Venerdì, 29 Ottobre 2021
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Ascolti tv, Giletti sul ritardo: "Stranamente Fazio non è sceso sotto il 14%"

I dati di domenica 12 novembre sono arrivati nel tardo pomeriggio di lunedì 13 per dei problemi tecnici: ottimo risultato per la prima puntata de "Non è l'arena" su La7, ma il padrone di casa nutre qualche dubbio

Buona la prima. L'esordio di Massimo Giletti su La7 è andato molto bene, anche se i dati Auditel non convincono del tutto il conduttore de "Non è l'arena". 

Quasi 2 milioni di telespettatori e l'8,92% di share per il programma "sfrattato" da Rai 1, contro i 3 milioni e 767 mila che invece hanno seguito "Che tempo che fa", il talk show di Fabio Fazio che quest'anno non spicca certo per ascolti. E proprio su questo Giletti nutre dei dubbi, soprattutto dopo il clamoroso ritardo con cui sono stati comunicati. I dati di domenica 12 novembre, infatti, sono arrivati nel tardo pomeriggio del giorno dopo, invece che in mattinata, per un "problema tecnico". 

"Mi pare talmente strano - ha commentato Giletti su Il Giornale - Secondo me qualcuno dovrebbe capire meglio quanto è successo. Anche perché stranamente 'Che tempo che fa' non è sceso sotto il 14% nonostante la forte concorrenza nostra e di altri canali".

Il giornalista è comunque soddisfatto dell'ottimo risultato: "Un esito oltre ogni nostra aspettativa. Però voglio prima di tutto sottolineare che è stato il risultato di un grande lavoro della mia squadra che ha avuto il coraggio di lasciare la Rai e di tutta La7 che mi ha supportato in ogni modo". Infine, l'inevitabile stoccata alla Rai: "Io non volevo vendicarmi. Volevo solo continuare a fare il giornalista e non lo showman, come mi avevano proposto. Però, se sono riuscito a fare questi risultati in prima serata su La7 con un budget molto inferiore a quello che avevo a disposizione su Raiuno, qualcuno deve fare un esame di coscienza. Non ho nulla contro l'azienda in cui ho lavorato per trent'anni. Ce l'ho solo con quella persona che ha deciso di mettermi nelle condizioni di andare via proponendomi di fare il presentatore degli show del sabato sera, come Pippo Baudo, chiudendo un programma che alla domenica pomeriggio era visto da quattro milioni di persone. E' una ferita che resterà aperta per molto tempo. In questo momento provo un misto di gioia per il successo, di fatica per il grande lavoro, ma ancora tanta amarezza per una decisione che non riesco ancora a spiegarmi. Anche se capisco benissimo che le responsabilità vanno ricercate in ambienti politici superiori a quello della direzione generale della Rai".   

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