Lunedì, 1 Marzo 2021
per anni ha frequentato casa dell'imprenditore

"Vi racconto le feste di Genovese": parla Kristina, "la sua preferita"

A 'Live - Non è la d'Urso' la testimonianza di una modella che per anni ha frequentato assiduamente casa dell'imprenditore

(Nel video la testimonianza di Kristina)

"Ho deciso di metterci le faccia e dire tutto quello che so, perché nel giro di Genovese nessuno ha mai parlato, tutti coprivano sempre". Inizia così la lunga testimonianza di Kristina, ospite domenica sera a 'Live - Non è la d'Urso'. Per qualche anno la modella ha frequentato assiduamente le feste di Alberto Genovese, l'imprenditore accusato di aver stuprato una diciottenne durante uno dei tanti party che era solito organizzare nel suo attico di Milano. 

"Le ragazze vengono invitate dai modellari"

Alla corte di Genovese i pochi invitati uomini sono "modellari", spiega Kristina: "I modellari sono quei ragazzi che vanno per i casting e cercano ragazze che hanno bisogno di qualche cena perché la vita da modella non è così semplice come si pensa. Molte ragazze guadagnano 50 euro a settimana, quindi 200 euro al mese. I modellari le portano a cena, anche in ristoranti belli, e alcune di loro, quelle che fanno uso di stupefacenti, vengono invitate a certe feste". Tra loro, fino a due anni fa, c'era anche lei: "Quando l'ho conosciuto avevo 18 anni. Un modellaro mi aveva invitato in piscina e sono finita a casa di Alberto Genovese, per caso. Era giorno ma c'era già la cocaina e lui ha tentato un approccio con me. Io però non ci sono stata, no era il mio tipo e non ho mai avuto bisogno di correre dietro agli uomini ricchi. C'era champagne e droga e anche io ne ho fatto uso". 

Alberto Genovese e "la sindrome da sceicco"

Kristina ha partecipato a diverse feste di Alberto Genovese, anche a Ibiza, dove andavano con il suo jet privato. "Era sempre molto fisico - racconta la modella - Si avvicinava a tutte le ragazze, le prendeva da dietro, ci ballava in modo spinto. Offriva tutto lui e le ragazze ci stavano da quel punto di vista. Non aveva l'obiettivo di scegliere una ragazza e portarsela in camera, ma di fare festa e divertirsi. Le piacevano le ragazze molto giovani e belle. Aveva la sindrome da sceicco, amava essere circondato da ragazze senza altri uomini. C'erano solo modellari alle sue feste". 

"A Ibiza una ragazza è rimasta 3 giorni nella sua camera"

Tra le tante feste, Kristina non riesce a dimenticare un viaggio a Ibiza: "Eravamo 4 ragazze, compresa me, un modellaro e Alberto Genovese. Una ragazza della Lituania mi ha chiesto chi pagava tutto e ha iniziato a provarci con lui. E lui ci stava. Dopo pochissime ore si sono chiusi in camera e non li abbiamo visti per tre giorni. Siamo rimaste io, un'altra ragazza lituana e un'altra russa. Abbiamo fatto festa da soli. Lei non l'abbiamo più vista fino alla fine della vacanza in villa. Tre giorni chiusi in camera, vedevamo ogni tanto lui con una bottiglia di champagne e poi rientrava in stanza. Usciva solo per prendere da bere". Dopo tre giorni la ragazza compare in un'altra camera: "Era a letto, sporca di vomito e si era fatta la cacca addosso. Era in condizioni pietose, noi pensavamo fossero gli effetti della droga". Oggi, alla luce dell'accusa di stupro, il ricordo di Kristina è ancora più carico di angoscia: "Avendo letto cosa ha fatto alla ragazza che lo ha denunciato, ho supposto che quella volta potesse essere successo lo stesso. Ma posso solo supporlo, non ho le prove". Il racconto di quel giorno è pieno di dettagli inquietanti: "L'hanno messa sotto la doccia, ci è rimasta un'ora per riprendersi perché aveva l'aereo. Non ha voluto che chiamassimo l'ambulanza. Abbiamo cercato di ricomporla, l'abbiamo vestita, lei non ha più parlato. Camminava a gambe divaricate, è stata una scena che non potrò mai dimenticare. Noi stupidamente in quel momento abbiamo pensato che fosse tutta colpa sua, ma oggi ripensandoci mi sento in colpa per non aver fatto di più".

I rapporti tra Kristina e Alberto Genovese si chiudono bruscamente due anni fa, dopo il compleanno della ragazza. "Ha voluto organizzare la mia festa a Ibiza - racconta ancora - Gli dico ok, ma non volevo pià avere a che fare con la droga. Mi ero fidanzata, avevo smesso con tutto, avevo capito i veri valori. Lui organizza la festa in un locale e inizia a propormi la cocaina rosa, un miscuglio di droghe, quindi più forte. Insisteva perché voleva mi drogassi. La situazione non mi piaceva, non mi sentivo a mio agio. Alla fine ho ceduto. Purtroppo quando siamo tornati in villa ho avuto un crollo. Mi sono chiusa in camera e ho iniziato a piangere, mi sentivo male". Il giorno dopo ha preso un aereo e iniziato un nuovo capitolo della sua vita. 

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