Lunedì, 12 Aprile 2021

Antonio Ricci: "Achille Lauro? Un prodotto di marketing, si finge trisessuale per essere più trendy"

Il padre di Striscia la Notizia stronca il cantante di "Rolls Royce". "Non lo trovo sincero", dice, avendo da ridire anche sulla sua immagine da "maledetto"

Senza peli sulla lingua, senza alcuna volontà di compiacere nessuno, Antonio Ricci continua a sparare ad alzo zero contro chiunque. Lo ha rifatto in un'intervista al Corriere della Sera, interrogato da Aldo Cazzullo.

Il giornalista ha passato in rassegna vari personaggi che nel corso degli anni sono finiti sotto l'attenzione di "Striscia la notizia" e di Antonio Ricci, tra tapiri e polemiche. Da una bordata a Pippo Baudo ("vero e malvagio segretario della Dc" e "potentissimo", spesso in competizione con il quasi coetaneo Renzo Arbore), a una battuta su Emilio Fede ("Agiva come tutti i direttori di tg; ma lui, essendo maldestro, lo faceva capire meglio") e una critica al vetriolo contro Claudio Baglioni, senza dimenticare la politica, il discorso cade su Achille Lauro.

Antonio Ricci contro Achille Lauro: "Un prodotto di marketing"

Ricci non si fa pregare: "Non lo trovo sincero. Penso sia un ottimo prodotto di marketing, un perfetto indossatore per Gucci". 

Il giudizio di Ricci è netto. "Per fare il trapper raccontava nelle interviste di essere cresciuto nella miseria, tra droga e carcere. Appena arrivato al festival di Sanremo, per allargare il suo pubblico, ha spacciato la sua canzone sulla droga Rolls Royce come se fosse la rilettura della Balilla di Giorgio Gaber. Abbiamo avuto cantanti e poeti che hanno apertamente scritto opere sull’argomento droga, sinceramente e senza problemi. Lui, appena annusato l’odore del quattrino, si è genuflesso a Gigi Marzullo. Un vero “maledetto” doc".

"È riuscito a sostenere che il suo album 'Dio c’è' sia una riflessione religiosa, quando invece è l’acronimo di DrogaInOfferta CostiEconomici. Ha ricevuto pure il plauso dell’Avvenire. Quest’anno è venuto fuori che suo padre è un magistrato di Cassazione e che andavano in vacanza a Cortina. Non vorrei offendere, ma, secondo me, è assolutamente etero, fa finta di essere trisessuale solo per essere più trendy", conclude Ricci.

Antonio Ricci sul "caso Giovanna Botteri": tutto è nato da "una fake news"

L'autore torna poi anche sul "caso Giovanna Botteri". Ricci ribadisce: "tutto è nato da un fake news, l'idea che Striscia l'avesse insultata". "In realtà era un servizio a difesa della Botteri, una pippa inutile, non certo un servizio satirico. Uno di quei pezzi che definisco 'defatiganti' e che con arte norcina da bartender mescolo nel cocktail di Striscia per dare un respiro, e far risaltare il servizio successivo. Eppure a sinistra è partita la solita invidia del martire della Chiesa cattolica", accusa Ricci, alfiere della battaglia contro il politicamente corretto, che definisce come "qualcosa di aberrante, di liberticida, che conduce alla censura più bieca e alla reazione più reazionaria".

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