Domenica, 24 Ottobre 2021
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La spiegazione definitiva del finale di Midnight Mass, la serie horror "perfetta" di Netflix

L'ipotesi per la stagione 2 dello show di Mike Flanagan (SPOILER)

Avete visto Midnight Mass, la serie horror uscita il 24 settembre su Netflix, e siete rimasti con una serie (tv) di dubbi sul finale? Siete nel posto giusto, perché in questo articolo c'è la spiegazione definitiva e totale sul finale di una delle serie tv "di paura" più belle dell'anno. 

Ovviamente, se dovete ancora terminare di vedere i 7 episodi e non volete spoiler, è meglio se invece chiudete qui, perché in questa recensione di Midnight Mass ci sono numerosi dettagli sull'ultima puntata e anche conseguenti ipotesi sull'eventuale stagione 2.

midnight mass netflix-2

Midnight Mass, la descrizione del finale di serie

Iniziamo col descrivere quello che in effetti si vede chiaramente succedere nelle scene finali del settimo e ultimo episodio. Sarah, la dottoressa, sparge benzina in chiesa, padre Paul alias monsignor Pruitt alias il padre segreto di Sarah la nota, inizia a parlarci e a dirle la verità ma arriva Sturge e con la sua tipica diligenza le spara in pieno petto. 

Pruitt si scaglia contro di lui, poi prova a salvare la figlia col proprio sangue ma Sarah rifiuta e i suoi genitori ringiovaniti la portano morente sul ponticello che lei amava da piccola. Mentre escono dalla chiesa, fanno cadere una candela e puff... la chiesa prende fuoco e per gli altri vampiri l'unico rifugio dal sole è a questo punto il centro d'incontri di quella simpaticona di Beverly, che ormai ha messo da parte il sacerdote e fa da leader del gruppo.

Solo che lo sceriffo Hassan e la professoressa Erin stanno buttando benzina anche in quell'edificio. L'angelo-diavolo-mostro-vampiro afferra Erin e la butta per terra iniziando quello che in effetti sembra un vero stupro, mentre gli altri stanno per aggredire lo sceriffo finché Alì, il figlio, pur "vampirizzato" distingue ancora il bene dal male e getta un accendino sulla benzina, condannando di fatto sé stesso e gli altri a morte certa alla prima luce dell'alba.

E infatti la gente si disperde, e anche Bev si rassegna, mentre Erin continua a farsi dissanguare violentemente, ma memore del fatto che il suo carnefice quando mangia è molto concentrato sul sangue (quasi gli avevano dato fuoco in quel capanno) con un coltello inizia ad aprire delle fessure nella cartilagine delle ali della creatura. 

Così, di fatto, quando arriva l'alba succede che tutti muoiono, Alì prega Allah fino all'ultimo con suo padre morente, Pruitt e Mildred si abbracciano per l'ultima volta, Beverly muore soffrendo tantissimo come tutti desiderano, Erin chiude finalmente il suo dialogo con Riley, descrivendo cosa è per lei la morte, il ricongiungimento di sé nell'universo a cui appartiene... 

E Warren e Leeza? I due ragazzi sono sulla canoa di lui, al largo, e osservano tutto: le case che bruciano, la notte che finisce e la creatura che prova a volare via per sfuggire dalla luce solare. "Va verso ovest, ce la farà chiede Leeza?" "Per 30 miglia? Non credo proprio" risponde Warren. E sono di nuovo loro due i protagonisti dell'ultima scena, di quando l'alba è ormai giunta: su di loro piovono ceneri e Leeza dice l'ultimissima frase: "Non sento più le gambe". Sorriso dei due, fine, titoli di coda.

La spiegazione definitiva del finale, secondo il creatore della serie

Ok, a questo punto ogni spettatore ha formulato le proprie teorie. Innanzitutto: il diavolo-angelo-vampiro ce la fa o no? Una risposta logica è che no, non ce la fa, e infatti sui ragazzi piovono strane ceneri e Leeza dice di non sentire più le gambe, cioè il particolare "incantesimo" è svanito perché è morto colui che lo ha creato. Giusto?

Sbagliato. E a dirlo non siamo noi, ma Mike Flanagan, colui che ha scritto e creato la serie tv (a proposito, non c'entra l'omonimo romanzo di F. Paul Wilson del 2004, che parla di tutta un'altra storia).

Flanagan, infatti, aveva in mente Midnight Mass da anni, al punto da averlo infilato come "easter egg", come cosa nascosta in altri suoi due film, Hush (2016) e Gerald's Game (2017), dopo che nel 2014 Netflix gli aveva rifiutato il progetto. Flanagan è andato avanti, ha creato The Haunting of Hill House e The Haunting of Bly Manor, e finalmente nel 2019 ha convinto Netflix. Flanagan ci teneva moltissimo, perché è un progetto in cui lui ha messo molto del suo vissuto, della sua educazione cattolica, della sua passione per quelle figure bibliche così inquietanti come gli angeli, che secondo lui assomigliavano ai vampiri...

E insomma, al magazine The Wrap ha spiegato tutto, della storia dietro la storia di Midnight Mass. Ha spiegato ad esempio che la storia nasceva come un confronto tra l'ateo Riley e il fanatico Paul-Pruitt, ma che poi si è reso conto che più che lo scontro tra due estremi era più interessante quello tra un estremo come il sacerdote e una moderata come Erin, che diventa infatti la vera protagonista molto chiaramente dopo la morte di Riley. 

Flanagan ha quindi spiegato a The Wrap molto chiaramente il significato dell'ultima scena di Midnight Mass. E no, le ceneri che cadono sui due giovani superstiti non sono quelle della creatura, perché la creatura non è morta bruciata dal sole in volo stile Icaro celeste. È ancora viva, quindi? Non si sa, forse sì. 

Cosa ha detto Flanagan? Ecco le sue parole: "Noi non diciamo che sia morto... la nostra speranza lì era solo di dire che la concentrazione nel sanfue di Leeza era iniziata a calare, che lei sarebbe stata bene. Non volevamo dare conferme sull'Angelo, nel senso che non si può mai uccidere il fanatismo, in qualche modo tornerà sempre". 

Midnight Mass 2 ci sarà? La nostra risposta

E quindi, un finale aperto per tenere appunto una porta aperta alla stagione 2 di Midnight Mass? Su questo Flanagan non ha detto niente di specifico, ma se dovessimo fare un pronostico diremmo che no, Midnight Mass 2 non ci sarà, e non tanto perché è stata presentata come una miniserie, bensì perché non sarebbe possibile.

Almeno non con gli stessi personaggi, non su Crockett Island. Non avrebbe senso mantenere il filo con una storia arrivata a un punto di rottura irreversibile: la perfezione di Midnight Mass, infatti, è nell'equilibrio dei suoi elementi. La storia ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Lo stesso vale per praticamente quasi tutti i personaggi. E poi non dimentichiamo quanto importante sia stato che l'ambientazione della serie (girata in realtà in Canada ma ambientata in un'immaginaria isola dell'Atlantico nel nord degli USA) fosse appunto un'isola. Piccola, circoscritta, poco collegata alla terraferma.

Un'ambientazione da giallo di Agatha Christie, quasi, che non può più funzionare una volta svelati i meccanismi. E quindi o l'angelo trova un'altra isola (poco probabile) lì vicino o arriva sulla terraferma e l'equilibrio si spezza, perché la storia non avrebbe più un obiettivo chiaro come quello di arginare il contagio in una terra circondata dalle acque. 

Al massimo, Flanagan potrebbe pensare a una sorta di reboot della serie, ma anche in questo caso perderebbe molto del suo carico di tensione emotiva. Quindi il nostro, più che un pronostico, è quasi un auspicio affinché Midnight Mass resti il piccolo capolavoro perfetto che è. 

Voto: 9

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