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Lunedì, 6 Febbraio 2023
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"Clarkson's Farm", lo show Prime ci mostra quanto è dura la vita in campagna. Anche in lockdown

La recensione della divertente serie con Jeremy Clarkson

Se in questi giorni avete tempo solo per una nuova serie tv show di Prime Video, forse è il caso di rimandare Celebrity Hunted 2 e guardare Clarkson's Farm, l'ultima avventura del mitico Jeremy Clarkson, il creatore di Top Gear e del successivo format Amazon The Grand Tour.

Clarkson's Farm (titolo in italiano La Fattoria di Clarkson) è uscita venerdì 11 giugno su Prime, a circa un anno e mezzo dall'inizio di quella che è un'avventura mai provata dal celebre conduttore (e pilota) britannico: mandare avanti la sua enorme tenuta di Chipping Norton, nelle Costwolds, la zona rurale inglese a ovest di Londra.

Anche se Clarkson's Farm non sta riscuotendo, qui in Italia, un particolare successo, lo show è sicuramente tra le produzioni Amazon più riuscite di questa prima metà di 2021. Proviamo a spiegarvi perché non perderlo.

Come funziona Clarkson's Farm, la serie show di Prime Video

Non è un gioco, ma neanche un reality, né un documentario. Clarkson's Farm è, in sostanza, la vera vita di Jeremy Clarkson che lascia temporaneamente il mondo dei motori (a parte il trattore Lamborghini e gli altri mezzi agricoli) per curare la sua fattoria dopo che la persona che la portava avanti è andata in pensione.

Solo che il buon Jeremy non sa praticamente niente di agricoltura e allevamento, se non quello che può aver intuito sfrecciando a tutta velocità su qualche bolide lungo le strade del mondo e guardando i campi fuori dal finestrino.

Ma lui non è certo un uomo che si spaventa di fronte alle sfide, anzi ne fa uno show in cui ci mostra come si dissoda, semina, irriga e in generale coltivano i campi; come si allevano le pecore, le galline e le api; come si costruiscono stagni, dighe, muretti e recinzioni. Insomma, ci mostra la vita in campagna.

Una vita dura, fatta di fatica e pazienza, ma anche di occhi rivolti al cielo per sperare che il meteo sia amichevole. Un'esistenza a contatto con la natura e tutte le sue difficoltà, a cui un cittadino (del mondo) come Jeremy Clarkson - e come noi - non è affatto abituato a fare i conti.

Infatti i conti glieli fa "cheerful Charlie", il sempre negativo amministratore che guarda un campo, un gregge o un capannone e in un secondo calcola costi, spese ed eventuali guadagni. 

Charlie non è l'unico a dare una mano a Jeremy in questa fattoria di centinaia di acri, con 42 campi coltivati, prati, animali, pascoli, boschi, torrenti e paludi. C'è anche Kaleb Cooper, che a 21 anni ha l'esperienza di un veterano, purché non ci sia da allontanarsi dal villaggio natio. C'è Lisa, la compagna di Jeremy che lo assiste e lo sopporta. C'è Gerald, l'addetto ai muretti e alla sicurezza di cui neanche Jeremy capisce una parola quando parla. E ci sono altri lavoratori agricoli che, di volta in volta, aiutano Jeremy, spesso rimediando ai suoi errori.

A fare da spartiacque nello show c'è poi un evento che conosciamo bene tutti in tutto il mondo, la pandemia di coronavirus. Che non ferma i "lavoratori essenziali" della fattoria di Clarkson, ma che ci mostra un altro volto del lockdown 2020.

A questo punto può essere interessante vedere il trailer di Clarkson's Farm

Perché vedere Clarkson's Farm su Prime Video

Basterebbe questo come motivo per vedere Clarkson's Farm: osservare com'è una pandemia che ha bloccato il mondo, dal punto di vista del settore primario e di chi ci lavora. I prezzi di orzo e agnello che crollano perché pub e ristoranti hanno chiuso (e quindi non servono più birra e costolette); la lana che non interessa più a nessuno perché "sono tutti a casa con le tute acetate e le magliette da calcio"; le visite degli ispettori che avvengono via videochiamata; e anche un povero ciclista che, come succedeva da noi, viene preso a male parole da Jeremy perché "ci hanno detto di stare a casa ma lui non può rinunciare alla bici". 

Ma la realtà è che, se anche il covid avesse bloccato del tutto le riprese dello show, Clarkson's Farm sarebbe stata una serie consigliata a tutti anche se si fosse fermata a marzo 2020, sei mesi dopo l'avvio dei lavori. Nei primi episodi pre-pandemici c'è già moltissimo da vedere e da imparare... e da ridere, tra l'incompetenza del solitamente esperto Clarkson, del tuttto fuori dalla sua comfort zone, e i professionisti della campagna che provano disperatamente a insegnargli qualcosa.

In particolare, Kaleb e Gerald sono i due comprimari più divertenti di tutti. Di Kaleb è impossibile non amare sia la schiettezza nel rimproverare un uomo che potrebbe essere suo padre e che comunque è una delle celebrities più amate del Regno Unito (come dimostra la ressa all'inaugurazione del negozio, con una promozione fatta con un paio di tweet), sia la tenerezza che dimostra quando ammette di non essersi mai spostato dalla sua amata campagna. "Sono andato una volta a Londra, in gita. Sono rimasto sul pullman: era troppo affollato" è la frase più memorabile.

Difficile invece riportare una citazione di Gerald, per il semplice fatto che non si capisce praticamente niente di quello che dice. Intere frasi di cui neanche Jeremy capisce anche solo vagamente il senso, e a cui risponde a volte con un "sì certo Gerald", altre volte con una risata che è la stessa di ogni incredulo spettatore.

Alla fine, tuttavia, il motivo per cui vedere Clarkson's Farm è perché, in qualche modo, accende i potenti riflettori di Amazon sul settore fondamentale per la vita di tutti noi, mostrandocene le complicazioni e anche le emozioni. Quelle belle, di quando germoglia un seme o nasce una nuova vita. E quelle brutte, di quando nonostante ogni sforzo le cose vanno male, una vita finisce, e anche il caro vecchio cinico Jeremy Clarkson mostra il suo lato più umano. 

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