Sabato, 27 Febbraio 2021

Ciro Migliore racconta a Cartabianca la sua storia d'amore con Maria Paola, uccisa dal fratello

La 18enne ha perso la vita l'11 settembre ad Acerra, in un incidente, per colpa di quello che dalla sua famiglia veniva considerato un "amore sbagliato"

Ciro Migliore

"Passerà tutto questo e torneremo più forti di prima. Sei la mia forza, sei parte di me. Mi manchi". Queste le parole che Maria Paola Gaglione scriveva, nel 2017, a Ciro Migliore, in una lettera che Bianca Berlinguer ha letto ieri sera a #Cartabianca davanti al 22enne che meno di un mese fa ha perso la fidanzata, morta in un incidente stradale provocato dal fratello di lei, contrario alla loro relazione. 

Una storia d'amore "sbagliata" per la famiglia di Maria Paola, che ha provato in tutti i modi ad ostacolarla dall'inizio, come ha raccontato Ciro - 22enne che fino a qualche anno fa era una donna - per la prima volta in tv: "All'inizio eravamo amici. I genitori pensavano che eravamo fidanzati e l'hanno chiusa in casa. Ci hanno separato e lì abbiamo capito che c'era altro, che non era una mancanza di amicizia. La sua famiglia non voleva, sapevano che ero nata donna". Una separazione forzata, fisica, che non impediva però ai due innamorati di continuare ad amarsi. Si addormentavano insieme al telefono e Ciro passava sotto la finestra di Maria Paola pur di riuscire a vederla per qualche minuto, "come Giulietta e Romeo" commenta sorridendo, ripensando agli inizi di quella che per loro, nonostante tutto, era una favola. Poi le prime minacce da parte dei genitori della ragazza: "Sono venuti a cercarmi a casa per dirmi di lasciare in pace Paola. Lei la sua vita e io la mia. Non volevano perché per loro eravamo due donne e non potevamo avere un futuro insieme".

Una favola durata 23 giorni, fino al tragico incidente

Per viverla davvero la loro favola, hanno dovuto aspettare che Maria Paola compisse 18 anni, questa estate, ma è stato l'inizio della fine. "Lei voleva scappare, il 13 luglio, ma l'hanno scoperta e l'hanno picchiata - ha raccontato ancora Ciro - Venne da me il 16 agosto e siamo andati ad Acerra da mia zia. Ci sentivamo finalmente liberi. Siamo stati là per 23 giorni". Fino a quel terribile 11 settembre, quando il fratello di Maria Paola, Antonio Gaglione, di 25 anni, mette tragicamente fine alla loro storia d'amore e alla giovane vita di sua sorella: "Noi stavamo tornando ad Acerra. Ho visto il fratello dietro che si è affiancato a me dicendo 'fermati' e mi spingeva con il piede. Ho avuto paura, ma per lei, e sono fuggito correndo. Lui continuava a seguirmi e spingermi con il piede. Poi siamo caduti. Mi sono alzato e ho visto Paola sotto di me, eravamo vicini. Appena mi sono alzato, d'impatto, mi stavo avvicinando a lei, mi sono sentito tirare dietro e lui mi ha picchiato. Poi ha visto la sorella per terra, è andato vicino alla sorella e io sono scappato. Volevo restare ma il fratello mi picchiava se restavo. Io non avevo capito che Paola era morta, nemmeno lui".

Ciro Migliore: "Volevo starci io nella bara al posto suo"

La voce di Ciro trema, all'anulare sinistro porta la loro fedina, che promette di non togliere mai. Di Maria Paola gli manca tutto. É riuscito a salutarla un'ultima volta prima della sepoltura, grazie ai suoi avvocati. "Volevo stare io lì dentro, al posto suo" ha detto senza pensarci e per i genitori della fidanzata non riserva nemmeno una parola di rancore: "Si devono far aiutare dagli amici, dalle associazioni, come stanno aiutando me". Il dolore, dopo tutto, unisce. 

Ciro Migliore: "A 15 anni ho scoperto di sentirmi uomo"

Ciro Migliore ha parlato anche della sua infanzia difficile - trascorsa senza un padre, morto quando la mamma era incinta di 4 mesi - e di quando ha scoperto di sentirsi uomo: "A 15 anni, quando mi guardavo allo specchio, non mi piaceva il mio corpo. Ho baciato un ragazzo una volta, ma non era per me. Già mi sentivo uomo. L'ho fatto per mia madre, ma poi ho capito che dovevo pensare alla mia felicità. Mia madre piangeva davanti alle sue amiche, ai davanti a me. Poi ne abbiamo parlato, mi ha detto che ero l'unico figlio e ha accettato la mia felicità. Anche i miei amici lo hanno accettato fin da subito". Difficile adesso per lui immaginare un futuro, ma deve farlo: "Appena mi riprendo vado a lavorare. Voglio un futuro migliore". Magari in Germania, dove sognava di trasferirsi con Maria Paola.

Il messaggio di Ciro alla fidanzata morta: "Il mio cuore è con te, ti amerò oltre le nuvole"

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