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Sabato, 22 Gennaio 2022
La recensione

And Just Like That: Cynthia Nixon alla regia del nuovo episodio su invecchiamento, identità sessuale e amicizia

La recensione della sesta puntata del revival di Sex and the City

È giovedì e come ogni giorno di metà settimana arriva un nuovo episodio di And Just Like That, la serie revival del grande colosso degli anni '90 Sex and the City che riporta sul piccolo schermo le nostre amate ragazze di New York nella loro vita da cinquant'enni. Se nella scorsa puntata ci eravamo lasciati con una grande svolta nella trama (e soprattutto nella vita di uno dei personaggi principali della serie) ora siamo davanti a un episodio di transizione e riflessione, uno di quelli che servono per permettere al pubblico, e agli stessi personaggi della storia, di fare pace con i cambiamenti e accettarli per poter andare avanti. Perché è di cambiamenti che si parla in questo episodio, cambiamenti fisici che il tempo segna sul volto con segni che più passano gli anni più si è in dubbio se cancellare o no, cambiamenti di case e cambiamenti interiori che destabilizzano perché sembrano portarci in direzioni che non avremmo mai pensato di prendere.

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Cambiare spaventa ma restare fermi, forse, è ancora più spaventoso ed ecco che Carrie, Miranda e Charlotte si ritrovano ad affrontare tutto il difficile dell'accettare che le cose stanno andando avanti. Carrie ha perso Big ed è alla ricerca di una nuova casa dove poter iniziare da zero una nuova fase della vita e ne compra una a Manhattan, luminosissima, moderna e adatta alla nuova Carrie e al suo nuovo futuro da scrivere. Ma cambiare luogo non cambia la propria anima e la giornalista, infatti, se ne renderà conto a fine episodio scegliendo di vendere la casa che ha appena acquistatoma che non sente davvero sua. Un'altra tematica importante che viene affrotnata in questo episodio, abilmente diretto da Cynthia Nixon (aka Miranda), è quello dell'invecchiamento. Carrie, infatti, accompagnando Anthony dal chirurgo plastico inizia a farsi venire insicurezze sul suo aspetto fisico pensando di ricorrere a un lifting che possa cancellare i segni degli ultimi quindici anni sul suo volto. Ma una pelle liscia e rimpolpata può davvero farci sentire meglio? Ancora una volta, è l'animo che deve mutare e non l'immagine che vediamo allo specchio di noi stesse. 

Poi c'è Miranda che dopo aver avuto un rapporto intimo con Che, il nuovo capo di Carrie (Sara Ramirez) inizia a dubitare della sua identità sessuale e infine Charlotte che deve accettare che le sue figlie stanno cambiando non solo età ma anche loro identità (e che Rose non si sente più una ragazza ma un ragazzo). 

Ma il momento più bello dell'intero episodio è la scena del pic-nic a Central Park tra le tre amiche in cui, in un litigio importante viene fuori tutta la maturità di tre donne che, pur non essendo d'accordo con i cambiamenti che le atlre stranno intraprendendo, scelgono di restare l'una affianco all'altra, per parlare, discutere e capire cosa sta mutando nel loro cuore e nella loro testa. È bellissimo vedere lo scontro tra la conservatrice Charlotte e la rivoluzionaria Miranda dove la prima vorrebbe che le cose restassero sempre uguali e la seconda, scontenta del suo presente non ha paura di cambiarlo per essere felice buttandosi anche in cose nuove e rischiose come un rapporto con una persona del suo stesso sesso. E la cosa più bella è vedere come ognuna di loro sceglie di accettare i cambiamenti dell'altra, sforzandosi di capirli e portendo sempre l'altra guancia proprio come succede con le amicizie più belle che non sono mai perfette ma reali nella loro imperfezione. 

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