Giovedì, 4 Marzo 2021

«Netflix svaluta l'arte cinematografica»: l'attacco di Martin Scorsese alle piattaforme di streaming

Le dure parole del regista americano contro le piattaforme on demand che mettono sullo stesso piano qualsiasi tipo di contenuto

Martin Scorsese si scaglia contro le piattaforme di streaming on demand: «Netflix e Amazon Prime svalutano l'arte cinematografica». Sono queste le parole del regista americano e padre di alcuni dei più bei capolavori del mondo del cinema come Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi e molti altri titoli di successo, che sottolinea all'interno di un saggio dedicato al regista italiano Federico Fellini pubblicato da Harper's Magazine come Netflix, Amazon Prime e i loro simili siano responsabili di una svalutazione sistematica della settima arte. È un duro attacco quello di Scorsese che continua la sua riflessione sulle piattaforme online dichiarando come queste «riducano tutto al concetto di contenuto, un termine che ormai viene usato per definire qualsiasi tipologia di immagine in movimento senza distinguere più un film di David Lean dal filmato di un gatto o dagli spot del superbowl». 

L'attacco di Scorsese a Netflix e simili: tutti i contenuti sullo stesso piano

Le piattaforme di streaming digitale, secondo il padre di Taxi Driver, hanno sopraffatto l'industria cinematografica proprio come gli store digitali hanno fatto con i negozi fisici. Non c'è dubbio che questi cataloghi di contenuti visivi diano grandi opportunità ai registi ma ignorare che le piattaforme di streaming abbiano messo ogni contenuto sullo stesso piano è impossibile. 

È sotto attacco anche il suggerimento automatico dei contenuti delle piattaforme. Si tratta di un metodo che tratta gli spettatori come consumatori e nasconde, dietro un'apparente democrazia, qualcosa che non lo è affatto riducendo tutto a un algoritmo che accosta film solo in base allo stesso genere o alla trama simile ma «cosa c'entra questo con l'arte del cinema?». 

Era già successo, nel 2019, che Martin Scorsese avesse espresso un suo j’accuse contro i trend moderni dell'industria cinematografica. All'epoca, infatti, il regista aveva accusato i film sui supereroi di non essere "cinema vero". 

Che il modo di fare film e, soprattutto il modo di fruire, da spettatori, delle pellicole sia cambiato a causa della diffusione delle piattaforme di streaming  non c'è dubbio ma vogliamo aprire un dibattito. Siamo davvero così manipolati da Netflix e simili senza rendercene conto? Ed è vero che porre tutti i conenuti cinematografici sullo stesso piano svaluterebbe il cinema? 

Voi cosa ne pensate? 

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