Venerdì, 7 Maggio 2021

Sanremo 2021 al via, Amadeus: "Non farlo sarebbe stato un danno psicologico per tutti"

Tutto pronto per l’inizio della kermesse all’Ariston, racconta il conduttore e direttore artistico, che difende la scelta di non saltare l’appuntamento (anche per ragioni economiche)

Martedì 2 marzo prende il via ufficialmente la settantunesima edizione del Festival di Sanremo. Una kermesse giocoforza diversa da tutte le altre che la hanno preceduta, rimasta in forse fino all'ultimo, tra critiche, preoccupazioni e pressioni. Ma non farlo quest'anno sarebbe stato un danno “non solo un danno per la musica, per la discografia, per i musicisti”. Lo ribadisce il conduttore e direttore artistico Amadeus, intervistato da Marta Cagnola su RadioTube su Radio24. “Questo è chiaro agli occhi di tutti. Sarebbe stato un danno anche psicologico, morale, la perdita di un patrimonio che appartiene a tutti: è giusto che ci sia. Un domani vedremo le immagini del 2021, del teatro con la platea vuota, e ci faranno commuovere”, aggiunge.

Il Festival quest’anno non poteva saltare anche per ragioni economiche. "Molti pensano se non avessimo fatto il Festival - spiega Amadeus - avremmo potuto destinare il budget alle persone in difficoltà, magari si potesse, ma purtroppo non funziona così. Gli investitori investono proprio sulla kermesse e anche quest'anno hanno investito molto. In partenza gli sponsor hanno aderito tutti se avessimo avuto altri spazi da pubblicizzare avrebbero investito di più, perché evidentemente anche le aziende hanno bisogno di visibilità".

Al via il Festival ma "Sanremo sembra una città fantasma"

Sanremo in questi giorni sarebbe un turbinio di musica e gente in strada. Invece si ritrova stretta nelle maglie delle restrizioni anti Covid per limitare il più possibile la diffusione del contagio. Per il momento però “va tutto bene, i cantanti sono riusciti a fare le prove, con Fiorello ci divertiamo. Certo, il teatro è un fortino, mi muovo dall'albergo solo per venire qui”, racconta Amadeus a Repubblica.  

Cosa colpisce di più? “Le strade deserte quando usciamo finite le prove. Alle undici di sera l'anno scorso c'erano centinaia di persone. Quest’anno Sanremo sembra una città fantasma. Da un punto di vista sanitario siamo iper protetti, faccio il tampone ogni due giorni. La mia vita è: albergo-teatro, teatro-albergo”, dice Amadeus. “Sanremo è un appuntamento e va rispettato. La pandemia ci ha devastato anche psicologicamente, penso ai ragazzi. Non l'avrei immaginato neanche in un film di fantascienza, che peraltro non sarei andato a vedere. Dobbiamo vaccinarci", aggiunge.

Sanremo 2021: cantanti, canzoni, ospiti, date e tutto quello che c'è da sapere

Sanremo 2021, come sarà il Festival

Amadeus elenca poi il programma delle varie serate. “Martedì apriamo con Diodato e Fai rumore, non solo perché ha vinto l'anno scorso ma perché la sua bellissima canzone è diventata un inno durante il lockdown. Per milioni di italiani ha assunto un altro significato. Poi venerdì torna Mahmood, uno dei simboli del rinnovamento di Sanremo. È ospite nella serata delle Nuove proposte, Mahmood è nato qui, su questo palco. Sono felicissimo che venga", spiega.

"L'idea di invitare Schwazer? Le idee sono condivise. È apparsa la notizia che era stato assolto, siamo amanti dello sport e mi sembra bello intervistarlo per capire cosa è successo". Quanto alla presenza di Ibrahimovic, molto controversa, Amadeus risponde: “Ha 39 anni, sta portando il Milan a disputare un campionato pazzesco. Ha obiettivi, l'energia per portarli a termine e una storia da raccontare. Conosciamo Ibra calciatore, ci può piacere o non piacere, ma ha reso felice chi l'ha avuto in squadra. Non è il campione alla Zanetti o alla Maldini, è un giocatore che divide, ma una persona da conoscere. È simpaticissimo".

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