Sabato, 17 Aprile 2021

Sanremo, i 10 momenti più imbarazzanti della storia del Festival

Roberto Benigni e Pippo Baudo a Sanremo, foto @Ansa

Sanremo, la città dei fiori. Per una settimana all'anno anche il tempio della musica italiana. E delle figuracce da evitare. Il Festival è da sempre una delle vetrine più importanti per cantanti e personaggi dello spettacolo, italiani e internazionali, che da settant'anni fanno carte false (ma non sempre lo ammettono) pur di calcare il palco dell'Ariston. Dalla scalinata alla scena aperta, però, è facile incappare in scivoloni - anche nel senso più letterale del termine - gaffe e prestazioni da dimenticare, che però nessuno dimenticherà mai. A Sanremo si fa la storia, nel bene e nel male. 

Gli assalti sessisti di Roberto Benigni

Prima di indossare gli abiti da prof. di religione, portando in prima serata Divina Commedia e Cantico dei Cantici - quest'ultimo proprio a Sanremo lo scorso anno - Roberto Benigni era dedito a veri e propri assalti televisivi ai danni di ignare conduttrici che in pochi secondi si ritrovavano a terra, o addosso a qualche pezzo di scenografia, con il 'toscanaccio' impegnato a stampargli baci sulla bocca con le mani che dove cadevano, cadevano bene. La prima volta fu nel 1980, quando era proprio lui il conduttore del Festival e interruppe la presentazione delle canzoni per baciare la collega Olimpia Carlisi, inizialmente consenziente, poi visibilmente infastidita per la durata. Nel 2002, invece, non riuscì a trattenersi, sbirciando sotto il vestito di Manuela Arcuri. 'Bischerate' che oggi, nel pieno del movimento Me Too, oltre ad essere imbarazzanti susciterebbero tutt'altre reazioni.

La palpatina a Pippo Baudo (sempre di Benigni)

In effetti dobbiamo correggerci. Gli assalti di Benigni possono non essere considerati sessisti. Nel suo lungo curriculum di mani morte, infatti, non mancano gli uomini. E che uomini. Sempre nel 2002 l'attore Premio Oscar si lanciò su Pippo Baudo - monumento sanremese - e via con una bella palpatina alle parti intime. A rivedere la scena, quasi si rimpiange la "bella patatona" della Carrà.

La chitarra spaccata dei Placebo e il "vaffa" al pubblico

Quella di Raffaella Carrà con il Festival di Sanremo è evidentemente una relazione complicata. Nel 2001, anno della sua conduzione, indimenticabile l'esibizione dei Placebo, tra i super ospiti internazionali di quell'edizione. Non tanto per la performance, quanto per i 30 secondi di follia che seguirono dopo: il leader della band inglese, Brian Molko, spaccò la chitarrà addosso a un amplificatore per poi rispondere con un bel "vaffa" in faccia al pubblico che fischiava e urlava "buffone". Impietrita, la valletta Megan Gale riuscì a malapena a mandare la pubblicità. La Raffaella nazionale, imbarazzatissima, chiese scusa al pubblico in teatro e ai telespettatori. Marilyn Manson sarebbe stato più gestibile. 

L'irruzione di Cavallo Pazzo

Tra i fuoriprogramma più imbarazzanti della storia del Festival, il blitz di Mario Appignani, noto come Cavallo Pazzo, che nel 1992 riuscì a salire sul palco dell'Ariston accusando la kermesse di essere truccata. Fu Pippo Baudo, aiutato dalla sicurezza, a bloccarlo e portarlo via, ironinizzando: "Adesso qualcuno dirà che l'ho scritturato io". 

Pippo Baudo salva l'aspirante suicida

Nel 1995 Giuseppe Paganò minacciò di buttarsi dalla galleria dell'Ariston in diretta tv. Un eroico Pippo Baudo si fiondò da lui e lo fece rientrare nella balaustra, abbracciandolo. Un colpo di scena che fece impennare lo share, tanto che ancora oggi qualcuno è convinto si trattasse di una scenetta organizzata a tavolino. Anche Paganò "l'ha inventato lui"?

La caduta di Michelle Hunziker

Cosa c'è di più imbarazzante che cadere in diretta tv al Festival di Sanremo? E con tanto di abito principesco. Michelle Hunziker risponderebbe "niente", avendolo vissuto sulla propria pelle, ma soprattutto sulle sue gambe che nel 2007 hanno ceduto mentre presentava Roby Facchinetti e il figlio Francesco. In effetti davanti alla strana coppia, formata dal mito dei Pooh e l'allora 'dj' che non aveva ancora appeso il microfono al chiodo, chiunque avrebbe capitolato.

La farfallina di Belen

Un cult, entrato a far parte della storia del Festival già dal secondo gradino. Ogni scalino un battito d'ali e una goccia di sudore freddo sulle fronti dei componenti dell'orchestra, che nel 2011 ammirarono scendere Belen con quello spacco vertiginoso da cui faceva capolino la farfallina tatuata sull'inguine. Qui, più che imbarazzo, fu un tripudio. 

La rivolta dell'orchestra

Nel 2010 l'orchestra si ribellò all'eliminazione di Malika Ayane, dopo che il televoto aveva premiato invece il discutibile trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Fischi e spartiti lanciati a terra lasciarono sbigottita Antonella Clerici, che quell'anno era al timone del Festival.

Il secondo posto di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici

Quella del 2010 fu, senza alcun dubbio, una delle edizioni più imbarazzanti anche guardando il podio. Passi la vittoria di Valerio Scanu, ma il secondo posto di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con la canzone 'Italia amore mio' (mai più pervenuta on air) è ancora oggi inspiegabile. Un trio decisamente più da Isola dei Famosi che da Sanremo.

Ornella Vanoni vince un premio ma non capisce cosa

A notte ormai inoltrata, nel 2018, Claudio Baglioni consegna il premio come miglior interprete a una confusa Ornella Vanoni, che continua a chiedere: "Che premio è? Ma cosa mi state dando?". L'unico ad essere imbarazzato, però, era il padrone di casa mentre la cantautrice, icona induscussa di musica e tv, regalava uno dei tanti momenti divertenti e così sfacciatamente spontanei a cui ci ha abituato. 

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