Lunedì, 8 Marzo 2021
la polemica

Sanremo, Amadeus accerchiato. Per Al Bano "giusto rimandare", Borghi tuona: "Il pubblico coreografico non esiste"

Il tweet del Ministro Franceschini, contrario ai figuranti all'Ariston, ha scatenato un tam tam di repliche

Nella foto Amadeus

Sono ore incandescenti per Amadeus e il suo Sanremo 2021, che rischia di saltare se venisse cassata anche l'ipotesi di assoldare figuranti al posto del pubblico. Il direttore artistico è pronto a rimettere il mandato nel caso si optasse per l'Ariston vuoto. 

Una bomba esplosa dopo il tweet in cui il Ministro Franceschini - a quattro settimane dal Festival - boccia la presenza dei figuranti e sottolinea che "il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri". Dunque, nessun 'trattamento di favore', anche se nelle ultime ore in Rai si sta sottolineando in tutti i modi la sua natura televisiva. Mentre si attende la decisione del Cts, domani, sul protocollo di sicurezza per artisti e maestranze che partecipano alla kermesse - richiesta dal ministro della Salute Roberto Speranza - e l'incontro tra Amadeus e l'Ad Rai Salini, che a quanto apprende Today avverrà oggi, è partito il tam tam di repliche, dal quale il direttore artistico ne esce 'ammaccato'.

Gli 'oppositori' di Amadeus

"Mi dispiace che chi fa questo lavoro debba colpirci" ha detto Amadeus ieri in un'intervista a La Stampa, e oltre a Franceschini arrivano altre bordate. Va dritto al punto Alessandro Borghi su Twitter: "Il pubblico 'coreografico' non esiste. Se esiste, non dovrebbe esistere. Non in questo momento". Del parere che si debba rimandare per l'assenza del pubblico anche Al Bano: "È giusto che non ci sia il pubblico - fa sapere all'Adnkronos - sarebbe troppo rischioso. Per questo dico: 'rispettiamo Sanremo e rimandiamolo. Hanno cancellato il Carnevale di Rio de Janeiro e il festival de Viña del Mar in sud America, il Covid morirà, Sanremo deve essere onorato per quello che è e farlo in piena pandemia è un errore". E sui rumors secondo cui Amadeus sarebbe pronto a rimettere il suo mandato di direttore artistico commenta: "Sarebbe un peccato, ormai aveva fatto esperienza".

"Vale per tutti o per nessuno"

Tra i commenti più duri quello di Stefano Massini, scrittore e drammaturgo: "Tutti facciamo i conti da mesi con una pandemia che ha barbaramente scannato, umiliato il mondo dello spettacolo, proibendoci di esistere - scrive su Facebook - Ci è stato tolto il pubblico, ci è stato tolto l'applauso, ci è stato tolto tutto ciò che implica la partecipazione umana di persone in carne e ossa davanti ad altre, in carne e ossa, che si esibiscono. Qualcuno mi spieghi - prosegue - per quale ragione tutto questo non dovrebbe invece riguardare lo spettacolo simbolo della canzone italiana, qualcuno mi spieghi per quale ragione dovremmo accettare in silenzio che Sanremo, spettacolo dal vivo, rimanga intatto come era. E soprattutto qualcuno mi spieghi come sarebbe possibile spiegare questo a tutti i tecnici, gli operatori e le maestranze che da mesi non fanno un concerto, non allestiscono un palco, non vedono un solo spettatore vivo entrare in sala. Ho fatto 4 serate di #ricominciodaRai3 al Teatro Sistina con la platea deserta, desolata e desolante. Vale per tutti o vale per nessuno".

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