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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Dalla gag di Berlusconi al mobbing sul posto di lavoro: "Non lavoro da allora"

A causa della gag di Berlusconi non lavora da due settimane, la società non la sostiene e l'ex governatore Veneto invade la sua privacy

Le ultime ore di campagna elettorale, oltre a raccogliere tutte le agitazioni di elettori e politici, sono scosse da scandali come ogni volta. Al centro dei riflettori di nuovo il Cavaliere, Angela Bruno e lo spiacevole equivoco di qualche settimana fa.

La Bruno afferma di non aver ancora ricevuto delle scuse dignitose da parte di Berlusconi e questo, stando a quanto a dichiarato a Repubblica, le sta causando seri problemi lavorativi. Da due settimane la collaboratrice della società Green Power si vede impossibilitata nel suo lavoro. Essendo una libera professionista e non una dipendente, non sottostando alle loro richieste, definite, inopportune, rischia di non poter più lavorare. La società sembrerebbe infatti averle chiesto di assecondare i fatti senza negare di essersi divertita durante la gag del Cav.

Dopo la frase che ha scatenato tanto putiferio “Quante volte viene? Si giri”, una volta scesa dal palco, infatti, i capi azienda si sono complimentati con lei per la visibilità che involontariamente ha regalato alla Green Power. Le hanno quindi richiesto di non negare di essersi divertita e di rilasciare false comunicazioni; si è sentita manipolata. Racconta i quattro giorni successivi in cui l'azienda la tempestava di chiamate rasentando quasi la molestia.

A giorni di distanza un'altra figura entra in scena: è l'ex-governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ora candidato del Pdl. Durante il programma televisivo Agorà, ha ripreso in mano l'argomento tirando fuori dal suo taschino il corpo del reato: il suo cellulare. Li c'erano tutti i messaggi che la signorina Bruno avrebbe mandato dopo la gag promiscua sul palco e da quanto ha affermato, la Bruno era tutt'altro che a disagio.

La 34enne subito si infuria chiedendo l'ordinanza del tribunale che gli ha dato il permesso di violare così la sua privacy. Lancia l'accusa di mobbing verso Galan e si dice pronta a scendere in campo per una battaglia legale perché sicura delle sue ragioni.
 
Ha smentito poi l'accusa di una scontata strategia politica a ridosso delle urne, afferma di non avere nessuna intenzione politica o altri fini, il suo unico è quello di riscattare la propria dignità.

"Sì sì, signorina tante scuse... Ma non legga più Repubblica e altri giornali consimili", con queste parole il Cavaliere la sua parte l'ha fatta scusandosi pubblicamente, come richiesto dalla Bruno, anche se forse con poca convinzione.
Non si può neanche biasimare la sua ironia però. Angela Bruno su quel palco si era effettivamente dimostrata lusingata dalle attenzioni, seppur poco eleganti, di un uomo così potente come Berlusconi. La notorietà da alla testa, ma fino al punto di accettare certi commenti? Il suo cambio di opinione da un giorno all'altro potrebbe far maliziosamente pensare ad altro. Inoltre a parere di Silvio la donna "Era divertitissima, mi ha chiesto l'autografo e di essere fotografata. Poi si è fatta influenzare dai sepolcri imbiancati”.

Lei da parte sua si difende debolmente dicendo “Ho sorriso su quel palco perché erano le circostanze, non avevo neanche capito che dopo avermi chiesto di girarmi mi avrebbe guardato il sedere. Potevo scendere, voltare le spalle a tutti i miei superiori. Sono stata confusa. Ma ora? Ora mi rifiuto di rispondere alle manipolazioni, ora cerco di dire le cose come sono andate”. In sua difesa sono scese in campo, come prevedibile, le solite femministe che si sono sentite prese in causa. A Milano hanno innalzato stendardi contro il Pdl e gli abusi sessuali in politica sfilando sotto lo slogan "Sono una donna non sono una bambola".

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