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Martedì, 31 Gennaio 2023

Claudio Pizzigallo

Giornalista

Se un film si vanta di aver vinto un festival a "Melbourne, Austria", non è un buon segno

Come si fa a capire se un film merita o no di essere visto? Il metodo migliore è affidarsi alle recensioni (sì, forse il nostro giudizio è di parte), così da farsi un'idea di quello che andremo a vedere (o che eviteremo). Ma nel mare magnum delle piattaforme di streaming, con decine e decine di titoli nuovi ogni mese, può capitare di imbattersi in un film la cui sintesi pare interessante, cercare pareri online e non trovarne (ancora). E quindi, che fare? Beh, si può aspettare che qualcun altro lo guardi e dica il suo parere, o si può accettare il riaschio e fidarci del nostro istinto.

C'è però un altro modo per capire che un film non è esattamente un capolavoro, senza doverlo vedere tutto, ed è fare attenzione ai titoli di testa. E questa è proprio la recensione di un film che abbiamo visto tutto, ma che ci saremmo potuti risparmiare interrompendolo prima della scena iniziale. Il film in questione è Black Easter, ed è uscito a fine giugno su Prime Video: prima di parlare del clamoroso errore nei titoli di testa, riassumiamo un attimo la trama del film (a beneficio di chi comunque lo vuole guardare).

Che film è Black Easter

Black Easter, in italiano Pasqua Nera, è un film del 2021 di genere fantascientifico-avventuroso-drammatico-religioso scritto e diretto da Jim Carroll, interpretato da Morgan Roberts, Donny Boaz, Heidi Montag e Jason Castro.

Un gruppo di giovani e intelligentissimi scienziati è stato assunto  da un ricco uomo d'affari arabo di nome Ahmed Amir, che ha messo loro a disposizione un laboratorio ben equipaggiato. L'obiettivo è, nientemeno, creare una macchina per il teletrasporto. 

Gli esperimenti e i test proseguono senza grossi risultati, finché il più brillante del gruppo, Ram Goldstein, capisce cosa non funziona e prova a fare una modifica, che però - come capisce poco dopo - trasforma la macchina per il teletrasporto in una macchina del tempo.

Viaggi nel tempo e BLM, su Netflix c'è un piccolo gioiello: il film "See you yesterday" 

Intanto, Ram scopre che Ahmed ha messo in piedi tutto questo laboratorio con lo scopo di sostenere a livello logistico gruppi terroristici (di matrice islamica, sembra di capire), a cui far arrivare armi e provviste appunto col teletrasporto: ed è strano, visto che i genitori di Ahmed sono stati uccisi proprio da dei terroristi islamici. 

Ad ogni modo, quando Ahmed a sua volta scopre che Ram ha di fatto creato una macchina del tempo, cambia i suoi piani e decide per una soluzione che più estrema non si può: mandare qualcuno indietro nel tempo per uccidere Gesù Cristo, o meglio per capire se sia davvero il figlio di Dio, e quindi sfuggire alla missione omicida. 

Il compito di assassinare il Signore viene affidato a un pover'uomo che ha da poco perso moglie e figlie in un incidente d'auto, pochi secondi dopo che sua moglie aveva detto qualcosa come "sento che Dio ci sta per far succedere qualcosa di brutto".

E naturalmente, a Ram e i suoi amici-colleghi spetta il compito di bloccare il folle piano di Ahmed, e quindi di salvare Gesù Cristo. A dire il vero, anche i collaboratori musulmani di Ahmed provano a dissuadere il loro capo, ricordando che Gesù è anche un profeta dell'Islam, ma Ahmed va dritto per la sua strada. 

Se la trama vi ha incuriosito, vi consigliamo di vedere il trailer ufficiale (in inglese) di Black Easter pubblicato su Youtube

L'errore "di geografia" nei titoli di testa di Black Easter

Non succede spesso che nei titoli di testa di un film scorra un lungo elenco di premi ricevuti, ma è quel che succede in Black Easter. Solo che, tra un Christian Film Festival, un Calcutta International Cult Film Festival e un Honolulu Film Awards, subito prima che sullo schermo compaia il titolo del film, una scritta attira l'attenzione dei lettori-spettatori, o almeno di chi ci fa caso.

La scritta è "Winner Phoenix Festival Melbourne Austria". Sì, Melbourne Austria. tanto che ci è venuto il dubbio che in Austria ci fosse una città omonima della ben più nota metropoli dell'Australia. Invece no, non è così: Black Easter ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura al Phoenix Festival (e non c'entra la città USA di Phoenix) di Melbourne, Australia.

Certo, un errore può capitare a tutti, ma volendo proprio far iniziare il film con una carrellata di allori ricevuti in festival cinematografici non di primissimo livello, non sarebbe stato meglio leggere con attenzione le scritte sullo schermo, prima di chiudere il montaggio, la produzione e mandare il film ad Amazon Prime Video che lo ha pubblicato in Italia e "in oltre 240 territori del mondo", come da frase istituzionale di Amazon?

Forse sì, sarebbe stato il caso. Ma così non è successo, e il film inizia subito dopo questa enorme, colossale topica geografica...

Black Easter è un film così brutto?

In fondo, l'idea alla base di Black Easter non è neanche così male. Anzi, forse era fin troppo ambizioso pensare di fare un film a basso budget per raccontare di un viaggio nel tempo verso il 33 d.C. allo scopo di annientare alla base il cristianesimo, e della battaglia per evitarlo.

E alla fine, qualche scena interessante la si vede anche, qui e lì. Però, al di là della gaffe iniziale, ci sono diverse cose che non funzionano. Nella storia, nella recitazione, nella regia, un po' in tutto.

Detto ciò, a qualcuno Black Easter può anche piacere (e su Rotten Tomatoes c'è chi lo promuove). Per esempio può essere divertente vederlo tra amici, commentandolo in diretta per scherzare sulle lacune di trama e del resto. Di certo, possiamo dire che molto difficilmente questo film vincerà un Oscar a Los Angeles, Calabria...

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