Sabato, 23 Ottobre 2021
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Roman Polanski rischia ancora l’arresto per il caso stupro

Il tribunale americano ha bocciato la richiesta del regista di tornare negli Stati Uniti senza rischiare l’arresto per lo stupro di una 13enne commesso 40 anni fa

Un giudice americano ha respinto la richiesta del regista franco-polacco Roman Polanski di poter tornare negli Stati Uniti senza essere minacciato di detenzione, quarant’anni dopo essere fuggito dal Paese in seguito della violenza sessuale su una minorenne.

“Il giudice Scott Gordon ha deciso che la domanda dell’imputato oltre che le relative richieste siano respinte” ha fatto sapere il tribunale superiore di Los Angeles nella sua decisione scritta, spianando la strada al potenziale arresto del regista del ‘Pianista’ se rimettesse piede sul territorio americano.

IL CASO. La vicenda risale al 1997 negli Stati Uniti dove Polanski venne accusato della violenza sessuale su Samantha Gailey, all'epoca 13enne. Il capo d'accusa venne ridotto a rapporto sessuale extramatrimoniale con persona minorenne, Polanski si dichiarò colpevole, ma temendo una sentenza più dura dei 92 giorni inizialmente comminati, fuggì in Europa.

Geimer, all'epoca dei fatti Gailey, ha pubblicato un libro sulla sua storia in cui racconta di essere stata drogata prima di essere violentata da Polanski nella casa dell'attore Jack Nicholson.

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