La Prova del Cuoco, un altro pesante addio: chef Kumalè lascia

Lo ha annunciato su Facebook con un post, poi cancellato: "Fare lo slalom tra termini e definizioni da evitare, ricette e rivisitazioni strampalate, non fa per me"

Chef Kumalè

Non è una bella stagione per "La Prova del Cuoco", che oltre al calo di ascolti deve fare i conti con i numerosi addii dei personaggi che hanno fatto la storia del programma insieme ad Antonella Clerici. A lasciare il cooking show ora è Vittorio Castellani, alias chef Kumalè, punto di riferimento per le cucine del mondo.

L'annuncio su Facebook: "Domani mattina sarei dovuto tornare a La Prova del Cuoco su Rai 1, ma l'idea di andare in televisione per raccontare poco più di niente e per fare lo slalom tra termini e definizioni da evitare, ricette fusion e rivisitazioni strampalate, non fa per me. Dopo avermi cercato e voluto, mi hanno detto che la trasmissione preferisce dare spazio al multiregionalismo italiano piuttosto che al multiculturalismo a tavola. Come se i due contenuti non potessero convivere all'interno della stessa trasmissione". 

Parole abbastanza dure, scomparse dopo qualche ora. "Ho deciso di eliminare il post che avevo condiviso ieri sera sulla mia mancata partecipazione alla puntata odierna a La Prova del Cuoco - ha scritto poi chef Kumalè - L'ho fatto perché, al di là dei numerosissimi messaggi di stima e di apprezzamento, che mi ha fatto molto piacere ricevere, non desidero che questa triste vicenda, sulla quale ciascuno si sarà fatto la sua opinione, diventi terreno di sciacallaggio da parte di nessuno. Come spesso accade su Facebook e nelle arene televisive, le informazioni vengono distorte, amplificate, travisate e quello che sto leggendo sulla Rete non mi piace, perché non rispecchia il mio pensiero. Ringrazio i tanti colleghi giornalisti che mi hanno cercato in queste ore per chiedermi di commentare una notizia che in realtà si commenta da sola. Quello che intendo sottolineare è che certe tematiche, quelle relative alle cucine e culture 'altre', rischiano di diventare un tabù, grazie al clima di intolleranza che oramai si respira a piene mani, dal web alla carta stampata, passando dai Social fino alle televisioni. Se davvero vi stanno a cuore certe tematiche, quelle che porto avanti dal 1991, allora aprite le vostre testate a questi contenuti, ospitando articoli, reportages e servizi che favoriscano la conoscenza e contrastino pregiudizi e paure. Non dico di affidarli a me, ci sono tanti bravi colleghi che lo possono fare al posto mio e non penso di essere l'unico giornalista in grado di trattare certi argomenti, ma fatelo".

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"Ciò che è accaduto a La Prova del Cuoco - si legge ancora nel nuovo posto - è stato solo un episodio dei tanti che mi sono capitati negli ultimi anni e sui quali varrebbe la pena di riflettere. Nel nome della tutela del Prodotto Tipico Italiano, dell'identità Nazionale, del Made in Italy, dell'isteria da Km 0 si stanno di fatto chiudendo le porte nei confronti di quel mondo che dovremmo invece conoscere per poterlo comprendere e per poterci dialogare, in modo costruttivo. Io ho scelto la porta del cibo per poterlo fare e continuerò, in direzione ostinata e contraria, come cantava Faber, come ho fatto in questi 27 anni, con o senza La Prova del Cuoco. State sintonizzati". Ma non su Rai 1. 

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