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Martedì, 30 Novembre 2021
Squid Game

Il giocatore 001 di Squid Game racconta come Netflix ha cambiato la sua vita

Il racconto di come il successo della serie sudcoreana ha stravolto la vita del 77enne O Yeong-su, protagonista del survival game sudcoreano che ha conquistato il mondo

77 anni, un volto da cui emergono i segni del tempo passato e uno sguardo fiero di chi la vita la conosce come le sue tasche. O Yeong-su è un uomo che ha visto cambiare la sua vita in pochissimo tempo. Quello che era un progetto seriale che nessuno voleva produrre è diventato, grazie al supporto di Netflix, la serie più vista di sempre sulla piattaforma di streaming e se quel suo viso dall'espressione pacata era conosciuto da pochi sudcoreani, oggi, è ben impresso nella mente di tutti.

Il giocatore 001 di Squid Game, uno dei personaggi chiave della serie Netflix e forse il protagonista assoluto della storia ottiene, a oltre 70 anni di età e con una carriera di oltre sei decenni alle spalle, ha raggiunto all'improvviso una popolarità senza precedenti. Ma come è cambiata la vita di questo attore dopo il fenomeno Squid Game? A raccontarlo è lui stesso che rivela tutti i retroscena delle sue emozioni ai microfoni del Dailymail e lo fa così. 

La fama ha un lato brillante e un lato oscuro. Ottenere il successo da giovani può far cadere nel vortice dell'oscurità ma O Yeong-su di anni ne ha ben 77 e ha tutta l'esperienza per gestire una fama improvvisa e senza controllo anche se il fascino del successo è innegabile anche per lui. 

«Mi sento come se stessi fluttuando nell'aria - commenta l'attore sudcoreano al Dailymail - Ho bisogno di calmarmi, organizzare i miei pensieri e trattenermi in questo momento. In tanti mi stanno contattando ma io non ho un manager che mi aiuti quindi gestire tutte le chiamate e i messaggi ricevuti non è semplicissimo ma mi sto facendo aiutare da mia figlia»

O Yeong-su sottolinea come sia cambiata la sua vita anche il solo andare al bar o in un ristorante non è più come prima. Non passa più inosservato l'attore per le strade della sua città e deve uscire sempre con la consapevolezza che qualcuno lo riconoscerà, lo approccerà e probabilmente gli farà delle foto. «É difficile essere famosi» commenta l'attore che fa tornare in auge un dibattito universale sul lato oscuro della fama e sulle difficoltà psicologiche dell'affrontarla. 

Yeong-su veste i panni di personaggi di finzione dal 1963 e dall'alto della sua esperienza nel mondo della recitazione spiega come secondo lui la società odierna riconosca solo il primo posto, il primo arrivato, la medaglia d'oro come se gli altri non importassero nulla. Ma anche se chi arriva secondo ha "perso" per certi versi il primo posto ha comunque battuto il terzo e per lui questa cosa è una vittoria che ha lo valore del primo arrivato. Secondo questa filosofia sono tutti vincitori nella vita così come nel lavoro. 

«Penso che un vero vincitore sia quella persona che ha lavorato duramente nelle cose» sottolinea l'attore riferendosi anche al duro lavoro dietro la sceneggiatura di Squid Game che per oltre un decennio ha risto rifiuti da parte dei produttori prima di giungere in mano a Netflix e ottenere il primato che ha oggi. 

Nonostante la grande popolarità del momento O Yeong-su non si è montato la testa e non aspira a chissà quali ambizioni televisive, lui, dopotutto, ha già ricevuto tanto vivendola la vita e non ha più bisogno di dimostrare niente né a se stesso né agli altri.

«È come quando vai su una montagna e vedi un fiore, quando sei giovane lo cogli perché vuoi averlo per te, quando raggiungi la mia età lo lasci lì esattamente com'è e torni a rivederlo più tardi» conclude il giocatore 001 di Squid Game.

Lasciare le cose esattamente come sono non è facile ma da adulti si riesce a farlo con più facilità ed è così che quest'uomo che ora tutti conoscono, sceglie di restare in disparte, guardare il successo di una storia che ha saputo entrare nei cuori di tutti, assaporarlo e tornare a vivere la sua vita. 

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