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Domenica, 22 Maggio 2022
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Azul, Stefano Accorsi a teatro con una storia di amicizia

L'attore in scena all'Ambra Jovinelli di Roma fino al 13 marzo con uno spettacolo scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca

Quattro amici, legati dalla passione per una squadra di calcio e dall'assenza della madre, sospesi in una realtà quasi fiabesca - come la loro sostanza - provano a ricostruire una serenità andata a pezzi, facendo i conti con le rispettive vite e ricordi non sempre belli. E' 'Azul - Gioia, furia, fede y eterno amor', spettacolo scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca che vede Stefano Accorsi nei panni del protagonista, Pino, con Luciano Scarpa, Sasà Piedepalumbo e Luigi Sigillo, in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 3 al 13 marzo.

La storia

Quattro amici, tifosissimi della stessa squadra, hanno qualcosa di unico che li accomuna, oltre alla fede calcistica: l'infanzia fiabesca. Non hanno una madre e non sono neanche stati partoriti da una donna, sono fatti di materia semplice come il pane, ma la domenica allo stadio si fanno travolgere da una furia che ogni volta li sconquassa. C'è gioia, amarezza e tanta voglia di sorridere mentre evocano vittorie, sconfitte e le tragedie che hanno condiviso negli anni. Una storia di gente semplice, unita da un'amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente. 

Stefano Accorsi: "Il mio personaggio è Pinocchio a cinquant'anni"

Stefano Accorsi si sperimenta sul palco in un ruolo in bilico tra sogno e realtà: "Pino è Pinocchio - spiega l'attore -. E' Pinocchio che è cresciuto, è andato in Uruguay con suo papà per cercare fortuna e ha fatto amicizia con altri ragazzi. E' Pinocchio in carne ed ossa, che oggi ha cinquant'anni. I suoi amici sono Golem, Adamo e Frankenstei. Sono gli unici 4 uomini al mondo a non essere stati partoriti da una donna". In scena ci sono anche dei musicisti, altro elemento riletto in chiave diversa da Finzi Pasca: "E' facile cantare su una bella musica, ci si abbandona - spiega ancora Accorsi -. L'unico problema è che bisogna stare attenti alla musica, non bisogna sempre assecondarla, a volta bisogna entrarci in contrasto. E' quello che ci chiede il regista". E sullo spettacolo conclude: "Mi piacerebbe che quando uno uscisse da qua dicesse 'Mando un messaggio a quel mio amico che non sento da un po'". 

Daniele Finzi Pasca: "Mi piace sospendere le storie in realtà parallele"

Daniele Finzi Pasca è un nome di spicco nel mondo del teatro. I suoi spettacoli hanno visitato più di 50 paesi, in tutti e cinque i continenti, e sono stati visti da milioni di spettatori. Con Azul la sua vena circense è molto evidente, come conferma lui stesso: "Vengo da un teatro che nel gergo chiamiamo di clowneria. I clown si muovono tra la commozione e il sorriso, l'inciampo, il gioco che ti fa ridere ma che improvvisamente ti può anche stringere il cuore". Ed è proprio questa la natura dello spettacolo: "Si parla di un'amicizia che nasce da una realtà condivisa, questa assenza di madre - racconta il regista - Mi piace molto sospendere le storie in realtà parallele. In questo caso, avendo dei personaggi quasi fiabeschi, avevo voglia di inserirmi nel concreto e mi sembrava interessante raccontare il concreto di una vera suqdra di calcio e veri tifosi di un paese lontano, che però con l'Italia ha qualcosa di vicino. A Montevideo più di tre quarti della popolazione ha origini italiane, lo stesso modo di pensare, è come un'Italia sospesa nel tempo". 

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