Venerdì, 22 Ottobre 2021
la partita decisiva

La regina degli scacchi 'vera' fa causa a Netflix per sessismo

La campionessa georgiana Nona Gaprindashvili ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di dollari alla piattaforma on demand. La serie tv ispirata alla sua storia sarebbe "sessista e sminuente"

"Sessista, sminuente e falsa". Così la campionessa di scacchi Nona Gaprindashvili ha definito La regina degli scacchi, apprezzatissima serie tv Netflix. La georgiana - non russa, come invece viene definita dalla miniserie - ha fatto causa alla piattaforma on demand e chiesto un risarcimento di 5 milioni di dollari.

L'episodio incriminato

Ad aver stizzito la Gaprindashvili è stato in particolare l'ultimo episodio, o meglio, una frase ben precisa: "L'unica cosa insolita di lei, in realtà, è il suo sesso - dice in una scena il commentatore della sfida tra la protagonista Beth Harmon e il campione del mondo Vasily Borgov - E anche questo non è un'eccezione in Russia. C'è Nona Gaprindashvili, ma lei è la campionessa mondiale femminile e non ha mai affrontato uomini". Un'affermazione "falsa", fanno sapere i legali della 'vera' campionessa, quella che non avrebbe mai affrontato uomini "oltre ad essere grossolonamente sessista e sminuente. Nel 1968, l'anno in cui è ambientato questo episodio, aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori di scacchi maschi, inclusi non meno di dieci Grandi Maestri di quel tempo - si legge nei documenti - Netflix ha mentito sfacciatamente e deliberatamente sui successi di Gaprindashvili al cinico scopo di accrescere il dramma, facendo sembrare che la sua eroina immaginaria fosse riuscita a fare ciò che nessun'altra donna, inclusa Gaprindashvili, aveva mai fatto". Nona Gaprindashvili avrebbe contattato Netflix per chiedere la rettifica di certe affermazioni, ma non avrebbe ricevuto nessuna risposta. 

La replica di Netlix

Mentre si aspetta la sentenza del tribunale della California, Netflix fa sapere di "avere il massimo rispetto per la signora Gaprindashvili e per la sua illustre carriera", ma aggiunge: "Crediamo che questa richiesta di risarcimento non abbia alcun valore e ci difenderemo energicamente in tribunale".

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