Sabato, 18 Settembre 2021

"Afterlife of the Party" nella top 10 Netflix è un mistero più grande dell'aldilà

È uscito il 2 settembre ed è andato direttamente in top 10, resistendoci per giorni in un mese in cui Netflix pullula di grandi e attesissime uscite. Stiamo parlando di Afterlife of the Party, film Netflix che riprende una storia vista e rivista molte volte sul piccolo e grande schermo, almeno dal 1978, quando uscì Il paradiso può attendere con Warren Beatty.

Come si può intuire dal titolo, a nostro giudizio Afterlife of the Party non è esattamente un capolavoro cinematografico, anzi la sua presenza nella top 10 di Netflix è - forse esagerando un po' - un mistero più grande di quello che ci attende dopo la morte. Questo non significa che Afterlife of the party sia un film sconsigliato sempre e comunque: proviamo a spiegarci meglio in questa recensione.

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Di cosa parla Afterlife of the Party

Come detto, la trama di questo film riprende un "topos letterario", cioè un tipo di storia, non proprio originale: la protagonista muore, va nell'aldilà, un angelo le concede un'altra possibilità per rimediare ai suoi errori e la protagonista torna sulla Terra.

La protagonista è Cassie, interpretata dalla cantante e attrice Victoria Justice, è una ragazza che organizza eventi ed è sempre a far festa, e convive con Lisa (Midori Francis, che abbiamo visto nella serie Netflix Dash & Lily), paleontologa seria e studiosa, amica-quasi-madre di Cassie praticamente da sempre. 

In una mattina di hangover, dopo un litigio con Lisa, Cassie cade in bagno, sbatte la testa e muore. Va - diciamo - alla reception dell'aldilà, dove l'angela le dice che, se non vuole andare all'inferno e guadagnarsi un posto in paradiso, deve sistemare le questioni in sospeso con Lisa e con i suoi genitori (separati da tanto tempo, o meglio con la madre che ha abbandonato Cassie tanti anni prima. 

Ci fermiamo qui nella sintesi della trama, non prima di invitarvi alla visione del trailer ufficiale del film

Perché vedere (e perché evitare) Afterlife of the Party su Netflix

Mettiamola così: c'è di meglio, ma anche di peggio rispetto ad Afterlife of the Party. Se cercate un bel film, uno di quelli che vi fa pensare per giorni, che vi rimane impresso per sempre nella memoria, che già mentre lo guardate dite "wow, che bello", allora lasciate perdere.

Quando si guarda un film-su-qualcuno-che-muore-e-torna-sulla-terra-per-rimediare-agli-errori, in sostanza scatta un meccanismo nella mente degli spettatori. La curiosità di sapere se, alla fine del film, il/la protagonista resta davvero nel regno dei morti o si guadagna un'altra chance per tornare in vita.

Ecco, se siete quel tipo di telespettatori, vale la pena dare una chance ad Afterlife of the Party per vedere come va a finire. La trama si segue praticamente a occhi chiusi, gli attori non sono malaccio, e nonostante qualche vuoto di scrittura il film si lascia guardare senza troppe difficoltà. A patto che non stiate cercando un vero grande film.

Perché, in quel caso, quasi sicuramente rimarrete delusi da un film che non ha niente di originale nella storia (forse a parte la presenza di questo cantante immaginario, Koop, interpretato da Spencer Sutherland), una commedia che non fa sorridere più di tanto, e che non è neanche particolarmente "hot" nonostante il fascino della protagonista. 

Insomma, Afterlife of the Party ricorda quelle commedie che una volta vedevamo su Italia 1 in seconda serata o in qualche pomeriggio d'estate: poco budget, nessuna particolare invenzione ma alla fine le guardavamo lo stesso per un paio d'ore leggere (anzi leggerissime) davanti alla tv. Basta saperlo prima, e ora siete avvisati: non fatevi trarre in inganno dalla presenza in top 10, o meglio non fatevi troppe illusioni. 

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