Venerdì, 22 Ottobre 2021
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La ricerca della felicità: il percorso di transizione raccontato via social dai ragazzi trans

C'è chi mostra, mese dopo mese, il cambiamento della voce dovuto alla terapia ormonale. E chi lancia una raccolta fondi per farsi aiutare nella mastectomia. C'è chi condivide foto d'infanzia. E chi invece odia essere chiamato con il suo vecchio nome. Ma l'obiettivo è unico per tutti: vivere liberamente la propria transessualità. Ecco le loro storie, da Leonardo Santuari a Jessica Giorgia Senesi

Leonardo appoggia la telecamera dello smartphone sulla scrivania della cameretta, mette il gel Tostrex sull'interno coscia, lo massaggia ed aspetta impaziente che si asciughi. "Ora devo realizzare che il testosterone è finalmente nel mio corpo", dice euforico. E' la prima volta che lo usa, ha appena compiuto 18 anni, il suo è un video caricato sul suo canale YouTube il 20 febbraio 2020. Da allora sono passati un anno e sette mesi di terapia ormonale e Leonardo, che di cognome fa Santuari e che il giorno 18 febbraio 2002 è nato bambina "coi fiocchetti" in provincia di Trento, è diventato uno dei punti di riferimento online per tutti quei ragazzi, trans e non, che si pongono domande a proposito della propria identità sessuale. Da allora, da quel febbraio 2020, le sue gambe si sono ricoperte di peli, la voce si è fatta sempre più profonda, il suo utero è stato rimosso, nella sua vita è passato un amore con una splendida ragazza di nome Giada e sul suo account sono passate centinaia di migliaia di persone, per cui ormai è un vero e proprio simbolo.

Insomma, ai tempi in cui definiamo "coraggiosa" quella tv che porta in daytime una cosiddetta "tronista trans" (ovvero a Uomini e Donne, tra le trasmissioni più viste della tv, collocata in una delle fasce di ascolto più popolate da pubblico generalista), Leonardo la sua battaglia la fa già da due anni. La fa su uno schermo più piccolino, quello dello smartphone, ma capace di raggiungere 52milioni di persone, ovvero di like, su TikTok. La fa sulla sua pelle, virtualmente di fronte a migliaia di utenti e concretamente circondato dai concittadini di un paese di provincia. E la fa in una maniera così naturale che più che coraggio, che è una cosa che denota l'implicazione di una certa difficoltà, la sua sembra esigenza e basta. Naturale evoluzione delle cose: proprio come gli atleti che alle Olimpiadi fanno piroette complicatissime con una agilità tale da convincerci sia tutto in realtà molto semplice da replicare. E, come lui, altri ragazzi, altre webstar come Jessica Giorgia Senesi, ad esempio, che stanno raccontanto il loro percorso di transizione online, su TikTok e YouTube prevalentemente, diventando la voce di tutti coloro che vivono una situazione simile. 

Dal cambiamento della voce alla raccolta fondi per mastectomia

C'è chi, tra loro, si piazza una telecamera in viso e documenta settimana dopo settimana il cambiamento della voce dovuto alle cure ormonali ("ma non preoccupatevi se la vostra ci mette di più ad abbassarsi di tono, il percorso è personale per tutti", rassicurano). C'è chi lancia una raccolta fondi su Gofundme per farsi aiutare nelle spese della mastectomia. C'è chi si innervosisce con i follower quando viene apostrofato col suo vecchio nome, ovvero il deadname ("il passato lasciatelo ai libri di storia"). Chi racconta con un vlog i minuti prima dell'operazione per la riassegnazione del sesso e quelli subito dopo il risveglio, ancora scombussolato dall'anestesia. Scelte diverse con un obiettivo comune: testimoniare la transizione come libera scelta, in liberi modi e liberi tempi, che ci si operi o meno, che si ami un uomo o una donna. Il risultato è pura empatia per chi vive la stessa condizione "affinché nessuno si senta solo". E, al tempo stesso, didattica emotiva per chi è dall'altra parte della carreggiata, ovvero per i "cisgender", che a malapena sanno tradurre quei pronomi "She/Her" o "He/Him" presenti nelle loro short bio sui social. 

@jessicagiorgiasenesi

Ridi ridi ##perte ##trans ##lgbtq

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Sono storie che trovano spazio in quell'Internet nato trent'anni fa per unire voci diverse. E su quei social network che sono globale reality show in cui ognuno è conduttore del programma sulla propria vita. Qui Leonardo e Jessica ridono, piangono, spiegano a favore di telecamera. Ma non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare, direbbe il poeta, direbbe Lucio Dalla.  

La storia di Leonardo Santuari, nata femmina ed oggi uomo 

La campagna di raccolta fondi per la mastectomia, ovvero la rimozione del seno, Leonardo l'ha lanciata ad esempio nel luglio del 2020, a 18 anni, e finora sono arrivati oltre tremila euro, ben scaglionati in donazioni molto basse da cinque o dieci euro (la più alta è di 111 euro, ndr), eloquente sintomo dell'età altrettanto bassa dei donatori. All'epoca Leonardo aveva iniziato da cinque mesi la terapia ormonale, era reduce dal percorso psichiatrico di routine per la diagnosi della disforia di genere e nell'ottobre successivo avrebbe documentato con un video da 100mila visualizzazioni l'isterectomia, ovvero la rimozione chirurgica dell'utero e delle ovaie. Ma la mastectomia per cui sta tuttora chiedendo aiuto ai follower (600mila su TikTok, 100mila su Instagram, 68mila su YouTube), spiega che "è l'operazione più importante di tutte", perché lui non ne può più di andare in giro con la canottiera contenitiva (bunder, ndr) per celare il petto. Non ne può più di girare in maglietta mentre in spiaggia ci sono trenta gradi.

@leonardosantuarii

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Figlio di una mamma single, il primo video su YouTube di Leonardo, ormai affermato creator simbolo del percorso FtM (ovvero Female to Male), risale al novembre 2018. Aveva 16 anni e si era iscritto per "portare positività". All'epoca, nessuno sapeva fosse trans. "I miei follower erano convintissimi che io fossi nato ragazzo - ha raccontato - Quindi, dato che in città non si sapeva ancora che volevo fare la transizione, cercavo di far finta di nulla con entrambe le parti". Un mese dopo, il coming out, nella vita reale e in quella virtuale, con conseguente impennata di interazioni e l'idea di "usare questa cosa a mio favore, per far capire alle persone che ero un ragazzo come gli altri". Nello specifico, il coming out arriva con un video intitolato "10 cose che non sapete di me". Ebbene, tra "odio i lombrichi" e "non so cucinare", c'è, con tutta la naturalezza possibile: "Sono un ragazzo trans. Sto facendo un percorso per diventare ragazzo. O meglio, dentro lo sono già, ma lo sto facendo esternamente". Già allora, la sua cifra era chiara: Leonardo, biondo e sbarazzino come uno di quei protagonisti delle serie tv teen americane, ex studente di un istituto alberghiero che sogna di diventare attore e dunque dotato del viatico di una teatralità utile su YouTube, racconta il suo percorso con energia ed ironia, senza facili moralismi ma solo con attinenza al reale. 

I suoi sono video sono veri e propri tutorial, di quelli che affollano la rete sui temi più disparati (e con tanto di sigla iniziale, come è di moda tra gli YouTuber): si spiega la differenza tra identità e orientamento sessuale, poi come fare coming out con i genitori, cos'è il testosterone e cosa sono estrogeni. E ancora "Le 10 cose da non chiedere ad un ragazzo trans", tra cui ad esempio, quel "Non potevi scegliere di lesbica e basta? Ma cosa ti cambia?" che tanto lo fa infuriare. "Non è una scelta, non sceglierei mai di spendere un sacco di soldi di terapie ed operazioni", replica lui. Lui che all'asilo si comportava "da bambino ed interpretava il marito delle compagne, perché pensavo di esserlo".  Lui che alle medie ha provato ad "autoconvincersi di essere una ragazza" indossando leggins stretti per poi approdare al liceo, scoprire il mondo Lgbt e rendersi conto "finalmente" che il disagio che viveva col proprio corpo aveva un nome: si chiamava transessualità. 

@leonardosantuarii

Vita da ragazzo trans

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Tra Leonardo e i follower, c'è uno scambio. Loro guardano a lui, e lui si sfoga con loro nei momenti di frustrazione, come quando l'endocrinologo non gli accetta la carta ottenuta dopo un anno di terapia psicologica e gli blocca l'inizio della terapia ormonale. E' ottobre del 2019. "Psichiatri ignoranti", tuona, "un anno della mia vita buttato nel cesso. Vado orgoglioso di ciò che sono, ma perché io? Io che devo sbattermi in 4, spendere soldi e far decidere agli altri la mia vita per essere felice". Tutto si risolve e, sempre con i follower, fa partire il countdown per l'assunzione del testosterone, che lui chiama "T" e che arriva in pieno lockdown, quando cioè reperirlo è complicatissimo. "Spero che la barba mi cresca il primo possibile", dice emozionato. Da allora, mese dopo mese realizza video che narrano i cambiamenti del suo corpo. I peli più scuri, i muscoli che si ingrossano, il metabolismo che si velocizza, il caos interno dovuto agli sbalzi di umore. Il nome "Leonardo Elyah Santuari", finalmente scritto sui documenti, è un "soave suono", dice rivolto alla camera. 

Nei video in basso, Leonardo Santuari documenta il cambiamento di voce

Con dieci minuti di telecamera puntata sul volto, infine, Leonardo registra "Il diario della mia isterectomia": l'arrivo in clinica, la tensione pre-operatoria che viene alleggerita dalla compagnia virtuale dei follower, la confusione post-anestesia al risveglio. Uscendo dall'ospedale, un selfie in segno di vittoria: "Verso l'uscita, verso la vita, verso la libertà. Spero che questo video vi sia piaciuto". Ma, anche in quel contesto, non manca l'ironia: "Se qualcuno vuole mie ovaie per farsi orecchini chic mi contatti". 

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La storia di Giorgia Jessica Senesi, nata maschio ed oggi donna 

Chi invece esorcizza sui testicoli lasciati in un cestino in Thailiandia, dove nel 2018 si è sottoposta ad una colon vaginoplastica, è Jessica Giorgia Senesi, attivista autoironica e gamer, nata biologicamente maschio 23 anni fa e decisa ad essere la voce delle ragazze trans "che manca in Italia, perché solo le americane ne parlano". Il suo primo, sgranatissimo video è del 14 settembre del 2016. Al suo fianco c'è la migliore amica, "che prima era la mia ragazza, mentre io ero il suo ragazzo. Per 4 anni". La videocamera registra risate complici tra le due. Oggi, ovvero cinque anni dopo, ancora sorride nel vedere le sue forme addolcirsi giorno dopo giorno grazie alla terapia ormonale e le sfoggia, bellissima, sui social. 

Giorgia - che ha scelto questo nome "perché i miei genitori sognavano di chiamare così la loro figlia, nel caso ne avessero avuta una" - su Instagram ha una cartella con scritto "Voi" dove racchiude gli screenshot dei messaggi privati di chi la ringrazia per dare coraggio nella terapia. Su YouTube ha documentato in un video il suo "Primo giorno di scuola da ragazza", idea tanto semplice nell'idea quanto rivoluzionario nei fatti, così come quella volta che, tre anni fa, ha piazzato una telecamera davanti al viso del findanzato tartassandolo di quelle domande dei follower su come vive una relazione con una ragazza trans. 

il mio ragazzo risponde alle vs domande-2

primo giorno scuola-4

Il 26 febbraio 2018 è per lei il giorno della vaginoplastica, ovvero "ciao ciao pistulin", come dice lei, per poi aggiungere "in pratica ti sventrano". Prima che le porte della sala operatoria si chiudano alla sue spalle, lascia il telefono alla mamma che la accompagna, ma assicura: "Cercherò di montare il tutto e insegnerò a mia madre ad usare Instagram". 

Da allora sono passati anni. Oggi Giorgia crea contenuti soprattutto su TikTok. Qui la 23enne ricrea sketch o descrive situazioni che inizialmente, in quanto ragazza trans, "mi hanno fatta soffrire o creato imbarazzo" e le trasforma "in spunti divertenti per sensibilizzare o strappare qualche risata". Scherza ad esempio su "Quando un ragazzo nota cicatrici per la prima volta". Confida il dolore vissuto quando le amiche parlano del ciclo, quando la gente le urla trans da lontano, quando al mattino al risveglio torna a far capolino la disforia."Ma esattamente per chi dovrei essere più carina?", replica a a tono a chi la invita a ridurre il naso e aumentare il seno. Perché lei, tutto ciò che fa, dice di farlo solo per se stessa. 

TikTok e il mondo queer

Insomma, come Internet è nato per farci sentire tutti un po' meno soli, così i ragazzi alle prese col loro percorso di transizione trovano in rete un nuovo mezzo per fare comunità. In particolare su TikTok. Le storie di Leonardo e Giorgia, infatti, sono nate anni fa come diario online su YouTube, per poi spostarsi proprio sulla piattaforma cinese, frequentatissima dai più giovani e capace di profilarsi come quella sempre più vicina al mondo queer. Non a caso, proprio una settimana fa, la CNN ha raccontato di come TikTok stia aiutando le persone non binarie a trovare il loro stile grazie alla diffusione di creator esperti di moda. E non a caso, il Trans Day of Visibility, celebrato lo scorso marzo, ha collezionato oltre 220milioni di visualizzazioni sulla piattaforma. A fare gioco è, poi, anche la caratteristica che differenzia TikTok rispetto a Fb e Ig, ovvero la capacità di non connetterci necessariamente ed esclusivamente con le persone che conosciamo nella vita reale, ma di renderci enormemente virali per gli sconosciuti, il che - paradossalmente - può finire per lasciarci parlare più liberamente di quanto faremmo altrimenti. Come Leonardo, Giorgia e tanti altri stanno facendo da tempo, sui social e nella vita reale. Da prima che il tema della transizione di genere venisse "sdoganato" al centro di un salotto televisivo. 

Nel video in basso, l'intera storia di Leonardo Santuari raccontata via social

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