Diletta Leotta replica alle critiche: “Il mio monologo non è stato compreso”

A 'Storie italiane' il commento della conduttrice che ha chiarito il senso del suo discorso durante la prima serata del Festival di Sanremo. E sulla questione è intervenuta anche la madre Ofelia con un post sui social

Diletta Leotta

Diletta Leotta ha scelto il pubblico di ‘Storie Italiane’ per commentare l’ondata delle reazioni più disparate al suo monologo sulla bellezza recitato dal palco dell’Ariston. “La bellezza capita, non è un merito. Certo, è un vantaggio, altrimenti col cavolo che sarei qui”, aveva detto nella prima serata del Festival di Sanremo la co-conduttrice, subito bersagliata da quanti sui social hanno messo in dubbio la sua autenticità estetica che quelle parole esaltavano.

Intervistata nel programma di Rai Uno condotto da Eleonora Daniele giovedì 6 febbraio, il popolare volto di Dazn ha quindi spiegato come l’intento del suo monologo non fosse quello di attirare l’attenzione sulla bellezza fisica, ma sul tempo che passa inesorabile, intendendo anche sottolineare l’importanza di una avere una famiglia alle spalle come fonte di forza e sicurezza: “Non è stato compreso il mio monologo, le persone hanno capito solo una parte”, ha precisato.

Diletta Leotta e il monologo sulla bellezza, la difesa di mamma Ofelia

A scendere in campo social a difendere Diletta Leotta dalle critiche è stata poi la madre Ofelia che in un lungo post ha detto la sua sulla questione, puntando il dito contro chi ha accusato la figlia.

“Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni”, si legge nel post pubblicato su Instagram: “Una grande delusione assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano, che si fanno sentire, attacchi verso una giovane ragazza che vuole trasmettere un messaggio positivo, che ha avuto con ironia il coraggio di invecchiarsi davanti al mondo intero, invece di essere solidali, di rafforzare tutte insieme il nostro diritto a non essere solo belle, ma a guardare oltre, a valori più profondi basati sulla famiglia e sulla realizzazione professionale, invece di combattere e unirci tutte insieme per dare a noi donne voce, il diritto di andare a testa alta, di essere forti, di non avere paura del tempo che passa, tiriamo fuori bassezze come il rifarsi, la chirurgia, cattiverie da peggiori hacker, forse così si tira fuori la propria insoddisfazione, la propria rabbia, con cattiveria, cattiveria rivolta anche contro mia madre, una nonna che ha amato la famiglia e che attraverso cose semplici come una crostata al mandarino fatta con amore insieme ai suoi nipoti, ci ha trasmesso valori forti che vanno oltre l’aspetto fisico. Una grande delusione, non siamo capaci di unirci per rafforzare il nostro diritto ad essere donne tutte insieme diversamente belle, siamo noi le prime a non guardare oltre la facciata esterna, cosa pretendiamo, oltre c’è molto di più”.

Non dobbiamo avere paura di perdere la bellezza della gioventù col passare del tempo, perché e’ una componente effimera, forse importante, ma non determinante, se riusciamo nel corso del nostro percorso di vita ad avere degli obbiettivi, a raggiungere i nostri sogni, a realizzarci che sia il lavoro, la famiglia, o qualunque cosa desideriamo per valorizzarci raggiungeremo sicuramente una serenità interiore attraverso i sacrifici che solo noi donne sappiamo affrontare. Come al solito siamo proprio noi donne le peggiori odiatrici, le peggiori nemiche di noi stesse, ci facciamo prendere non so da cosa. Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni. Una grande delusione assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano, che si fanno sentire, attacchi verso una giovane ragazza che vuole trasmettere un messaggio positivo, che ha avuto con ironia il coraggio di invecchiarsi davanti al mondo intero, invece di essere solidali, di rafforzare tutte insieme il nostro diritto a non essere solo belle, ma a guardare oltre, a valori più profondi basati sulla famiglia e sulla realizzazione professionale, invece di combattere e unirci tutte insieme per dare a noi donne voce, il diritto di andare a testa alta, di essere forti, di non avere paura del tempo che passa, tiriamo fuori bassezze come il rifarsi, la chirurgia, cattiverie da peggiori hacker, forse così si tira fuori la propria insoddisfazione, la propria rabbia, con cattiveria, cattiveria rivolta anche contro mia madre, una nonna che ha amato la famiglia e che attraverso cose semplici come una crostata al mandarino fatta con amore insieme ai suoi nipoti, ci ha trasmesso valori forti che vanno oltre l’aspetto fisico. Una grande delusione, non siamo capaci di unirci per rafforzare il nostro diritto ad essere donne tutte insieme diversamente belle, siamo noi le prime a non guardare oltre la facciata esterna, cosa pretendiamo, oltre c’è molto di più.

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