Venerdì, 18 Giugno 2021
l'amaro sfogo

Sanremo nel caos, lo sfogo di Amadeus: “Chi me lo fa fare? Se non prendo il Covid qui rischio un infarto”

Il 'Corriere della Sera' riporta l'amarezza del direttore artistico del Festival dopo il tweet del ministro Franceschini: "Non faccio i capricci, il calore del pubblico è essenziale per la riuscita dello spettacolo"

Amadeus

Sanremo non è Sanremo se non è preceduto da discussioni e polemiche, e mai come quest’anno la prassi festivaliera si ripete e avanza come la più caotica della storia. Il rischio assembramenti e la compatibilità dell'evento con un'eventuale zona rossa o arancione sono le principali criticità emerse nell'incontro tra alcuni tecnici del Cts e una delegazione Rai per discutere della sicurezza sanitaria al Festival di Sanremo, argomento esploso dopo il tweet di Franceschini che bocciava la presenza dei figuranti sottolineando che "il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri".

Per Amadeus che si è detto pronto a rimettere il mandato nel caso si optasse per l'Ariston vuoto, queste sono ore complicate, forse le più pesanti della sua carriera professionale. Il Corriere della Sera riporta l’amaro sfogo del direttore artistico: “Basta, chi me lo fa fare, mollo tutto, se non mi ammalo di Covid rischia di venirmi un infarto”, avrebbe confessato a chi gli sta vicino: “Non mi sono intestardito sulla presenza dei figuranti, non faccio i capricci, il calore del pubblico è essenziale per la riuscita dello spettacolo”.

La sua posizione resta la stessa di sempre, dunque: “Dobbiamo offrire al pubblico a casa e agli artisti che sono sul palco la possibilità di avere uno spettacolo vero. Chi dice che il pubblico non serve fa un altro mestiere. Io non mi metto a sindacare sui protocolli sanitari e mi affido al giudizio di tecnici ed esperti. Su come si fa uno spettacolo invece penso di avere l’esperienza per sapere come si realizza uno show così importante”, aveva riferito il conduttore, certo di rispettare la legge e il Dpcm che consente la presenza del pubblico in uno studio televisivo. E l’Ariston andrebbe considerato come tale.

Sanremo, Amadeus accerchiato. Per Al Bano "giusto rimandare", Borghi tuona: "Il pubblico coreografico non esiste" 

Sanremo, il teatro Ariston adattato alle nuove esigenze

Intanto, racconta il Corriere, il teatro è stato completamente cambiato e riadattato alle nuove esigenze che il virus impone: sono state levate le poltrone, sono state tolte 18 file, è stata chiusa la galleria, è stato ripensato da cima a fondo. Parte integrante della scenografia, insomma. Per cui, si chiede Amdeus, perché le trasmissioni televisive in diretta o registrate possono svolgersi in presenza di pubblico, ossia comparse, figuranti, ospiti e non si può equiparare l’Ariston a uno studio che ospita “un programma tv seriale”? I concetti sono stati ribaditi sia al direttore di Rai1 Coletta sia all’amministratore delegato Salini: “Senza pubblico non si fa il Festival e se ne riparla nel 2022: che problema c’è?”, ha detto Amadeus ai due dirigenti: “Non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo devo volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio oppure salta tutto”.

Amadeus e il post sui social

In attesa di capire come evolverà la decisione su Sanremo 2021, il dibattito sul Festival si arricchisce di una battuta social: “Lignorante afferma, il colto dubita, il saggio pensa”, si legge nell’ultimo post del profilo di coppia di Amadeus e Giovanna Civitillo dove si cita Aristotele e si augura ‘Buongiorno’. Con la speranza che lo sia davvero…

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanremo nel caos, lo sfogo di Amadeus: “Chi me lo fa fare? Se non prendo il Covid qui rischio un infarto”

Today è in caricamento