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Sabato, 13 Agosto 2022
Sanremo 2020

Sanremo 2020, Rula Jebreal rompe il silenzio: "La Rai mi ha chiesto di rinunciare"

Il chiarimento della giornalista dopo le polemiche sulla sua partecipazione al Festival

Un polverone che non accenna a placarsi quello sollevato intorno a Rula Jebreal, prima contattata da Amadeus per partecipare al Festival di Sanremo e poi messa alla porta dopo la polemica scoppiata sulla sua eventuale ospitata. Politici, giornalisti, vertici Rai, tutti - o quasi - hanno detto la loro. Ora tocca a lei.

La giornalista palestinese, criticata per aver definito l'Italia un paese fascista e gli italiani razzisti, rompe il silenzio sulle pagine de La Repubblica: "Sabato scorso mi hanno telefonato pregandomi di fare io il passo, di rinunciare spontaneamente. Mi sono rifiutata. Gli ho mandato un messaggio scritto: se volete censurarmi dovete essere voi ad assumervene la responsabilità".

"Evidentemente - aggiunge - qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un'Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace. In Rai c'è un brutto clima e gli attacchi sono partiti da persone a lui vicine", sottolinea la Jebreal riferendosi al leader della Lega, Matteo Salvini. "Trasmettono un'immagine chiusa vecchia dell'Italia. Cosa vuol dire essere italiani? Avere tutti la pelle dello stesso colore e le stesse idee? L'Italia che noi sogniamo per i nostri figli è un paese collegato al resto del mondo. E' un'Italia in cui c'è posto per Salvini ma anche per Liliana Segre e, se permettete, per Rula Jebreal. Io ho solidarizzato con Giorgia Meloni quando ha subito insulti misogini. Non vorrei che donne prestigiose e testimoni di violenza si sentissero allontanate dalle nostre manifestazioni più importanti. Mia madre si è suicidata dopo aver subito uno stupro. Penso sempre a lei quando visito i paesi in guerra. Sono stata la prima donna inviata dal New York Times in Siria dopo lo scoppio del conflitto". 

Rula Jebreal: "Sono grata all'Italia"

Quanto alle accuse di avere definito l'Italia un Paese razzista, "resto allibita - dice la Jebreal - Sono grata all'Italia, e dopo quel che è successo intensificherò le mie presenze qui, non solo per venire a trovare mia figlia. Impegnarsi contro la xenofobia e la violenza sulle donne non deve essere né di destra né di sinistra. Se qualcosa devo rimproverarmi, è di non avere spiegato meglio quel che stavo facendo all'estero anche per onorare la mia cittadinanza italiana", conclude.

Matteo Salvini: "I comizi si fanno in piazza o in Parlamento, non a Sanremo"

Sul caso della presenza di Rula Jebreal al Festival di Sanremo, Matteo Salvini si tira fuori, ma non prima di aver detto la sua: "Di tutto mi occupo fuorché di conduttori e di vallette di Sanremo - ha spiegato ai microfoni di Radio Crc -. Penso che sia il Festival della canzone italiana e che, se uno vuole fare i comizi, deve andare in piazza o in Parlamento, non a Sanremo. Possono invitare chi vogliono, non è un mio problema - ha aggiunto il leader leghista - e l'ultima delle mie preoccupazioni è dire sì o no a Tizia o Caia per andare a Sanremo. Poi ognuno fa quel che vuole, è il Festival della canzone italiana e se invitassero me direi no grazie, non ci azzecco nulla con Sanremo che è musica, arte, poesia, fiori, l'Italia nel mondo. Se qualcuno l'ha preso per il palco di un comizio, secondo me, ha sbagliato. Detto questo, se invitano questa signora o un'altra facessero come credono, tanto credo che gli italiani, sul controllo dell'immigrazione e la lotta agli scafisti, abbiano le idee chiare. A Sanremo possono fare anche un comizio di Renzi, Saviano e Bertinotti, non è che gli italiani cambiano idea".

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