Venerdì, 17 Settembre 2021

Nine Perfect Strangers è una serie tv che farà parlare di sé per molto tempo (in senso buono)

In un agosto davvero straordinario per gli amanti delle serie tv abbonati a Prime Video, dopo Cruel Summer e Modern Love 2, c'è un altro appuntamento da non perdere assolutamente, ed è quello con Nine Perfect Strangers, in uscita dal 20 agosto con tre episodi e poi con una nuova puntata ogni settimana, per un totale di 8 episodi che compongono questa miniserie.

A differenza delle altre due citate, però, Nine Perfect Strangers non è né una produzione Amazon Original come Modern Love né Freeform come Cruel Summer: si tratta infatti di una produzione Hulu, che invece di uscire su Disney+ (Hulu fa parte della Walt Disney Company, ma per questa serie non sono stati coinvolti Disney Studios) è in arrivo nel catalogo di Prime. 

Abbiamo visto in anteprima i primi 6 episodi di Nine Perfect Strangers (in italiano Nove perfetti sconosciuti) e, nonostante le aspettative fossero già alte, considerato il livello degli show Hulu e anche dando un'occhiata al cast guidato da Nicole Kidman (che pochi mesi fa ci aveva esaltato con The Undoing), possiamo dire di aver assistito a una serie davvero magnifica in ogni aspetto, dalla sceneggiatura alle performance degli attori. 

Insomma, potremmo anche fermarci qui, ma se non vi fidate ecco la nostra recensione di Nine Perfect Strangers

Di cosa parla Nine Perfect Strangers

Basata sul romanzo bestseller del New York Times dell'autrice australiana Liane Moriarty e prodotta dal team di Big Little Lies e della già citata The Undoing, Nine Perfect Strangers è stata girata in Australia ma è ambientata in California, all'interno di una sorta di misterioso resort di lusso chiamato Tranquillum dove i nove perfetti sconosciuti del titolo si recano per curare diverse ferite dell'animo.

C'è la famiglia Marconi composta da padre, madre e figlia quasi 21enne, interpretati rispettivamente da Michael Shannon (nominato agli Oscar per Revolutionary Road), Asher Keddie e Grace Van Patten; c'è la coppia formata da Ben e Jessica Chandler (Melvin Gregg e Samara Weaving); e poi ci sono Frances (la sempre bravissima Melissa McCarthy, la Sookie di Una mamma per amica), Tony (Bobby Cannavale, comparso recentemente su Prime in Jolt), Lars (Luke Evans) e Carmel (Regina Hall).

La direttrice del resort è la russa Masha (Nicole Kidman), supportata da Delilah (Tiffany Boone) e Yao (Manny Jacinto, già strepitoso in The Good Place, in un ruolo profondamente diverso). I metodi di Masha sono molto particolari: il suo centro di benessere non è pubblicizzato da nessuna parte e si affida solo al passaparola, ma una volta arrivati i misteri di Tranquillum sono ancora più inaccessibili per gli ospiti. 

Per non spoilerare ulteriormente la trama, diciamo solo che i nove sconosciuti hanno scelto Tranquillum per raddrizzare le loro vite, ma senza sapere praticamente nulla di quello che accade in questo resort immerso nella natura, tra boschi, fiumi, cascate e tanti frullati di frutta esotica. E così anche gli spettatori scoprono pian piano i segreti della casa, che nonostante il nome è un luogo tutt'altro che tranquillo e rilassante, almeno non nel senso tipico. 

Il trailer in italiano di Nine Perfect Strangers è stato diffuso da Amazon su YouTube: può sservire a farsi un'idea della serie. 

Perché vedere assolutamente Nine Perfect Strangers

Chi ama le commedie italiane, leggendo la sintesi di Nine Perfect Strangers potrebbe pensare a 7 chili in 7 giorni, mitico film del 1986 con Carlo Verdone e Renato Pozzetto. Ecco, non c'è niente di più diverso.

Questa serie non è affatto una commedia, ma una storia, o meglio un insieme di storie davvero drammatiche: quelle dei personaggi che si trovano a Tranquillum. E, nonostante quello che dice Carmel a Lars, nessuno è lì per perdere peso. O forse sì, ma non sono chili di troppo: sono pesi che affaticano, dilaniano le loro anime e le loro vite. 

E così, in un'ambientazione quasi da giallo di Agatha Christie (per dirne uno, Dieci piccoli indiani), la serie procede con una cupezza che fa a pugni con il relax che teoricamente dovrebbe ispirare un luogo del genere. 

Come su un palcoscenico teatrale, i personaggi in scena si confrontano, discutono anche in modo violento, finendo però per stringere legami fortissimi, come possono essere quelli che nascono tra persone che non hanno quasi più niente da perdere. 

A trascinare gli spettatori e a tenerli incollati allo schermo è proprio questa contrapposizione tra la pace di Tranquillum e i conflitti, interiori ed esteriori, di chi è lì. Ed è davvero impossibile non farsi coinvolgere, non mettere in discussione sé stessi e le proprie convinzioni, fino quasi a sentirsi ospiti di questo resort assolutamente unico nel suo genere: provare per credere, come si diceva una volta. 

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