Venerdì, 23 Aprile 2021

Ciao Darwin, Bonolis risponde alle polemiche: "L'amore è amore e si può condividere"

Protagonista della seconda puntata la sfida tra Family Day e Gay Pride, che qualcuno giudica poco adatta a un varietà

Paolo Bonolis

Grande attesa per la seconda puntata di 'Ciao Darwin', in onda su Canale 5 venerdì 22 marzo, che vedrà sfidarsi Family Day e Gay Pride. Un faccia a faccia che qualcuno ha criticato perché inadatto a un programma del genere, una sfida insidiosa che il senatore Pillon ha definito "forzata". 

La risposta di Paolo Bonolis sulle pagine de La Stampa: "Il punto è proprio quello: trattare con leggerezza e disincanto argomenti di rilevanza sociale. Magari può essere utile. Le contrapposizioni ideologica, culturale, politica, religiosa, sentimentale creano solchi e distanze. Se poi ci mettiamo il bombardamento quotidiano che incita alla divisione, come una goccia cinese che alla fine riesce a bucare le teste, grazie anche ai pregressi storici che l'hanno fatta maturare. Quindi, se scherziamo su un tema così importante, è possibile che passi l'idea che l'amore è amore, e che si può condividere".

Quanto alle accuse di trash rivolte a 'Ciao Darwin', Bonolis dice: "Il problema sono le etichette. Sono facili. Quella del trash è l'etichetta di Darwin: che certo, lo racconta, ma lo fa consapevolmente. Il trash vero è quello inconsapevole: e allora fa paura". Bonolis definisce un'etichetta anche quella che lo definisce conduttore che "tratta male" gli ospiti: "Un'altra etichetta. Io la chiamerei piuttosto assenza voluta di ipocrisia. E infatti gli ospiti lo capiscono perfettamente, nessuno se la prende mai. Anzi, mi sono grati, loro e i telespettatori, perché non uso quel linguaggio per me ormai insopportabile, del politicamente corretto televisivo".

Il conduttore confessa anche il suo sogno nel cassetto televisivo: "Mi piacerebbe un programma di divulgazione, divertente. Letteratura, cinema, scienze, arti figurative, quel che si vuole: il bello sarebbe affrontare ogni argomento senza incrostazioni né mistificazioni". Su un possibile ritorno al Festival di Sanremo, invece, non ha dubbi: "No. Ma proprio no. E non solamente per un problema logistico, è chiaro che gli spazi del Teatro Ariston non sono più adeguati ai tempi. Non c'è più un mercato discografico. Si pensa solo ai brani che possono andare in radio. Insomma, non dico che non vada bene: dico che non mi interessa".

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