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Sabato, 4 Dicembre 2021

Perché è impossibile non amare "Anni da cane", il primo film italiano di Prime Video

Il 22 ottobre su Prime Video è uscito Anni da cane, film diretto da Fabio Mollo (regista della serie Netflix Curon) che verrà ricordato negli anni come il primo film italiano prodotto dagli Amazon Studios. 

Al di là di questo primato, Anni da cane può sicuramente entrare nella lista dei film nostrani (e non solo) da vedere in questo periodo su Prime. Il perché lo spieghiamo in questa recensione, ma prima un breve riassunto della trama del film.

"Anni da cane", di cosa parla il film Prime Video

In fase di presentazione, Amazon aveva così spiegato la premessa e il titolo del film: "Anni da cane racconta la storia di Stella, un'adolescente impacciata, cinica, piena di immaginazione e tormentata. Dopo un incidente in auto che le cambia la vita e in cui è coinvolto anche un cane, si convince che i suoi anni vadano contati come quelli dei cani: uno ne vale sette, e ora che sta per compiere sedici anni, in realtà, è una centenaria".

Non diciamo una parola di più sul perché Stella, la protagonista interpretata da Aurora Giovinazzo, conti gli anni in questo modo, perché è ciò che dà senso a tutto il film e non è questo il luogo per fare spoiler. Possiamo però dire che Stella va al prestigioso liceo Mamiani di Roma e che la sua migliore nonché unica amica si chiama Nina (Isabella Mottinelli), che avrebbe anche un fidanzato di nome Alberto o Alessio o come si chiama (questa è una battuta per chi ha visto il film), ma lui è sempre impegnato e non si vede quasi mai.

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Insomma, il punto è che Stella ha "deciso" che a sedici anni morirà, quindi con Nina compila una lista di cose da fare prima del prossimo e ultimo compleanno. Cose normali, come andare a una festa delle ragazze più popolari della scuola, o come fare sesso con qualcuno, o almeno baciarlo.

Solo che il primo bacio, a una festa per cui ottiene un invito dietro la promessa di sdebitarsi, lo dà a Giulio (Luca Vannuccini), che però è gay. Poco male, perché così Stella ha almeno un'altra persona vicina. A casa, intanto, le cose non vanno benissimo: Stella vive con la madre Rita (la grande Sabrina Impacciatore), una commercialista che per qualche motivo si affida ai tarocchi, e la sorella maggiore Ludovica (Romana Maggiora Vergano), che mal sopporta questa cosa del contarsi gli anni come un cane. 

Il giorno dopo Stella si sdebita andando a tenere un corso di punto croce (di cui non sa nulla) in un centro anziani, finendo per addormentarsi al tavolo, e venendo svegliata da un altro ragazzo, Matte (Federico Cesari, già visto in Skam Italia), che in realtà aveva già visto la sera prima alla festa. A questo punto abbiamo presentato i personaggi e la storia, ci possiamo fermare qui, invitandovi a dare uno sguardo al  trailer ufficiale di Anni da cane, in cui si vede anche la special guest star Achille Lauro, negli sfavillanti panni di sé stesso.

Perché guardare "Anni da cane"

Se avete visto Sul più bello, film italiano disponibile su Prime da gennaio 2021, la storia di una ragazzina che fa una lista di cose da fare prima di morire vi è familiare, solo che in quel caso la protagonista aveva una malattia genetica tanto rara quanto certificata dai medici, e non una strana fissa sul fatto di dover morire a 16x7 anni. 

Insomma, messa così Anni da cane non sembra molto originale, e non ha neanche la carica emotiva di Sul più bello. Eppure, è difficile, molto difficile, non voler bene al personaggio di Stella, una ragazza così sghemba e fuori di melone (come dicevano i giovani di una volta) che è impossibile non affezionarsi a lei nonostante tutti i suoi continui errori. 

A seconda dei casi e delle persone, ci si può facilmente immedesimare o rivedere in lei una compagna scuola, goffa e adorabile, brillante eppure spesso pronta a fare la cosa sbagliata al momento sbagliata. Il merito dell'empatia che scatena Stella, oltre che del regista Mollo e degli sceneggiatori Mary Stella Brugiati e Alessandro Bosi, è senza dubbio da attribuire alla giovane attrice Aurora Giovinazzo. 

La sua prova conferma quanto di buono avevamo visto in Freaks out, il film presentato al recente Festival del Cinema di Venezia. Per comprenderla meglio, possono aiutare la parole del regista di Freaks out, ovvero Gabriele Mainetti, che sul proprio canale Facebook ha scritto un lungo post su di lei, del quale vi riportiamo la prima parte:

"Ho provinato molte bambine e ragazze per il ruolo di Matilde. Dagli 11 ai 18 anni. Frustrato picchiavo la mia capoccia contro il muro: 'Non la troverò mai! Dopo Ilenia in Jeeg, un'anima così dove la pesco? Piccola, per giunta! Serve un'attrice vera, bella, romana, forte, fragile'.

Quando Aurora Giovinazzo 15 anni entra nella stanza ho il volto abbassato. Si presenta. Le sorrido stanco e iniziamo il provino. La scena vede Matilde scontrarsi con Fulvio, che sarà poi interpretato da Claudio Santamaria. Al tempo era letto dall'aiuto casting, un ragazzo di quasi 30 anni alto più di metro e ottanta. Deciso e minaccioso si avvicina ad Aurora. Non fa in tempo a fermarlesi vicino che lo catapulta a terra con una spinta. Mi accendo. 'Aurora giusto?' – 'Sì.' – 'Bene! Tieni la rabbia, però stavolta incassa.' - Aurora chiusa nella sua coccia non ha incassato [...]".

Ecco, in Anni da Cane Aurora Giovinazzo è di una bravura davvero rara per la sua età. Dà uno spessore "naturale" al suo personaggio, come se non recitasse e fosse solo sé stessa. Il "pre-finale" del film, di cui non diciamo niente, è in tal senso esemplare, perché è come se imparassimo a conoscere davvero quella compagna di scuola un po' strana a cui volevamo bene ma della quale ci sfuggiva qualcosa. 

E d'accordo, Anni da cane non è una storia particolarmente originale, e questo film probabilmente non è un capolavoro assoluto, ma il personaggio di Aurora Giovinazzo è così vero che pare davvero di conoscerla da sempre anche nella vita reale. E quindi, come fatto per Francesco Cavallo di Mio fratello, mia sorella, non possiamo che felicitarci per un altro giovane e cristallino talento del cinema italiano. Insomma, dalle parti di Amazon possono essere soddisfatti per questo primo film prodotto nel nostro Paese. 

Voto: 7.5

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