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Sabato, 21 Maggio 2022
Il desiderio di un festival diverso

Paolo Bonolis: "Sanremo? Una messa cantata"

Secondo il conduttore il Festival della canzone italiana avrebbe bisogno di una svecchiata e anche di un cambio di location

Mancano pochi giorni a Sanremo e molti aspetti del Festival della canzone italiana sono ancora oscuri. La suspance fa crescere l'interesse, ma per qualcuno è sempre la stessa zuppa. Paolo Bonolis ha un'idea ben precisa del Festival ed è tornato a parlarne in un'intervista al settimanale Oggi.

Sanremo in una location all'aperto

Il conduttore vorrebbe staccare Sanremo dall'Ariston, "un sacrilegio" per l'intervistatore e non solo. "Ma non è un sacrilegio: l'Ariston non è stato consacrato da qualche fede religiosa! È un bellissimo teatro - ha spiegato Bonolis - che secondo me ha esaurito la sua funzione espressiva. Credo che, viste le potenzialità tecnologiche di cui disponiamo, si possa immaginare un racconto televisivo che sia più contemporaneo". Bonolis lo immagina "non per forza in un luogo chiuso. Sanremo deve essere il più possibile stupefacente, sennò è una messa cantata, che ha un immenso valore, ma non si scosta da quella traiettoria che ha cavalcato per decenni

Bonolis ha fatto Sanremo due volte, nel 2005 e nel 2009, e proprio per questo il conduttore vorrebbe per il Festival della canzone qualcosa di diverso, avrebbe bisogno, secondo lui, di "essere evidenziato con qualcosa che lo spettatore italiano non ha modo di vedere nell'arco di tutta la stagione televisiva". Su Checco Zalone ha un'idea ben precisa: "È una scelta formidabile, Checco è un personaggio meraviglioso. Come pure Fiorello. Ma sono sempre il nostro prodotto. Portare Mike Tyson, Hugh Grant, Will Smith è costato parecchio ma ha conferito a Sanremo la reale patina di evento".

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