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Domenica, 22 Maggio 2022

Se non l'avete mai fatto, guardate Russian doll su Netflix

Non è una serie convenzionale e su questo non ci piove. La tematica trattata? Gli universi paralleli! Affascinante sì ma non poi così originale. La sua protagonista? Una mezza scalmanata, una tentaseienne dai capeli riccissimi e dal fare ribelle, proprio come l'eroina della Disney a cui assomiglia. Una donna in balia di multiple insoddisfazioni, paure, crisi psicologiche e un milione di traumi che si porta addosso da anni. Decisamente una non eroina o un modello da saguire e non uno di quei personaggi a cui ci si aspetta che qualche sceneggiatore e regista dia attenzione o che la faccia diventare protagonista di una serie TV. Natasha Lyonne, però, creatrice, produttrice e interprete della serie, ha il coraggio di farlo e di creare un prodotto fuori dagli schemi e proprio per questo davvero interessante e originale.

Russian doll è una serie apparentemente ruvida, diretta, senza filtri così come la sua protagonista. Una serie che dà quasi fastidio per il suo essere caotica ma che porta lo spettatore dentro quel caos e glielo fa perfino amare. Russian doll mostra il bello e il brutto di un essere umano a pezzi, di una persona che ha toccato quel fondo da cui si dice non si può far altro che risalire. Russian doll dà luce al bello e al brutto di un essere umano alla deriva, il tutto mescolato a diverse tematiche e teorie sugli universi paralleli che spingono lo spettatore a voler vedere fin dove può spingersi questa incredibile storia.

Il pattern della trama è questo: Nadia, una stramba programmatrice di videogiochi nel giorno del suo 36esimo compleanno muore ed è costretta a rivivere ogni giorno la stessa giornata continuando a morire e rinascere in un altro universo parallelo costantemente. La donna, infatti, pur cercando di cambiare l'esito degli eventi non può nulla contro un destino che però la ritrasporta continuamente in un loop temporale da cui non riesce a trovare una via d'uscita finché la sua vita non incrocia quella di un uomo a cui sta accadendo la stessa cosa. 

Cosa accomuna i due? Sono due persone psicoloicamente ridotte male, lui, infatti, mollato dalla sua fidanzata a cui stava per chiedere di sposarlo, deciderà si suicidarsi e continuare a rivivere per sempre lo stesso giorno. Lei, invece, combatte ogni giorno con i soliti vizi e i soliti traumi e quel malsano rapporto con la madre chon cui non ha ancora fatto pace.

I due, però, decidono di allearsi per cercare di salvarsi a vicenda e scopriranno un'umanità e generosità nascosta dentro di loro che li porterà a vincere la partita con il destino e a risolvere parte di quei traumi che si portavano dietro da troppo tempo.

Un po' rude e decisamente poco edulcorata, questa serie all'inizio non colpisce più di tanto, infastidisce perfino con quella personalità troppo fuori dalle righe della protagonista che, però, con il tempo si impara ad amare e apprezzare così come la serie stessa.

Con otto episodi da scorpacciarsi l'uno dietro l'altro, Russian doll è il giusto compromesso tra un prodotto non eccessivamente impegnativo ma che punta tutto sulla psicologia e la profondità di pensiero dando voce a quelli che solitamente la società emargina ma da cui avremmo molto da imparare.

Una bella sorpresa Netflix che, tra pochissimo, vedrà anche il debutto della sua seconda stagione in uscita il 20 maggio sulla piattaforma di streaming.

Voto: 7 e mezzo 

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