Giovedì, 6 Maggio 2021
Musica

Roger Waters lancia un appello ai Rolling Stones: "Non suonate in Israele"

Il leader dei Pink Floyd consiglia ai colleghi di non suonare a Tel Aviv: "Verrete sfruttati dalla propaganda di governo"

Lo storico leader dei Pink Floyd Roger Waters ha lanciato un appello ai colleghi Rolling Stones in vista del loro concerto a Tel Aviv. Il musicista ha esplicitamente chiesto di non suonare in Israele perché farlo sarebbe "l'equivalente morale di esibirsi con 'Sun City' nel culmine degli anni dell'apartheid in Sudafrica".

Il brano a cui Water si riferisce è una canzone di protesta scritta nel 1985, incisa da Artists United Against Apartheid, gruppo formatosi grazie a Steven Van Zandt, artista e attivista sudafricano, per denunciare il razzismo e la condizione a cui l'Aparthied costringeva i neri nel Paese.

Secondo Waters inoltre, il concerto dei colleghi Stones (il primo in territorio israeliano) "verrebbe sfruttato dalla propaganda del governo nel tentativo di abbellire la politica di un regime razzista e ingiusto".

Dure le parole del frontman dei Pink Floyd sulla questione, ma non bisogna stupirsi: non è la prima volta che l'artista incita i suoi colleghi a non esibirsi in Israele. Alcuni gli hanno anche accolto il consiglio, come Elvis Costello. Inoltre qualche tempo fa Waters aveva critica l'attrice Scarlet Johansson per essere stata la protagonista di una pubblicità di una bevanda prodotta da un'industria israeliana in Cisgiordania.

In realtà Waters questa volta ha raccolto l'invito della poetessa Rafael Ziadah, attivista da sempre impegnata nella difesa dei diritti del popolo palestinese, lanciato qualche giorno fa in vista del concerto degli Stones: "Li invitiamo ad astenersi dall'esibirsi in uno Stato che promuove l'apartheid, e a non condonare le violazioni della legge internazionale e dei diritti umani contro i palestinesi".

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