Lunedì, 8 Marzo 2021
parla il direttore d'orchestra

Il maestro Riccardo Muti tuona: "Abominevole Sanremo con figuranti, la legge è uguale per tutti"

Il parere del direttore d'orchestra arriva all'indomani delle dimissioni minacciate da Amadeus: "Se si chiude, devono chiudere tutti"

Riccardo Muti, 69 anni, direttore d'orchestra (Foto Ansa)

''Ho parlato con il ministro Dario Franceschini e gli ho detto con chiarezza come la penso sulla questione dei figuranti: è abominevole''. Questo il giudizio di Riccardo Muti, che approva la presa di posizione del ministro della Cultura e sostiene, in un'intervista a Repubblica, che le regole valgono per tutti e che è dunque contrario alla presenza dei figuranti pagati al Festival di Sanremo. Le dichiarazioni di Muti arrivano all'indomani delle dimissioni minacciate da Amadeus, conduttore e direttore artistico della kermesse canora, a seguito della possibilità prospettata dal ministro Franceschini di non avere pubblico in teatro durante le esibizioni dei cantanti. 

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''Ho scambiato con Franceschini quattro chiacchiere - afferma il maestro Muti - che si possono riassumere in tre punti fondamentali. Il primo è l'augurio che tutti noi possiamo uscire dalla pandemia, che il mondo della cultura possa ricominciare a fare le cose, che si potrebbe aprire al più presto i teatri al pubblico. Con le cautele del caso, naturalmente. Il secondo, è che la legge - come è scritto nei tribunali - è uguale per tutti. E se si chiude, devono chiudere tutti. Il terzo, sulla diatriba Sanremo e l'idea di usare figuranti pagati come pubblico per l'Ariston il mio giudizio è uno: è semplicemente una cosa abominevole. E, tra l'altro, potrebbe rappresentare un precedente gravissimo''.

"Non dobbiamo avere un pubblico finto - spiega Muti - non esiste. È un'idea raccapricciante, fa accapponare la pelle. È assurdo per gli interpreti e per il pubblico vero. Io spero che si possa aprire al più presto e che si possa tornare in scena. Noi al Ravenna Festival, che si svolgeva all'aperto, abbiamo avuto un pubblico a distanza. Nei teatri si può fare la stessa cosa: spettatori distanziati. Così diventano il posto più sicuro. La gente - l'ho detto al ministro - viene per vedere lo spettacolo, mica per parlare col vicino che è seduto accanto''. 

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In arrivo incontro Rai Cts: preoccupa rischio assembramenti

Intanto nelle prossime ore è atteso un incontro tra alcuni tecnici del Cts (il Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute) e una delegazione Rai per discutere della sicurezza sanitaria del Festival. Le principali preoccupazioni emerse riguardano in realtà non tanto il problema del pubblico in teatro, a differenza dell'enorme clamore mediatico suscitato da questo punto, quanto il rischio assembramenti e la compatibilità dell'evento con un'eventuale zona rossa o arancione. A preoccupare i tecnici non sarebbero le linee guida dettagliate predisposte dalla Rai ma la popolarità dell'evento nel suo complesso che rischia di attirare in città troppe persone. Una decisione definitiva verrà presa solo nei prossimi giorni. 

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