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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Redazione Today

Non è una mossa furba censurare Squid Game

Un petizione per bloccare una serie tv, una vera e propria richiesta di censura per “proteggere i bambini”. Bambini che hanno accesso a internet, social e canali web dove tutto è consentito e nulla è bloccato. Ma, nel 2021, ha davvero senso cercare di fermare la messa in onda, o meglio lo streaming, di una serie tv? Stiamo davvero parlando di censura? Non era superata la fase in cui la colpa di comportamenti violenti era da imputare a videogames e film? Anche se, forse, la vera domanda è un'altra: perchè dei bambini di meno di 14 anni hanno avuto la possibilità di vedere una serie decisamente non adatta alla loro età?

L'appello è stato lanciato dalla Fondazione Carolina dopo diverse segnalazioni di bambini che "giocano a Squid Game" alle scuole elementari o addirittura all'asilo. Facciamo un passo indietro: la Fondazione Carolina svolge il suo encomiabile lavoro ormai da diversi anni. É nata grazie all'iniziativa di Paolo Picchio, padre di Carolina, la giovane novarese che si è tolta la vita nel 2013 e che è considerata la prima vittima del cyberbullismo in Italia. La petizione per fermare Squid Game della Fondazione Carolina Squid Game invece è una serie coreana che ha avuto un grande successo su Netflix: centinaia di individui vengono rinchiusi insieme e sono obbligati a "giocare" a giochi apparentemente infantili, ma che hanno un esito mortale. Si tratta chiaramente di un prodotto inadatto ai bambini, come per altro specificato proprio da Netflix, che ne consiglia la visione ad un pubblico sopra i 14 anni.

Allora perchè la Fondazione Carolina chiede che Squid Game sia bloccato? Perchè contenuti ispirati alla serie o spezzoni di scene sono visibili praticamente su ogni social, che spesso viene utilizzato senza alcun controllo da bambini di ogni età. Ma è la stessa Fondazione poi a specificare che la "colpa" è imputabile, principalmente, ai genitori. Però il segretario generale della Fondazione Carolina, Ivano Zoppi, sottolinea che "quello di Fondazione Carolina non è un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei parental control e alla crisi della genitorialità". Ma la crisi della genitorialità può essere risolta bloccando alcuni contenuti considerati particolarmente violenti? Tutte le piattaforme di streaming e i canali "tradizionali" ogni giorno mettono a disposizione del proprio pubblico decine di contenuti decisamente inadatti ai più piccoli, eppure continuano ad essere trasmessi. Perchè proprio Squid Game? Certo, la serie ha avuto un grande successo, tanto da diventare un vero e proprio fenomeno mediatico e da essere ripresa poi in tutti i social in ogni salsa.

Ma, come Netflix consiglia la visione ad un pubblico sopra i 14 anni, così i social non dovrebbero essere usati, per legge, da chi non ha ancora compiuto 14 anni. "A questo punto, l’unica soluzione possibile - dice Zoppi - sembra la censura vecchio stampo". Ma avrebbe senso censurare Squid Game quando ogni giorno questi bambini hanno accesso in maniera incontrollata praticamente ad ogni contenuto disponibile sul web? Forse la risposta è sempre la stessa: i grandi assenti sono i genitori. E quindi la risposta è chiara: senza nessun controllo da parte degli adulti la censura non avrebbe alcun senso.

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