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Lunedì, 30 Gennaio 2023

La recensione

Claudio Pizzigallo

Giornalista

The Rig, la serie tv thriller di Prime Video fa davvero venire i brividi

Forse ve la siete persa, tra l'exploit di Sono Lillo e l'uscita dell'ultima stagione di Hunters, ma il 6 gennaio la Befana ha regalato agli abbonati di Prime Video una serie tv britannica che si intitola The Rig e che, se siete di fretta, potete tranquillamente andare a vedere ora, interrompendo la lettura di questa recensione.

Se invece volete saperne di più sulla trama, sul cast e soprattutto sui motivi per i quali dovreste vedere The Rig, allora vi consigliamo di continuare a leggere per scoprire un po' di curiosità su questa nuova serie thriller britannica (dopo The Devil's Hour) in cui ci siamo letteralmente persi.

The Rig, il poster della serie Prime Video

Di cosa parla The Rig (e la curiosità sul cast)

In italiano il titolo della serie si traduce in "La Piattaforma". E infatti tutta la serie, dal primo all'ultimo minuto con un'unica eccezione di pochi secondi (che non vi spoileriamo), si svolge su una piattaforma di estrazione petrolifera al nord delle coste della Scozia.

Iain Glen in The Rig Prime Video

Ora, trattandosi di una serie tv thriller, è ovvio che dovrà succedere qualcosa su questa piattaforma piena di persone (quasi tutti uomini) con la pelle levigata dal vento e con un accento incomprensibile a chi non abbia vissuto nel nord della Gran Bretagna. Ma non aspettatevi né alieni né meteoriti o simili: a turbare la "quiete" arriverà infatti un'entità molto più vicina, molto più antica e molto più intelligente di quanto si possa pensare.

Emily Hampshire in The Rig

Ad ogni modo, è bene conoscere i personaggi principali di questa serie. Iniziamo da Magnus, il direttore operativo interpretato da Iain Glen (ser Jorah di Game of Thrones), che deve gestire un gruppo di persone che si fa sempre più inquieto.

E non lo aiuta la presenza di Rose (Emily Hampshire), la rappresentante della compagnia petrolifera Pictor inviata sulla piattaforma a dare cattive notizie a chi ci lavora.

Martin Compston in The Rig

La prima cattiva notizia la riceve Baz (Calvin Demba), che vorrebbe tornare sulla terraferma per il matrimonio di suo cugino ma è stato scavalcato nella lista di chi salirà sul prossimo passaggio da Fulmer (Martin Compston), che è in un certo senso il "nerd" della squadra. 

Calvin Demba in The Rig

A seminare zizzania ci pensa Hutton (Owen Teale, ser Alliser Throne di Game of Thrones), il classico duro senza peli sulla lingua che non accetta gli ordini dall'alto. 

E poi, giusto per chiudere, sappiate che ci sono altri interpreti che avete già conosciuto in Il Trono di Spade. Oltre a ser Jorah e ser Alliser, infatti, ci sono anche il cantastorie Marillion (Emun Elliott) e a un certo punto anche il compianto re Robert Baratheon (Mark Addy). Ci fermiamo qui per non spoilerare, qui sotto il trailer in italiano di The Rig

Perché vedere The Rig

Dopo la già citata The Devil's Hour, The Rig ci conferma un nostro (pre)giudizio: quando i britannici si dedicano al thriller, i brividi sono praticamente assicurati. 

In ogni episodio la tensione è altissima, e quando si pensa che non possa salire ulteriormente ecco che arriva un qualcosa che ci smentisce subito.

Mark Bonnar in The Rig

L'idea che il nemico non sia un nemico "classico" (scusate se non diciamo di più), e che soprattutto non ci siano i soliti americani che arrivano a salvare il mondo come nei classici disaster movie, ci è parsa più che convincente.

Tutti i personaggi hanno personalità ruvide, autentiche, e la cupa atmosfera che si respira (letteralmente) nel corso delle puntate è "perfetta", nel senso che non appare mai satura né artefatta.

L'unico parziale "difetto" che abbiamo trovato in The Rig è che la storia non si esaurisce con la prima stagione, a patto che Amazon decida di rinnovarla. Ma se anche dovesse arrivare l'infausta decisione, potete star tranquilli che il finale aperto non vi lascerà più di tanto l'amaro in bocca.

O meglio, l'amaro in bocca vi resterà per quello che vedrete, e per ciò a cui rimanda nel mondo reale, ovvero il rischio di un'estinzione del tutto "normale" per un pianeta che in 4 miliardi e mezzo di anni ha visto di tutto. Ma questa è un'altra storia di cui nessuno conosce il finale.

Voto: 8

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