Domenica, 9 Maggio 2021
nessun passo indietro

Amedeo Grieco sbotta: "Uno ha un'opinione diversa allora è omofobo. La prossima volta non staremo più attenti"

Intercettato dal programma 'DiMartedì', il comico del duo Pio e Amedeo risponde alle critiche ricevute dopo il monologo sul politicamente corretto

Amedeo Grieco a 'DiMartedì'

Nessun passo indietro da parte di Pio e Amedeo, che al contrario avvalorano quanto espresso venerdì scorso a 'Felicissima Sera' nel loro monologo contro il politicamente corretto, in cui hanno sminuito l'utilizzo di termini omofobi - come "fr***" e "ricch***" - sostenendo che "la cattiveria non sta nelle parole ma nelle intenzioni". 

Intercettato dall'inviata del programma 'DiMartedì', su La7, Amedeo Grieco ha ribadito: "Abbiamo detto semplicemente che le parole hanno un peso ma non è niente in confronto al peso delle intenzioni. E' incredibile che si faccia la guerra alla grammatica e non la guerra all'educazione". Il comico pugliese rigetta ogni accusa di omofobia: "Siamo stati in Russia con Vladimir Luxuria, a proposito di diritti, mentre gli altri mettono le bandiere arcobaleno su Instagram. Quello è un Paese dove si adescano i ragazzini omosessuali su Facebook, si incontrano, si pestano questi ragazzi, senza dire quella parole incriminata. Il nostro monologo - ha spiegato Amedeo - parte dall'idea di disinnescare la carica emotiva di quelle parole. Il problema secondo me è ancora autoproclamarsi comunità. Noi vediamo le persone, non guardiamo i generi, non è più tempo. Quello è il volano della discriminazione, autoclassificarsi in generi e categorie".

Pio e Amedeo: "Non trasformate il nostro monologo in politica da quattro soldi"

Più che dal pubblico, Pio e Amedeo sono stati attaccati molto duramente da diversi personaggi famosi e da politici di sinistra. "La sinistra intelligente ci dà contro perché ci ha ritwittato Salvini, ma Salvini evidentemente è una persona intelligente" ha detto ancora Amedeo, aggiungendo: "La prossima volta non staremo più attenti. Non vedo l'ora di andare in tv a ribadire il concetto. Questa dittatura grammaticale non ce la farà a passare. Se uno ha un'opinione diversa allora è omofobo. Chi mi chiama omofobo è un figlio di put***a". Infine, dopo le domande incalzanti della giornalista sui rischi di offendere qualcuno, tuona: "Ma perché un comico non deve essere superficiale? Noi parliamo alla pancia del Paese, dobbiamo intrattenere le persone che stanno vivendo un periodo di me*** e vogliono passare 3 ore in santa pace. Il politicamente corretto dice che non potrei raccontare nemmeno una barzelletta sui carabinieri, perché poi insorge la comunità dei carabinieri. E' un attimo eh".

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