Venerdì, 26 Febbraio 2021
giorni decisivi per il futuro del festival

Sanremo 2021: si valuta lo slittamento

Tra gli scenari possibili c'è il rinvio di uno o due mesi. Fondamentale la parola del Cts, che si esprimerà alla fine di questa settimana

Nella foto Amadeus

Rientrato il pericolo dimissioni - con Amadeus che si è detto convinto ad andare avanti nonostante l'eventuale veto sui figuranti in platea - il futuro di Sanremo 2021 resta incerto. A quattro settimane dal via sono ancora troppi i dubbi e i nodi da sciogliere, soprattutto sulla questione sicurezza. Afi, Fimi e Pmi hanno messo a punto un rigidissimo protocollo per la partecipazione degli artisti - dal tampone quotidiano fino all'obbligo di cenare in camera in hotel - ma ora tutto dipende, come anticipato anche dal direttore artistico qualche giorno fa, dal parere del Comitato Tecnico Scientifico e da cosa deciderà, in ultima istanza, la Rai. 

Sanremo 2021: l'ipotesi di rinvio a maggio

Il Festival potrebbe essere confermato dal 2 al 6 marzo, con un austero codice di comportamento da rispettare, oppure slittare. Lo scenario del rinvio, di uno o due mesi, non è dunque da escludere, anche se comporterebbe non pochi problemi, sia alla squadra al lavoro sulla kermesse già da settimane, sia ai cantanti in gara e alle case discografiche che hanno pianificato l'uscita dei dischi basandosi su quelle date, spostando ad altre date uscite importanti per non sovrapporle a quelle sanremesi. Un'ipotesi, questa dello slittamento, che Amadeus scongiura: "Se lo posticipi a maggio non è Sanremo ma il Festivalbar - ha detto giorni fa in un'intervista al Corriere - E poi chi ci dice che a maggio avremo lasciato le mascherine e potremo abbracciarci tranquillamente? Se così fosse firmerei subito, ma a maggio probabilmente saremo più o meno nella stessa situazione. Quindi spostarlo per trovarsi con gli stessi problemi non avrebbe senso. Chiarisco una cosa: non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo devo volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio, oppure ci rivediamo nel 2022". 

Arrivederci a Sanremo 2022?

La cancellazione di Sanremo 2021 è lo scenario peggiore, anche se auspicato non da pochi. Il Cts si pronuncerà sulla questione alla fine di questa settimana e qualora esprimesse perplessità sullo svolgimento del Festival nelle note date, l'ipotesi slittamento diventerebbe quella più concreta e la Rai potrebbe dunque riprogrammare la kermesse entro la metà di maggio. Intanto c'è chi si oppone a prescindere, come Sergio Cerruti, presidente dell'Associazine fonografici italiani: "Il buon senso avrebbe suggerito di non fare il Festival: eppure siamo ancora qui ad attendere l'ultima parola che ci salverà. Quindi mi aspetto che anche in questo caso divinità terrene e ultraterrene possano dirimere anche questa vicenda. La musica è cultura - conclude in una lettera aperta - è industria, è lavoro, ma deve essere allora anche mezzo di educazione e non un ennesimo esempio di qualcosa che va oltre le regole, i principi e i valori. Vorrei vedere un Sanremo nel 2022, senza pandemia, con la gente che affolla le strade, con il signore vestito da Pavarotti fuori l'Ariston, con quella macchina fatta di centinaia di persone che lavorano 24 ore al giorno, stanche morte, ma felici di fare ciò che amano nella vita, e con tante belle canzoni. Peccato che oggi è domenica e sto sognando".

Cerruti non è l'unico a sostenere questa tesi. A pensarla come lui anche protagonisti del mondo della musica come Al Bano e altri personaggi di spettacolo, tra cui il maestro Riccardo Muti e ancora Ricky Tognazzi che qualche giorno fa ha tuonato su Twitter: "Il dibattito su Sanremo 2021, pubblico sì/no, figuranti sì/no , è stucchevole e irrispettoso nei confronti del pubblico, dei lavoratori di teatro e cinema che stanno morendo di fame per il Covid 19 e la sua mala gestione. Basta! Possiamo per una stagione fare a meno di Sanremo". Ma qui si apre un'altra grande questione, quella degli 'oppositori' di Sanremo 2021 provenienti dallo stesso mondo dello spettacolo che Amadeus, con questo Festival, vorrebbe rilanciare, e che non sono disposti ad aspettare seduti in seconda fila. 

Da Roma ad Assago: le altre location proposte per Sanremo 2021

Nel pieno marasma generale, in cui ognuno dice la sua, c'è anche chi propone di cambiare location a un Festival che da 71 anni porta il nome della città che lo ospita. Linus, ad esempio, consiglia all'amico Amadeus di trasferire tutto a Roma, in uno studio televisivo, ovviando così al braccio di ferro sul pubblico, mentre il ceo di Fimi, Enzo Massa, propone il Forum di Assago, struttura più adatta rispetto all'Ariston. Ormai vale tutto.

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