Martedì, 15 Giugno 2021
Sky Original / Lucca

"Security", la recensione del thriller ambientato a Forte dei Marmi

Da lunedì 7 giugno su Sky Cinema e Now è disponibile il nuovo film di Peter Chelsom con un cast d'eccezione: da Marco D'Amore a Fabrizio Bentivoglio

Fabrizio Bentivoglio, Maya Sansa e Marco D'Amore (Foto di Peter Chelsom)

Forte dei Marmi, un angolo di paradiso estivo per il turismo d’élite. In inverno però le giornate si accorciano, le notti si allungano e le ville diventano fortezze, custodite dai sofisticati circuiti delle videocamere di sorveglianza. Quando la paura abita all'interno delle case e delle persone, qual è il prezzo della sicurezza?

La trama

"Security", primo thriller targato Sky Original disponibile da lunedì 7 giugno su Sky Cinema e Now, è una storia invernale. Una storia che sconvolge la vita dei propri personaggi e li cambia per sempre. La scoperta della violenza subita dalla giovane studentessa Maria Spezi (Beatrice Grannò), fa infatti emergere intorno a loro un ambiente corrotto e pieno di pregiudizi. Sulla vicenda inizia ad indagare Roberto Santini (Marco D’Amore), responsabile della sicurezza delle tante ville protette dai suoi sofisticati circuiti di video-sorveglianza, che non è convinto della colpevolezza del padre alcolizzato della ragazza, Walter Spezi (Tommaso Ragno), su cui sono caduti i primi sospetti. La ricerca del colpevole porterà Roberto a confrontarsi anche con una verità che ha scelto di seppellire per quasi vent’anni. Riguarda un suo vecchio amore, Elena Ventini (Valeria Bilello) e suo figlio Dario (Giulio Pranno), proprio mentre sua moglie Claudia Raffelli (Maya Sansa) sta affrontando la campagna elettorale per diventare sindaco, sostenuta dall’imprenditore Curzio Pilati (Fabrizio Bentivoglio), e mentre vive un forte contrasto con la figlia adolescente Angela (Ludovica Martino), travolta dall’amore clandestino per il suo professore Stefano Tommasi (Silvio Muccino). Roberto non dovrà solo risolvere un crimine, ma salvare sé stesso e l’intera comunità dal pericolo di perdere la propria anima.

Il commento

"Security" parte da una riflessione molto attuale: che prezzo siamo disposti a pagare per sentirci al sicuro? Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon, già autore de “Il capitale umano”, il film di Peter Chelsom non riesce a replicare né il successo né la tensione emotiva del film di Virzì. Ne esce un thriller di provincia con pochi momenti memorabili, una scrittura ridondante e poche emozioni. Il regista stesso l'ha definito un "film senza punti esclamativi", accezione non ideale per un thriller. Il film segna il ritorno sul piccolo schermo di Silvio Muccino, sia in veste di attore che di co-sceneggiatore: il suo personaggio, volutamente ai limiti del macchiettistico, è uno dei meno riusciti all'interno della storia dove spiccano le prove, seppur marginali, di Tommaso Ragno e Fabrizio Bentivoglio. Il gioco di rimandi tra la macchina da presa e i monitor delle videocamere di sicurezza (veri e propri co-protagonisti della storia) funziona al meglio nelle sequenze iniziali e finali. "Security" ne esce quindi come un'occasione mancata per riflettere su privacy e sicurezza attraverso i canoni del cinema di genere.

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