comporterebbe il disorientamento di quella parte della popolazione che è meglio sta reagendo alla crisi pandemica".

La protesta degli artisti e le parole del ministro

Un appello che è stato rilanciato sui canali social di molti attori e registi, da Claudio Santamaria a Gabriele Muccino, da Piefrancesco Favino a Lorella Cuccarini. 

Ai malumori risponde il ministro della cultura Dario Franceschini. "Un dolore la chiusura di teatri e cinema. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura". 

Mi sento profondamente tradito. Chiudere di nuovo i cinema e i teatri sarebbe un durissimo, ennesimo colpo alla cultura e soprattutto ai tantissimi lavoratori dello spettacolo visibili e invisibili che rendono possibile la magia dell’arte. Per adeguarsi ai protocolli e tutelare la salute, tanti settori culturali hanno fatto investimenti importanti e si sono adeguati anche riconquistando la diffidenza del pubblico, giustamente preoccupato. Trovo dunque irresponsabile che non siano stati utilizzati i mesi estivi per pensare a un piano di tutela della cultura in caso ci fosse stata una seconda ondata. Mi sembra che sia la solita misura improvvisata all’Italiana che non tiene conto né delle famiglie che sono sull’orlo della rovina, né di tutte quelle attività che hanno programmato eventi culturali da qui ai prossimi mesi pensando, a differenza del governo, al futuro. #cinema #arte #cultura #spettacolo #lockdown

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