Sabato, 8 Maggio 2021
Il progetto

La storia del presunto complotto ai danni di Alex Schwazer diventerà una serie tv

La serie si baserà sul libro di Sandro Donati, tecnico di Alex e paladino dell'antidoping

Il marciatore Alex Schwazer

La storia del marciatore altoatesino Alex Schwazer e del presunto complotto ai suoi danni diventeranno una serie tv. Ad annunciarlo la casa di produzione Indigo Film, con un post su Facebook, in cui è stato spiegato che la serie si baserà sul libro di Sandro Donati, tecnico di Schwazer e da sempre grande paladino dell'antidoping.

La serie tv su Schwazer: l'annuncio della Indigo

"Indigo Film e Lungta Film stanno sviluppando una serie liberamente tratta dal libro di Sandro Donati, tecnico di Alex Schwazer e paladino da sempre dell’antidoping, 'Alex e il grande complotto internazionale per il doping', in uscita prossimamente per Rizzoli" si legge nel post della Indigo.

"Un libro-verità che ricostruisce passo dopo passo la dolorosa vicenda del marciatore campione olimpico a Pechino 2008, accusato di doping 4 anni fa e assolto “per non aver commesso il fatto” con la sentenza del 18 febbraio scorso.

Sandro Donati offre uno spaccato inquietante della “giustizia” sportiva e ci conduce, come in una spy-story, nel mondo oscuro dei “poteri forti” internazionali che controllano lo sport".

La storia di Alex Schwazer in breve: "due volte nella polvere, due volte sull'altar"

Alex Schwazer è nato a Vipiteno il 26 dicembre 1984. Ha iniziato a praticare l'atletica leggera fin da giovanissimo, e il suo primo successo risale al 2005, quando vinse i campionati italiani di marcia nella distanza dei 50 km e pochi mesi dopo conquistando il bronzo ai Mondiali di Helsinki.

Nel 2007, ai Mondiali di Osaka, arriva di nuovo terzo, ma un anno dopo, alle Olimpiadi di Pechino 2008, Schwazer vince la prima medaglia d'oro nella 50 chilometri. Sembra l'inizio di una carriera sfolgorante, e agli Europei 2010 di Barcellona ottiene un secondo posto che nel 2014 diventerà primo a causa della squalifica del vincitore, il russo Stanislav Emel'janov, per irregolarità nel suo passaporto biologico.

Ma nel 2012, la carriera di Schwazer arriva alla prima pesante battuta d'arresto. Il 6 agosto si diffuse la notizia che era stato trovato positivo all'eritropoietina ricombinante in un controllo antidoping a sorpresa effettuato dalla WADA (l'Agenzia mondiale antidoping) il 30 luglio e fu quindi escluso dalla squadra della 50 km di marcia che avrebbe disputato le Olimpiadi di Londra pochi giorni dopo. 

Schwazer ammette le sue colpe e si presenta ai Carabinieri di Bologna, cui appartiene, per riconsegnare pistola e tesserino, venendo sospeso dal servizio e successivamente congedato; in più, Schwazer perse il contratto di sponsorizzazione con la Ferrero.

Il 23 aprile 2013 il Tribunale Nazionale Antidoping squalificò il marciatore per 3 anni e 6 mesi, mentre a fine 2014 davanti alla Procura di Bolzano patteggiò la pena di 8 mesi con una multa di 6 000 euro.

Nel febbraio 2015 la II Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del Coni inflisse ulteriori tre mesi di squalifica per aver eluso il prelievo dei campioni biologici, con la complicità della fidanzata dell'epoca Carolina Kostner, che per questo fu squalificata per 1 anno e 4 mesi.

Nell'aprile 2015 torna ad allenarsi, sotto la guida tecnica di Sandro Donati, maestro di sport e fiero oppositore del doping nello sport. A fine squalifica, nell'aprile del 2016, torna a gareggiare e poco dopo vince i campionati del mondo a squadre di marcia organizzati a Roma.

Ma come il Napoleone descritto da Alessandro Manzoni nella poesia "5 maggio", Schwazer finisce "due volte nella polvere, due volte sull'altar": il 21 giugno 2016, infatti, viene comunicata la positività di un campione di urine prelevato il 1º gennaio 2016, campione che era risultato negativo ad una prima analisi standard. Il successivo test più approfondito rivelò però la presenza nelle urine di metaboliti di testosterone, accertando quindi l'effettiva positività.

Lo staff di Schwazer si difese affermando che il testosterone era in quantità minime e non in grado di avere effetti dopanti. Nella conferenza stampa convocata lo stesso giorno, l'atleta e il suo staff respinsero le accuse di doping definendole "false e mostruose" e annunciarono una denuncia contro ignoti perché risulterebbero delle incongruenze nel controllo antidoping.

La IAAF (Federazione internazionale di atletica leggera) lo sospese subito, mentre il suo avvocato annunciò un ricorso, denunciando una manipolazione esterna sul campione di urine. Il Tribunale Amministrativo dello Sport discusse ancora il suo ricorso direttamente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ma fu respinto e Schwazer fu condannato a 8 anni. 

Due anni dopo, però, nuove analisi del RIS di Parma (nell'ambito dell'indagine penale per doping) rivelarono un'alta concentrazione di DNA all'interno dei campioni di urina risultati positivi, cosa che secondo la difesa dell'atleta dimostrerebbe i presunti interventi di manipolazione. Secondo il RIS, i valori di concentrazione di DNA nelle urine sarebbero stati inspiegabili, mentre per la WADA non ci sarebbe stata alcuna stranezza in quanto l'altoatesino avrebbe sempre avuto valori altissimi di DNA nelle urine.

Un'altra perizia esposta nell'udienza del 14 settembre 2020, ha però smentito il collegamento fra super allenamento e innalzamento dei valori di DNA concludendo che una tale concentrazione "non corrisponde a una fisiologia umana" e che "i dati confermano quindi un'anomalia". Il 3 dicembre 2020 la procura di Bolzano ha chiesto quindi l'archiviazione del procedimento penale, e il 18 febbraio 2021 il Gip del Tribunale di Bolzano ha disposto l'archiviazione del procedimento penale per "non aver commesso il fatto", ritenendo "accertato con alto grado di credibilità razionale" che i campioni di urina "siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati".

La manipolazione dei campioni è stata seccamente smentita dalla WADA, che ha quindi confermato la squalifica di 8 anni per Schwazer, che quindi non potrà partecipare neanche alle Olimpiadi di Tokyo di quest'anno. Ma a questo punto non si possono escludere nuovi colpi di scena in una storia che ha attirato l'attenzione di milioni di persone, e che infatti sta per diventare una serie tv.

Indigo Film: la casa di produzione che sta sviluppando la serie su Schwazer

Indigo Film è una società di produzione cinematografica, televisiva e multimediale fondata nel 1994 da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori.

Nel 2001 ha prodotto L’uomo in più, opera prima di Paolo Sorrentino, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra il 2003 e il 2006 realizza Le conseguenze dell’amore e L’amico di famiglia, secondo e terzo film di Paolo Sorrentino, entrambi presentati in concorso al Festival di Cannes. 

Nel 2007 Indigo Film è presente alla Mostra del Cinema di Venezia con tre produzioni: i documentari Il passaggio della linea di Pietro Marcello, Bianciardi! di Massimo Coppola e La ragazza del lago, opera prima di Andrea Molaioli, film che ha conseguito numerosi riconoscimenti tra cui 10 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e 4 Ciak d’oro.

Nel 2008 la Indigo Film ha prodotto con Lucky Red Il Divo di Paolo Sorrentino, presentato al 61° Festival Internazionale di Cannes, dove ha ottenuto il Premio della Giuria e il Prix Vulcain. Il film si aggiudica, tra gli altri premi, 7 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 3 Ciak d’Oro.

Nel 2009 viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi. Sempre nel 2009 viene prodotto La bocca del lupo di Pietro Marcello, premiato al Torino Film Festival come Miglior Film e al Festival di Berlino nella sezione Forum con il Premio Caligari e il Teddy Award. 

Nel 2011 realizza il film documentario Questa storia qua, sulla vita di Vasco Rossi, evento speciale alla 68° Mostra del Cinema di Venezia. Nello stesso anno produce Il Gioiellino, opera seconda di Andrea Molaioli con Toni Servillo e Remo Girone, e, insieme a Lucky Red, This must be the place di Paolo Sorrentino, con Sean Penn e Frances McDormand. In concorso al 64° Festival di Cannes, il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui 6 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e 4 Ciak d’oro.

Il 2012 è la volta del documentario Slow Food Story di Stefano Sardo presentato al Festival di Berlino, il film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente!, la serie web/tv Una mamma imperfetta di Ivan Cotroneo e il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino presentato in Concorso al Festival di Cannes e vincitore di numerosi premi inclusi 4 EFA, il Golden Globe, il BAFTA e l’Oscar come Miglior Film Straniero 2014.

Il ragazzo invisibile, diretto dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores, è stato distribuito nelle sale Italiane nel 2014. Nel 2015 Indigo porta al cinema La Giovinezza, settimo film di Paolo Sorrentino, L’Attesa opera prima di Piero Messina con Juliette Binoche, la commedia romantica Io e lei di Maria Sole Tognazzi, con Margherita Buy e Sabrina Ferilli.

Nel 2015, in collaborazione con Rai Fiction, Indigo ha dato il via a un progetto web dal titolo 100 anni dopo che prevede la realizzazione di dieci cortometraggi realizzati da registi italiani, scelti tra gli autori affermati e gli esordienti, in occasione dell'anniversario della Grande Guerra; i corti debutteranno nella piattaforma web dai Rai, Ray.it, in un rilascio seriale fino a maggio 2016.

Dove uscirà la serie tv su Alex Schwazer

Al momento non ci sono notizie ufficiali su dove uscirà la serie tv sul caso Schwazer. Tuttavia, a giudicare dai precedenti di Indigo, si può ipotizzare che possa essere la Rai ad aggiudicarsi i diritti di trasmetterla. 

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