Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Se il premier Conte e Barbara d'Urso si danno del tu

Mentre il presidente del Consiglio parla dell'emergenza Coronavirus, il sottopancia recita: "Tra poco Morgan si sottoporrà alla macchina della verità"

Barbara d'Urso e Giuseppe Conte a 'Live - Non è la d'Urso'

Mentre il premier Giuseppe Conte parla dell'emergenza Coronavirus, il sottopancia recita: "Tra poco Morgan si sottoporrà alla macchina della verità dopo il caso scoppiato a Sanremo (vedi alla voce Bugo, ndr)". Basterebbe solo questo a scolpire nell'immaginario mediatico il tilt di registri stilistici andato in scena domenica sera a 'Live - Non è la d'Urso', quando Barbara d'Urso ha ospitato il presidente del Consiglio per fare il punto sulla situazione sanitaria in Nord Italia. Ma a rimanere in saecula saeculorum nella mente dei telespettatori sarà soprattutto la capacità della conduttrice di portare il presidente (ovvero la quarta carica dello stato) a darle del "tu", in pieno stile d'Ursiano e per buona pace dei toni istituzionali, della grammatica politica, delle etichette reverenziali. Un approccio tale da fare notizia.

E pensare che tutto era cominciato con una netta algidità di Conte. "Presidente, scusami, io sono abituata a dare del tu", aveva sancito d'Urso ad inizio puntata, cominciando a rivolgersi al premier in maniera così confidenziale da mandare in iperventilazione gli esperti di galateo su Twitter. "Buonasera signora d'Urso, faccia pure", aveva risposto lui, mantenendo il 'lei' e tenendosi impermeabile a cotanto approccio. Tanto da far sperare, almeno per qualche minuto, che no, lui non avrebbe ceduto alla collusione stilistica a cui in passato cedettero Silvio Berlusconi (capostipite del trend), Matteo Renzi e Matteo Salvini. E invece il 'tu' non ha colore politico e, all'undicesimo minuto di intervista, il nostro cede - senza neanche rendersene conto, almeno all'apparenza - e si lascia andare ad un plateale e quasi romantico"ti sentivo sorridere, anche se non ti vedo" che segna il punto di non ritorno. La missione di Carmelita è compiuta.

Le domande di d'Urso sono poste nella maniera più chiara e diretta possibile, persino severa, a voler interpretare in un capolavoro d'empatia crescente la famosa 'pancia del paese' che in questi giorni brontola - giustamente - più del solito. "Sono quelle semplici, quelle delle casalinghe a cui porto il caffeuccio ogni pomeriggio", evidenzia la presentatrice con un certo orgoglio, concedendosi un riferimento a quello che è ormai un vero e proprio topos della sua antologia. Tanto paillettata quanto lady di ferro, Barbara incalza il premier con quesiti serrati e una gestualità carica che ne sottolinea ogni concetto (un po' come quando, nell'aprile 2018, in occasione delle consultazioni al Quirinale, Silvio Berlusconi legittimava i punti programmatici del comunicato di centrodestra letto da Matteo Salvini conteggiandoli con le mani). Lui parla, lei governa il flusso di comunicazione: "Sì, però scusami presidente", "Dicci la verità", "Ah sì, questo è vero", "Dimmi, dimmi", "Scusami se mi permetto", "Vi rendete conto?", "Fai un appello, Giuseppe". È la celebrazione del funerale di quel politichese che è stato tanto bistrattato negli ultimi anni. Non a caso Conte, dal canto suo, ha già abbandonato giacca e cravatta per l'occasione ed indossa un maglioncino grigio tinta con la sala operativa della Protezione Civile da cui è collegato. 

"Scusami presidente, avete chiuso i voli dalla Cina. Ma i primi giorni non erano chiusi: queste persone facevano scalo a Dubai e non venivano controllate, io per 3 giorni ho mostrato modestamente l'arrivo di ragazze dalla Cina attraverso la Germania", è uno dei primi punti sollevati dalla conduttrice. "Lei dice che sono passati 3 giorni, io dico anche meno", replica il premier, che dà ancora del lei. "Tenga conto che le nostre misure, a livello europeo, sono state ritenute al livello massimo di rigore", afferma ancora. "Scusami, voglio lanciare insieme a te un vento di ottimismo", ribatte D'Urso.

Poi, al minuto 11.33, il superamento delle Colonne d'Ercole. "Uno si domanda, per esempio: possiamo prendere la metropolitana, il tram, possiamo camminare per strada?", domanda Barbara. E Conte accenna un sorriso. "Tu ridi, ma qua siamo messi così", replica lei. "No, ti sentivo sorridere, anche se non ti vedo". Ed è ora che arriva il gran finale. La discussione si sposta su Salvini e i toni si fanno ancora più informali. "Senti, presidente, ma perché Salvini dice 'Conte chieda scusa'?", domanda schietta e sorniona d'Urso. "Ti do del tu anche io - conclude il premier - Lui vorrebbe le scuse dallo scorso agosto, ma allora ho solo detto ciò che dovevo. Gli ho mandato un WhatsApp ma non mi ha neanche risposto". "Va bene - decreta Carmelita - L'importante è che voi andiate avanti come state facendo, perché come puoi ben immaginare noi italiani in questo momento di allarme non vogliamo lotte politiche. Io ora vado dalla virologa per sapere quelle due o tre cose fondamentali per noi cittadini". 

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