Martedì, 11 Maggio 2021
L'opinione di Marianna Ciarlante

L'opinione di Marianna Ciarlante

A cura di Marianna Ciarlante

Come la pandemia ha inciso sulle serie tv, tra abuso di leggerezza e paura di riflettere

(Bridgerton)

Se non ci fosse stata la pandemia, serie tv come Bridgerton o Lupin avrebbero ottenuto lo stesso successo di pubblico? È questa la domanda da cui voglio partire per sviluppare una riflessione su quanto una situazione sociale possa influire o meno sui gusti del pubblico e, di conseguenza, sul successo di determinati prodotti televisivi rispetto ad altri. Che la quantità di serie viste sulle piattaforme di streaming sia cresciuta in questo ultimo anno non c'è dubbio ma quanto la pandemia ha influito sul successo di determinati titoli facendogli raggiungere cifre da capogiro senza essere, diciamocelo, prodotti di spiccata qualità? 

Serie tv al tempo di pandemia: un uso (e abuso) della leggerezza

Se ci pensiamo bene, sembra esserci un comun denominatore tra i titoli che dall'inizio della pandemia, lo scorso marzo 2020, fino a oggi, hanno avuto più streaming di tutti ed è la leggerezza. Non c'è dubbio, il pubblico del 2020-21, ha premiato proprio questo concetto che, è sì di grande valore, (e su questo non si discute) ma che sembra aver abbassato parecchio il livello della produzione e sceneggiatura delle serie tv. Se Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane poneva la leggerezza come valore da mantenere per il prossimo millennio si può ben dire che il mondo contemporaneo lo abbia preso alla lettera, o forse, ne stia abusando anche un po'. Basti pensare a serie come Bridgerton, Lupin, Fate: The Winx Saga o anche la stessa Regina degli scacchi che ha aperto le danze delle scalate in classifica Netflix nel dicembre 2020 (ma che è di indubbia superiorità rispetto a quelle appena citate) per rendersi conto come il pubblico stia premiando tutto ciò che lo aiuta a non pensare. Non è un caso neanche il grandissimo successo dei reality show propinati ai telespettatori su tutti i canali televisivi che sembrano voler spingere le persone ad azzerare le proprie capacità di pensiero critico e costruttivo. 

A sostegno di questa testi c'è, dall'altro canto, il repentino insuccesso di alcune serie tv che, gli scorsi anni, avevano dominato le scene del mondo seriale a livello internazionale come ad esempio Black Mirror che rischia, addirittura, la cancellazione proprio perché, come ha dichiarato anche lo stesso showrunner, il pubblico di oggi non riuscirebbe a sopportare tale livello di riflessione interiore. Lo stesso effetto potrebbe ricadere (e si spera non succederà) anche su una delle punte di diamante della piattaforma Hulu e di tutto il mondo delle serie tv degli ultimi anni: The Handmaid's Tale, la serie tratta dal romanzo distopico di Margaret Atwood e di cui uscirà il prossimo aprile la nuova stagione. Questo è un prodotto di uno spessore e profondità tali che sembra essere troppo distante dalla linea narrativa su cui stanno puntando le case di produzione nell'ultimo periodo e che ci auguriamo non ne subisca conseguenze di pubblico proprio per questo motivo. Anche perché riflettere su temi come la libertà di pensiero, il valore della donna e il rispetto reciproco tra esseri umani sarebbe molto più utile dell'amore romantico proposto e riproposto in tutte le salse ai tempi del coronavirus. 

La paura di "pesantezza" che sta distruggendo la qualità televisiva

È comprensibile che, in un momento di crisi e di dramma sociale, almeno nella finzione, si preferisca buttarsi su tematiche leggere (quasi al limite con il frivolo) ma quanto durerà questo elogio della frivolezza? Riuscirà il nostro non voler pensare troppo a smantellare la qualità e anche la profondità di scrittura e produzione televisiva? Ci auguriamo che questo non avvenga perché, per quando la capacità "planare sulle cose dall'alto" che Calvino ha voluto insegnarci, sia fondamentale, lo è altrettanto il guardare in faccia la realtà e creare spunti di riflessione e crescita personale con prodotti educativi e stimolanti. Va bene non pensare ma non pensare troppo sarebbe deleterio, anzi, pericoloso. 

Tornando quindi alla domanda iniziale, se non ci fosse stata la pandemia, serie tv come Bridgerton o Lupin avrebbero ottenuto lo stesso successo di pubblico? La mia risposta è no. La vostra? 

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