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Giovedì, 2 Dicembre 2021

Se i bambini prendono esempio da Squid Game di chi è la colpa?

A volte è un caso, a volte astuzia, altre è merito di un perfetto tempismo e altre ancora di una meticolosa e ben studiata pianificazione ma ci sono alcuni prodotti seriali che hanno il potere farsi strada nella vita della gente influenzando non solo una piccola nicchia di pubblico appassionato di serie tv ma un'intera generazione di persone.

Squid Game sta avendo questo potere.

Leggi la RECENSIONE completa di Squid Game

La serie tv sudcoreana, debuttata lo scorso settembre sulla piattaforma di streaming si è imposta nella realtà con una forza talmente dirompente da diventare l'argomento principale di conversazioni con sconosciuti, di dibattiti tra amici, colleghi o familiari e di pensieri filosofici sul senso della vita e sul valore dei soldi condivisi con la propria coscienza. Ma se un pubblico adulto ha tutte le capacità per collocare nel tempo e nello spazio adeguati una storia inventata per intrattenere il pubblico, cosa accade se una serie impetuosa, dura e temeraria come Squid Game viene messa sotto gli occhi dei bambini senza un'adeguata contestualizzazione? Rischia di degenerare ed è proprio quello che sta accadendo.

Sembra che i colori pastello, i personaggi e i giochi di Squid Game si stiano diffondendo nel mondo con un incontrollato e inaspettato fenomeno che in letteratura si chiama "metalessi narrativa" e che porta i personaggi di una storia di finzione a uscire da questa per entrare nel mondo reale. I giochini di Squid Game, quindi, stanno assumendo un aspetto sempre più reale al punto da diventare, in pochissimo tempo, parte di una nuova e pericolosa abitudine di gioco di cui si sta un po' perdendo il controllo. 

Ed è così che sulle pagine di cronaca leggiamo di bambini che "giocano a Squid Game" puntandosi un'immaginaria pistola gli uni verso gli altri mentre giocano a "Un, due, tre...stella!" o di altri che arrivano addirittura a tirarsi gli schiaffi prendendo ad esempio (estremo) un altro giochino della serie tv. Quello che sta succedendo un po' in tutto il mondo è che il successo di Squid Game sia diventato talmente potente da trasformarsi in una moda che si è scardinata completamente dal mondo di finzione da cui proviene. Quello che era un messaggio molto più profondo e ben sviluppato (ma soprattutto rivolto a un pubblico adulto e non a minorenni) sta entrando nella vita di tutti, anche di bambini, che, però, non sono in grado di scindere una finzione narrativa dalla vita reale rischiando di confondere le carte del gioco e di farsi male solo perché non sono ancora in possesso della maturità per interpretare una serie tv di questo tipo.

Ma di chi è la colpa?

Forse più che accusare un prodotto seriale di violenza bisognerebbe riflettere bene sul perché questa serie viene fatta vedere ai propri bambini o per quale motivo non viene spiegata loro la differenza tra un messaggio allegorico e un atto di vera violenza. Forse la colpa non è in una forma d'arte che nasce come denuncia dei problemi della società ma nella sempre più diffusa incapacità dei genitori di scegliere i contenuti adeguati per i loro figli tenendoli lontani da quelli che non sono in grado di capire. 

Puntare il dito sulla violenza di Squid Game è facile ma non va dimenticato che questa serie è, prima di tutto, rivolta a un pubblico adulto e poi ha strati di introspezione psicologica che vanno oltre l'atto di violenza (che forse è l'aspetto meno importante della serie). L'infanzia stessa e la sua purezza sono alla base della trama di questo survival game che fonda la sua essenza su sei giochi da bambini e la dimensione del gioco, per quanto appaia crudele, nasce sempre da un momento di condivisione e unione. Ed è questo il messaggio di Squid Game sottolineato anche nel finale della serie in cui viene mostrato come la cosa più importante nella vita, al di là dei soldi o della povertà è l'emozione di condividere un'avventura con altre persone. 

Il problema della diffusione incontrollata della "violenza" di Squid Game non sta nella serie in sé e nella sua trama troppo crudele ma nel fatto che i bambini non dovrebbero vederla e non dovrebbero essere parte di un dibattito che non sono in grado ancora di capire. Quindi, da genitori, fratelli maggiori, insegnanti, non coinvolgiamo i più piccoli in un tema che, per quanto di moda, non parla il loro linguaggio e rischia di fargli confondere la finzione con la realtà. L'errore sta in questo e non nella trama di una serie tv che proprio come tante altre parla di rapporti umani, di morte, di soldi, di disperazione, di amicizia, egoismo, condivisione, senso della vita. Ma come può capirlo un bambino?

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