Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Doc chiude col botto: perché ha dato una pista alle altre fiction

8 milioni e mezzo di spettatori e oltre il 30% di share per l'ultima puntata del medical drama con Luca Argentero. Un successo che in Rai non si vedeva da Montalbano

'Doc - Nelle tue mani', il cast

Numeri da Festival di Sanremo. 8 milioni e mezzo di spettatori pari al 30,8% di share. A conquistarli è l'ultima puntata di 'Doc - Nelle tue mani', la fiction con Luca Argentero in onda su Rai1, tornata a ottobre con gli episodi mancanti dopo l'interruzione delle riprese causa coronavirus. Un risultato straordinario che non si distacca da quelli precedenti, mai sotto i 7 milioni. 

Il perché del successo di Doc

All'inizio fu il lockdown di marzo e aprile - quando costretti a restare in casa la platea televisiva era ovviamente più ampia - a spingere la serie in vetta all'olimpo dell'Auditel, ma non ci è voluto poi molto a capire che non fosse l'unico motivo di tanto successo. Verrebbe allora da pensare che un medical drama in onda nel pieno di una pandemia è una coincidenza perfetta, anche se non era così scontato, almeno all'inizio, che il pubblico volesse addentrarsi per due ore, la sera, in certi argomenti e vedere cosa accade in un ospedale dopo il bombardamento mediatico quotidiano. Questo ce lo ha detto in un'intervista proprio una delle protagoniste, Sara Lazzaro - alias Agnese - confidando come fosse uno dei loro più grandi timori prima dell'esordio. Invece non solo il pubblico si è inoltrato in certe tematiche, ma si è appassionato come non accadeva da anni. Il merito è senza dubbio della storia, ispirata a quanto accaduto davvero a Pierdante Piccioni, primario del Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore di Lodi, che a causa di un grave incidente stradale ha perso 12 anni di memoria. Avvincente come una trama scritta ad hoc, e non da meno tutte le altre raccontate puntata dopo puntata tra rigore scientifico ed emotività, senza mai scadere nel sentimentalismo spiccio. Il suo ruolo in questo trionfo - e che ruolo - l'ha giocato certamente anche Luca Argentero. E molto bene, sia per talento che per innegabile sex appeal (che in tv non guasta). Il monologo sul significato dell'essere medico - ormai conosciuto come "non oggi" - fa già parte delle scene cult degli ultimi 10 anni di televisione italiana. Mai banale e scontata l'evoluzione dei personaggi, a partire dal protagonista, che nonostante una storia importante sulle spalle non toglie spazio agli altri. La coralità, infatti, è un'altra delle armi vincenti di questa fiction e mancava da un po', soprattutto così ben fatta. 

Doc, una fiction come non se ne vedevano da un po'

A fare da apripista, in casa Rai, alle fiction di maggior successo fu 'La Piovra', in onda sull'ammiraglia per dieci stagioni, dal 1984 al 2001. Il genere poliziesco, da allora, l'ha sempre fatta da padrone, dal Maresciallo Rocca - interpretato dall'indimenticabile Gigi Proietti - a 'Linda e il brigadiere', con Nino Manfredi e Claudia Koll, fino al Commissario Montalbano, senza dimenticare la più recente 'I bastardi di Pizzofalcone' (di cui si attende la terza stagione). Nel mezzo ecco invece un'altra serie cult, 'Un medico in famiglia', per il riscatto della commedia, e l'ancora attuale 'Don Matteo' con ben 12 stagioni nel curriculum. Bisogna guardare al 1993, invece, per trovare - prima di Doc - una serie medical di successo, come è stata 'Amico Mio', con Massimo Dapporto nei panni del Dottor Paolo Magri.

In attesa della seconda stagione di 'Doc - Nelle tue mani', che è già stata confermata, i complimenti a Lux Vide che insieme a Rai Fiction ha confezionato un gioiello. A proposito di meriti. 

Il video di Luca Argentero e fidanzata in lacrime sul divano dopo l'ultima puntata di 'Doc - Nelle tue mani'

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