Lunedì, 26 Luglio 2021
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"Awake", perché guardare e perché non guardare il film Netflix sul mondo insonne

La recensione

I protagonisti di Awake, il film di Netflix disponibile dal 9 giugno

Il 9 giugno su Netflix è uscito Awake, film di genere thriller fantascientifico, solamente omonimo di quell'Awake - Anestesia cosciente del 2007 con il futuro giovane Anakin Skywalker, Hayden Christensen, e di Awake - Il risveglio, uscito nel 2019.

Il titolo del film, ad ogni modo, fa riferimento alla strana situazione che racconta, in un mondo che dopo una tempesta solare vede gli esseri umani (e gli scimpanzé) costretti a rimanere svegli (awake in inglese), senza riuscire a dormire. Questo strano fenomeno dà il titolo al film, ed è il nucleo fondamentale di tutta la trama.

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Awake, di cosa parla il film Netflix

Intorno al nucleo, gravitano i personaggi del film diretto da Mark Raso (che ha scritto la sceneggiatura col fratello Joseph). La protagonista assoluta è Jill (Gina Rodriguez), ex dottoressa-soldata vedova con qualche problema di spaccio che l'ha costretta a lasciare la divisa dell'esercito e ad affidare i figli Noah (Lucius Hoyos) e Matilda (Ariana Greenblatt) alla loro nonna (Frances Fisher), per sbarcare il lunario come addetta alla sicurezza di un centro di ricerca universitaria (e trafugando pillole di psicofarmaci da rivendere per arrotondare).

Dopo un turno di notte, Jill va a prendere i figli per portarli a casa, ma mentre i tre sono in auto c'è un black out totale che blocca tutto il mondo: impianti elettrici degli edfici, illuminazione stradale e anche tutti i congegni elettrici, macchine comprese. L'auto di Jill quindi si spegne di colpo e finisce in un lago, ma grazie alla prontezza di riflessi di Jill e al soccorso dello sceriffo che rianima Matilda, la famiglia ne esce sana e salva e torna a casa della nonna.

La sera né Jill, né Noah, né la nonna Doris riescono a dormire, mentre Matilda prende sonno normalmente. La mattina dopo Jill va a lavoro, e scopre che nessuno nel mondo è riuscito a prendere sonno, a parte una signora anziana, il cui caso è considerato così rilevante che la dottoressa Murphy, che dirige il laboratorio, decide di creare un'intera struttura scientifica per studiare il caso della signora.

Jill allora rivela a Brian, l'assistente di Murphy, che anche Jill ha dormito tranquillamente; Brian prova a convincerla a portare la bambina nel nuovo centro, ma Jill non si fida molto e, non senza difficoltà, inizia a scappare con i suoi due figli, con la speranza che succeda qualcosa prima che lei e Noah muoiano per le conseguenze dell'insonnia. 

Se la storia vi ha incuriosito, potrebbe interessarvi il trailer ufficiale del film

Perché vedere Awake: il fascino della premessa

La premessa del film, in effetti, è molto interessante. L'insonnia forzata, i riflessi che si allentano, le facoltà mentali sempre più sconnesse, le allucinazioni: solo evocando un mondo in cui la gente non riesce più a dormire si scatena la fantasia immaginando possibili scenari di ogni tipo.

Se poi ci aggiungiamo un pericoloso viaggio on the road, compagni di strada più o meno improbabili e imprevisti vari, allora Awake è un film che merita di essere visto, anche per imparare qualcosa di più sulle conseguenze della privazione del sonno, e su come venga usata per torturare. 

Sì, in questo senso Awake è un film consigliabile, per lo meno a chi è affascinato dalla premessa da cui prende spunto tutto il film. Però bisogna anche essere onesti fino in fondo, e riconoscere che Awake ha diversi difetti, che possono rovinare la visione agli spettatori più esigenti.

Perché non vedere Awake (spoiler): troppe questioni irrisolte

Non a caso, sui siti di recensioni Rotten Tomatoes e Metacritic Awake ha ricevuto diverse critiche negative. Segno che qualcosa, nella storia raccontata dai fratelli Raso, non funziona come dovrebbe.

Proviamo quindi a evidenziare alcuni punti deboli. Iniziando dai personaggi. Doris, per fare un esempio facile, è la madre o la suocera di Jill? Non è ben chiaro, così come non è chiaro come sia morto il padre di Noah e Matilda, di cui si sa che era un soldato. 

A proposito, che fine fa Doris? E il sacerdote ex tossicodipendente che prova ad aiutare Matilda? Non si sa. Come non si sa perché la prigione dove si trovava Dodge è stata improvvisamente aperta lasciando scappare i detenuti.

Altra questione insoluta: sopra la testa della dottoressa Murphy, cosa stanno facendo i potenti che governano gli Stati Uniti e il mondo? È tutto lasciato alla deriva o c'è un piano, e se sì quale?

Senza spoilerare troppo, un ultimo dubbio: qual è il significato del finale? Ci sarà un sequel?

Awake, il giudizio complessivo sul film Netflix

In definitiva, possiamo dire che Awake non è del tutto un film da buttare, ma ha molti limiti. Spieghiamolo con due paragoni.

Il primo è con Insomnia, film del 2002 con Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank. Certo, un cast del genere aiuta, ma Insomnia riesce, pur con tutte le sue pesantezze, a far percepire il fastidio per la mancanza di sonno, a spiegarne il disagio, a far vivere allo spettatore sensazioni così fastidiose da tenerlo incollato allo schermo. In Awake, invece, queste sensazioni sono quasi del tutto assenti, e non è da escludere che, per paradosso, ci si possa addormentare guardando il film.

Il secondo paragone è con Chaos Walking, film da poco uscito su Prime Video che racconta di un pianeta in cui gli uomini non riescono a nascondere i propri pensieri. Anche Chaos Walking non è esente da difetti, ma comunque riesce a far passare quel disagio, quella difficoltà: riesce, in sostanza, a catapultare gli spettatori in una dimensione di "spaventosa empatia". E anche questo, in Awake, è quasi impercettibile. 

Alla fine del film, piuttosto, resta una sensazione di incompiutezza, di pezzi mancanti che non permettono di godere appieno del prodotto finale. In un certo senso, quasi come se Awake fosse solo un episodio pilota di una serie tv, girato un po' in fretta per anticipare la concorrenza. Il materiale di base è buono, ma forse sarebbe servito un po' più di tempo per renderlo un film da consigliare senza se e senza ma.

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