Domenica, 20 Giugno 2021
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Tiziana Ciavardini a Giulia Innocenzi: "In Iran sono sempre stata rispettata come donna"

La giornalista collaboratrice di Repubblica che vive a Teheran da 12 anni ha espresso ad Huffington Post e su YouTube la sua opinione rispetto a quanto raccontato dalla conduttrice di 'Anno Uno' sulla condizione delle donna in Iran

Il racconto sul viaggio in Iran di Giulia Innocenzi continua a far discutere e tra tweet polemici e commenti solidali nei confronti della spiacevole esperienza vissuta dalla conduttrice del programma di La7 'Anno Uno', adesso ad esprimere il suo punto di vista sulla vicenda è stata la giornalista freelance e collaboratrice di Repubblica.it, Tiziana Ciavardini, che vive a Teheran da 12 anni e ha rilasciato un video messaggio sul proprio canale YouTube per dire no "alla propaganda negativa nei confronti dell'Iran".

"Episodi del genere sono per me surreali" ha raccontato ad Huffington Post a proposito delle "palpate al sedere" e di "uomini che mostrano il pene" descritti dalla Innocenzi: "Ho trascorso piú tempo nei bazar che non in casa, ho girato l’Iran per lungo e per largo anche in zone poco conosciute e in ambienti solo maschili. Non posso negare che vi siano stati episodi di ‘mano morta’ ma le stesse cose mi sono accadute a Roma e in tutti i paesi in cui ho vissuto negli ultimi 24 anni della mia vita ma di certo mai avrei pensato di farci un pezzo" ha aggiunto, sottolineando come si tratti di un Paese che si sta aprendo al mondo, che sta facendo molto per facilitare il turismo e per il quale l'ospite è sacro.

Le rivelazioni shock di Giulia Innocenzi sono state da subito condannate da chi conosce veramente l’Iran, in quanto non ha scritto nel suo blog che sono stati ‘episodi sporadici’ bensí parte delle abitudini di vita degli iraniani. In questo modo ha offeso tutti gli iraniani etichettandoli come "maniaci". Stigmatizzare un popolo per le palpate (che poi ci sono ovunque anche a Roma) mi sembra ridicolo. Non metto in dubbio che lei le abbia ricevute, ma per me e per le migliaia di donne che vivono qua sentir parlare di masturbazione davanti a una moschea è davvero surreale. Mi sembra anche molto strano che non ci sia una foto a dare veridicitá della notizia. Ho ricevuto messaggi da centinaia di iraniani che non conoscevo per dirmi che si sono sentiti offesi e dispiaciuti quando hanno sentito dell'esperienza raccontata dall'Innocenzi. E sono stati i primi a condannare l'accaduto.

Il problema, continua la Ciavardini, riguarda anche il punto di vista occidentale: "Siamo ancora oggi fortemente legati al nostro etnocentrismo. Siamo stati convinti che l'unica democrazia valida sia la nostra e su questo basiamo la nostra visione nei confronti degli altri paesi. Soprattutto se sono mediorientali. Sicuramente l'Iran è il paese dai mille pregiudizi. Ci abbiamo messo anni per accettare l'Iran e fortunatamente con il nuovo presidente Hassan Rohani stiamo assistendo a cambiamenti" ha detto ancora. 

La giornalista, inoltre, non ha negato che quello della libertà della donna in Iran sia un tema che vada affrontato e che sia un argomento sul quale bisogna lavorare seriamente ("Viverci sicuramente significa scendere a compromessi. L'uso di internet, per esempio, è un problema, come ce ne sono tanti che riguardano i diritti umani" ammette), ma "si stanno facendo importanti passi in avanti" ha precisato, "la donna in Iran non è sottomessa. Le donne sono in politica, nelle amministrazioni pubbliche, portano il taxi e spesso fanno lavori che noi donne in Italia non faremmo mai. Ma di questo la Innocenzi non ha parlato" ha detto ancora per poi concludere: "Il vice Presidente Iraniano Shahindokht Molaverdi che ho avuto modo di incontrare più volte mi ha spiegato il programma in atto per facilitare le donne. Si sta pensando soprattutto alle donne delle aree rurali. Per esempio si sta cercando di dare lavoro alle donne che sono divorziate con figli piccoli".

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