Lunedì, 10 Maggio 2021
in prima linea contro il coronavirus

La storia di Alessia Bonari, giovane infermiera dal reparto Covid a Sanremo

Originaria di Grosseto, 24 anni, il suo selfie col volto segnato dalle ore di lavoro fece il giro della rete in occasione del primo lockdown

Alessia Bonari, 24 anni (Crediti foto Instagram)

Sul palco di Sanremo quest'anno c'è una protagonista d'eccezione: si tratta di Alessia Bonari, 24 anni, originaria di Grosseto, giovane infermiera che fece notizia nel pieno del primo lockdown grazie ad un post in cui invitava al rispetto delle misure di prevenzione imposte dall'emergenza dovid. Il suo coinvolgimento nel corso della prima serata di kermesse arriva in doverosa memoria di quanti hanno lottato in prima linea contro il coronavirus. Già a settembre è stata ospite d'onore della Mostra del Cinema di Venezia

A marzo del 2020, quando il coronavirus era ancora un nemico ignoto, Alessia pubblicò un post in cui raccontava il lavoro del personale sanitario nei reparti covid. Il suo volto segnato dalla mascherina, indossata per ore ed ore, fece il giro della rete. "Sono un'infermiera e in questo momento mi trovo ad affrontare questa emergenza sanitaria. Ho paura anche io, ma non di andare a fare la spesa, ho paura di andare a lavoro. Ho paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente con i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono nel tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato".

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"Sono stanca fisicamente perché i dispositivi di protezione fanno male, il camice fa sudare e una volta vestita non posso più andare in bagno o bere per sei ore - si leggeva ancora - Sono stanca psicologicamente, e come me lo sono tutti i miei colleghi che da settimane si trovano nella mia stessa condizione, ma questo non ci impedirà di svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto. Continuerò a curare e prendermi cura dei miei pazienti, perché sono fiera e innamorata del mio lavoro. Quello che chiedo a chiunque stia leggendo questo post è di non vanificare lo sforzo che stiamo facendo, di essere altruisti, di stare in casa e così proteggere chi è più fragile. Noi giovani non siamo immuni al coronavirus, anche noi ci possiamo ammalare, o peggio ancora possiamo far ammalare. Non mi posso permettere il lusso di tornarmene a casa mia in quarantena, devo andare a lavoro e fare la mia parte. Voi fate la vostra, ve lo chiedo per favore". 

Un messaggio, il suo, che riuscì a sensibilizzare i più giovani nel rispetto delle misure imposte dall'allore governo Conte. E che oggi viene celebrato sul palco del festival musicale più atteso dell'anno. 

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