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Sabato, 4 Dicembre 2021
l'intervista a today

Beppe Convertini: "Mia mamma ha fatto anche da padre, oggi cerco di restituirle tutto"

Il conduttore è venuto a trovarci in redazione e si è raccontato tra carriera e privato

Per la terza stagione consecutiva al timone di Linea Verde - che sta registrando ottimi ascolti, con una media a puntata del 22% di share, confermandosi uno dei programmi televisivi più amati - Beppe Convertini sta vivendo un periodo professionale d'oro. Il conduttore è uno dei volti di punta in casa Rai, sempre pronto a nuove sfide, come con Azzurro, nuovo format trasmesso in estate, ed Evoluzione Terra, programma che andrà in onda dal 28 novembre, la domenica mattina, sempre sull'ammiraglia. Dietro il professionista c'è l'uomo, fortemente legato alla sua terra, la Puglia, ma soprattutto alla famiglia. A 17 anni ha perso il papà e a lui e alle sue sorelle ci ha pensato la mamma, verso cui nutre una profonda gratitudine, come ha spiegato ai microfoni di Today: "In questi anni ho cercato di restituirle tutto quello che mi ha regalato, oltre all'amore".

Terza stagione di Linea Verde, un programma che va in onda da quarant'anni eppure continua ad essere amatissimo e molto seguito dal pubblico. Qual è il segreto di questo successo?
"E' un programma che racconta la provincia, la parte più autentica dell'Italia, quindi di conseguenza racconta storie di grandi donne e grandi uomini che fanno sì che la nostra agricoltura, il nostro allevamento e il nostro artigianato siano apprezzati in tutto il mondo. Racconta la bellezza del panorama italiano, montagna, laghi, fiumi, da nord a sud, comprese le isole, racconta le tradizioni, gli usi e i costumi, le eccellenze enogastronomiche. Soprattutto con Linea Verde raccontiamo quei borghi che non sono negli itinerari turistici classici, quindi si va alla scoperta di posti che non sapevi nemmeno ci fossero".

In passato ci sono state conduzioni molto longeve, penso a Patrizio Roversi, ad esempio. Ti piacerebbe una lunga serialità con Linea Verde?
"Devi amare viaggiare, perché sei continuamente fuori dalla tua città. Devi amare scoprire posti nuovi e conoscere gente nuova, cercare di mettere le mani in pasta in tutte le cose che si fanno. Magari sei negato e non ci riesci, ma ci provi a mungere una mucca o a preparare un formaggio, come andare a coltivare. E' facile amare i viaggi nella nostra Italia, è così bella e unica, conosci dei luoghi pazzeschi. Io lo farei a vita". 

Tra poco su Raiuno arriva un tuo nuovo programma...
"A fine novembre, sempre di domenica, alle 10.30, parte Evoluzione Terra. E' un programma legato all'agricoltura al femminile, andremo a raccontare storie di donne imprenditrici. Questo mondo una volta era quasi del tutto maschile, oggi invece le donne sono molto più intraprendenti e anche molto più brave degli uomini". 

Questa estate invece ti abbiamo visto al timone di un altro programma su Raiuno, Azzurro. Lì raccontavi storie di mare.
"Abbiamo il mare più bello del mondo. Innanzitutto abbiamo visitato dei posti incredibili, ma soprattutto abbiamo raccontato anche dei mestieri che sono in via di estinzione, come il nassarolo, un lavoro che ormai pochissimi vogliono fare. Siamo andati a conoscere il guardiano del faro, anche quello un mestiere molto particolare. Alle Tremiti, ad esempio, abbiamo raccontato una storia molto speciale: questo guardiano del faro, figlio di un guardiano del faro, suo nonno era una guardiano del faro, ha sempre vissuto una vita in solitaria e per lui era quasi strano incontrare qualcuno". 

Sei pugliese, di Martina Franca, che rapporto hai con il mare?
"Martina Franca è in collina, in Valle d'Itria, e sono equidistante dal Mare Ionio e dall'Adriatico. Andare al mare per me è sempre stato un sogno. Il mare mi dà quel senso di libertà che nient'altro mi dà, forse solo l'andare a cavallo. E' qualcosa di unico. Ogni volta che mi immergo nel mare tutti i cattivi pensieri vanno via. Voglio spezzare una lancia a favore di Taranto, che ha un mare straordinario. Andiamo a scoprire Taranto, che è una città davvero incredibile e c'è un mare dai colori unici". 

Vivi a Roma da anni, sei spesso in viaggio. Ti manca la tua terra?
"Mi manca molto, anche se ci vado spesso. Ho mamma che ha 84 anni, ho perso mio padre quando ne avevo 17, quindi ho un legame molto forte con lei. Poi ci sono le mie sorelle, i nipoti, i bisnipoti. Tutta la mia famiglia è lì e quando ho la possibilità ci vado sempre. Come se una parte di me è lì e ogni volta è davvero tornare a casa. Certo Roma, come Milano e Torino, dove ho vissuto, sono sempre casa, però la casa d'origine è quella. Quando ti perdi nel labirinto bianco, tra gli intarsi di barocco della cittadina, sono quei posti che conosci benissimo. In ogni angolo c'è un ricordo, una memoria storica. E poi incontri quelle persone che conosci da sempre, al di là degli amici, dei compagni di scuola, proprio quelle persone che hai visto sempre nella vita, per tanti anni". 

Sei molto legato alle tue origini, ma soprattutto sei molto legato a tua mamma...
"C'è sempre stato un legame fortissimo, fin da bambino, perché mamma era un po' quella mamma protettiva. Papà faceva il camionista, non c'era quasi mai. Poi lui era molto simpatico all'esterno, ma in famiglia era il classico papà, poco amico, come invece si usa oggi. Il papà che ti guardava e sapevi che non c'erano vie d'uscita. L'ho perso a 17 anni e mamma è diventata una figura fondamentale, è stata molto madre ma anche molto padre. E' stata una donna capace di crescere tre figli, e poi anche i nipoti, ma lasciandoci molto liberi. In questi anni ho cercato di restituire a lei tutto quello che lei mi ha regalato, oltre all'amore, ma proprio il suo sforzo e la sua fatica per farmi crescere, per darmi un'istruzione e un'educazione. Tutte le estati la porto in vacanza più di una volta. Mi piace molto l'idea che un figlio possa finalmente donare alla propria madre e al proprio padre un po' di quello che ha ricevuto da sempre. Bisogna imparare a dire 'ti voglio bene mamma' e 'ti voglio bene papà', perché sono quelle cose così scontate che molto spesso non si dicono, e poi non ci sarà più il tempo per dirlo".

A luglio hai compiuto 50 anni. Lo hai fatto il famoso bilancio?
"Non l'ho fatto ancora. Credo però che io sia molto fortunato: ho una famiglia che mi ama e che amo, un lavoro che mi piace molto. Il brizzolato e le rughe sono i segni delle mie esperienze di vita. In 50 anni sono accadute tantissime cose. Sono stato molto fortunato perché ho incontrato persone speciali che hanno arricchito il mio bagaglio culturale e di esperienze". 

E nei prossimi 50 cosa vedi e come ti vedi?
"Credo di tornare in Puglia. Mi vedo nella mia terra, magari in un trullo, a coltivare, con le galline, i cani, i conigli. Una vita un po' più bucolica e a contatto con le persone che fanno parte da sempre di me. Immagino anche lunghe passeggiate sul mare, a cavallo. Credo di vedermi così".

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